Kawasaki Versys 2010: piccola di sostanza

In Moto e mercato

di Federico Bencivenni, 30 marzo 2010
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Kawasaki Versys 2010: piccola di sostanza



Motociclismo vuol dire emozioni forti, cavalli da scaricare a terra, scariche di adrenalina ad ogni manata di gas, questo almeno è ciò che rappresenta il mondo delle moto nell'immaginario comune. E per certi versi è così, visto ciò che il mercato ha offerto con sempre maggior frequenza negli ultimi anni: ovvero moto supersportive con tanti cavalli a disposizione degli smanettoni più incalliti.

Ma poi, vuoi la crisi economica, vuoi che tanta potenza di fatto non è poi così  semplice da gestire e da godere, ecco che sono spuntate alcune tipologie di moto  definite entry level, che hanno offerto, ed offrono tutt'ora, tanta resa e poca spesa, pur avendo comunque un certo sex appeal.

Tra tutte le case  probabilmente Kawasaki è forse quella che, nell'ultimo lustro, ha recepito meglio la necessità di produrre modelli sfiziosi sì, ma accessibili; ed ecco presentare la ER 6 N nel lontano 2005, ed a ruota la sorella o meglio sorellastra, Versys 650.
Non c'è dubbio che la ER 6N, almeno stilisticamente, abbia incontrato maggiormente i favori del pubblico, mentre la Versys con quella sua carenatura un po' a forma di bulbo, non è che fosse propriamente un esempio di stile.

Così per il 2010 è arrivato un aggiornamento che ha puntato a migliorare l'estetica della moto ed anche alcuni dettagli. La sostanza è comunque sempre la stessa, però a livello estetico e visivo  i miglioramenti ci sono eccome.

Troviamo un nuovo faro, con la luce di posizione montata sopra- mentre la vecchia ne aveva due, una per lato - una carenatura decisamente più filante della precedente, parabrezza regolabile, luce di posizione a led, specchi romboidali, coperchi motore e lampeggiatori rivisti: decisamente una moto più piacevole della vecchia, almeno secondo il parere di chi scrive.

Abbiamo detto dei cambiamenti estetici, la sostanza come anticipato, non è cambiata. Il motore guadagna un silent block al posteriore per ridurre le vibrazioni trasmesse al telaio e le pedane del pilota hanno un riporto in gomma più spesso, ma a parte questi piccoli dettagli il motore è sempre il collaudato bicilindrico parallelo 8 valvole, DOHC di 649 cc raffredato a liquido, con alesaggio e corsa 83x60 mm, che eroga una potenza max dichiarata di 64 cv ( 8 cv meno della ER6 N) a 8.000 giri e una coppia max dichiarata di 61 Nm a 6.800 giri, dotato di teste a quattro valvole, distribuzione bialbero, fasatura degli scoppi a 180° e contralbero equilibratore, alimentato da corpi farfallati Keihin da 38 mm.

In pratica tutto come sull'ER 6 N tranne la mappatura che sulla Versys è studiata per garantire un'erogazione più fluida. Certo, per ritornare a quanto detto all'inizio, non sono numeri che impressionano, ma qui siamo in presenza di una moto di sostanza che ha l'obiettivo di essere una tutto fare per un neofita, o per un motociclista di ritorno, o per chi si è stufato di muoversi con l'auto in città o vuole passare dallo scooter alla moto vera.



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