Ecco la Yamaha SuperTénéré 2010!

In Moto e mercato

di Edoardo Licciardello, 24 febbraio 2010
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Ecco la Yamaha SuperTénéré 2010!


Da tempo Yamaha ci ha condannato ad uno stillicidio di notizie relative alla sua nuova maxi bicilindrica… entrofuoristrada, come si diceva proprio quando la prima Superténéré si scornava con le rivali per il dominio di un mercato molto florido, creato sulla scorta delle maratone africane. Maratone come la Parigi-Dakar che proprio Yamaha, con la sua XT500, aveva dominato nelle sue prime edizioni.

La storia, fatta come sappiamo a cicli, si ripete: il segmento delle maxienduro tira fortissimo, ed era quasi inevitabile il rientro di un modello tanto evocativo. Con un bicilindrico parallelo, naturalmente, perché fare diversamente sarebbe stato un vero affronto ad un nome tanto glorioso, anche se la cilindrata, come sapevamo ormai da tempo, sarebbe salita dai 750cc dell’antesignana fino agli attuali 1200 che contraddistinguono ormai quasi tutte le “twin” che si rispettino.

La casa dei tre diapason ci aveva già fatto vedere un concept sul finire dell’anno scorso, che ha dato il via ad ogni genere di speculazioni (anche su una presentazione molto anticipata, cosa che poi, come tutti sapete, non è avvenuta), ma dopo tante ipotesi, più o meno fantasiose e corredate da elaborazioni fotoritoccate, è finalmente arrivato il momento della verità.

Eccola qui, con una linea che a noi piace molto, e contenuti tecnici di primissimo piano, soprattutto per quanto riguarda il bicilindrico parallelo fronte marcia a 4 tempi DOHC, con iniezione elettronica, 4 valvole e doppia accensione. I suoi 1.199cc determinano una potenza massima di 110 CV a 7250 giri/min e un’erogazione molto favorevole della coppia. L’alesaggio di 98 mm e la corsa di 79,5 mm (misure decisamente superquadre, degne di un propulsore molto sportivo) consentono di contenere le dimensioni del motore e il peso delle masse rotanti, rendendo la moto più reattiva. Al pari della Ducati Multistrada, grande rivale di quest’anno è dotata di controllo di trazione, implementato attraverso una sofisticata gestione dell’acceleratore a controllo elettronico YCC-T già visto sulla YZF-R1, che anche in questo caso mette a disposizione del pilota diverse mappature (qui solo due, Sport e Touring) per adattarsi allo stile di guida del momento.

Le somiglianze con l’ammiraglia sportiva non si fermano qui: la fasatura dell’albero a 270° riprende gli stessi concetti dell’unità cross-plank impiegata sul quadricilindrico in linea della Superbike di Iwata. Obiettivi: una miglior connessione fra acceleratore e ruota posteriore. Il controllo di trazione è attivabile su due impostazioni: TCS1, che interviene non appena la ruota posteriore perde aderenza, o TCS2, che attenua l’intervento dell’elettronica, per consentire un certo pattinamento della ruota motrice nell’impiego fuoristrada. Il sistema è comunque disattivabile.

Meno prevedibile, data l’impostazione che strizza l’occhio al fuoristrada (confermata dall’adozione dei cerchi a raggi, pur con anteriore da 19”) l’adozione della trasmissione cardanica. Che farà contenti gli amanti delle lunghe percorrenze, ma potrebbe risultare difficile da digerire per chi vorrà impiegare la Superteneré sugli sterrati. Sensato invece il radiatore laterale che aiuta a contenere l’impronta frontale e migliora la distribuzione dei pesi.

Improntata alla sicurezza l’adozione del sistema di frenata integrale (UBS) con sistema antibloccaggio ABS. L’Unified Braking System monitora continuamente anche la velocità della moto, il livello di decelerazione e lo slittamento, prevenendo il bloccaggio delle ruote e distribuendo il carico frenante tra le pinze delle ruote anteriore e posteriore, azionando solo la leva del freno al manubrio. L’utilità del sistema è evidente, se si pensa ai percorsi fuoristrada in cui si guida spesso in piedi sulle pedane, senza la possibilità di agire sul pedale del freno posteriore. 

La centralina di controllo determina la pressione da trasmettere al freno posteriore attraverso la pompa idraulica, tenendo in considerazione la velocità e la pressione sulla leva del freno. Il sistema non interferisce con la precisione del controllo del freno posteriore, necessaria nella guida con passeggero o nelle  inversioni a U a bassa velocità. Se si aziona il freno posteriore prima di quello anteriore, la gestione elettronica si disinserisce automaticamente, e il pilota ha il controllo totale della moto.



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