Ho letto su di un noto giornale on line che in Europa nell'ultimo anno le vendite sono scese del 27 per cento. Mentre per i 50 cc il calo è stato addirittura del 32 per cento. E anche il mondo della componenistica sembra non passarsela molto meglio. Molte aziende rischierebbero il fallimento.
Insomma la crisi colpisce duro. Almeno stando a quanto sostenuto dai dati presentati dall'Acem (Associazione Europea Costruttori Motocicli) nelle parole del segretario generale Jacques Compagne: "il settore del motociclo sta affrontando una situazione difficile, ma concentrando la sua attenzione sul settore delle due ruote, il Cese (Comitato Economico e Sociale Europeo) può contribuire a guidare il comparto verso la ripresa. E' importante che le istituzioni europee siano informate correttamente e puntualmente sulla nostra situazione".
Sulla medesima linea le parole di Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma: "la crisi di vendite registrata in Europa ha di fatto riportato il mercato europeo indietro di 16 anni. Questa situazione ci impone, a livello europeo, una riflessione più ampia mirata a salvaguardare un settore strategico per l'economia. E' indispensabile non abbassare la guardia e riproporre, magari rimodulandolo, un sistema di sostegno alla domanda."
Ecco, ho pensato io: ci risiamo con sostegni economici volti a risolvere, almeno temporaneamente la crisi. Per la verità in Italia, grazie agli ultimi incentivi governativi, le immatricolazioni nell'ultimo mese hanno fatto registare un incremento pari ad un 6,1%. Ma il punto è che non si può pensare di prendere sempre in considerazione dei provvedimenti tampone, che se nel breve periodo possono risollevare il trend negativo di un settore, alla lunga hanno effetti davvero poco produttivi.
Ocorrerebbero invece una serie di interventi seri, mirati e soprattutto definitivi per incrementare il lavoro, la formazione e le professionalità di chi opera nei settori moto e componentistica, per far sì di poter uscire davvero da questa crisi, che nonostante ciò che si legge in giro, è ancora ben presente.
Data la situazione non si può pensare che con qualche ecoincentivo piazzato qua e là, la gente possa permettersi di comprare una moto nuova ogni anno o quasi, per risollevare il mercato in crisi.