Anteprima Eicma: Ducati Multistrada 1200, nuovi dettagli

Moto e mercato

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pubblicato il 04 novembre 2009

Anteprima Eicma: Ducati Multistrada 1200, nuovi dettagli


In attesa della presentazione ufficiale, che avverrà al Salone di Milano fra pochi giorni, continuano a trapelare dettagli della nuova Ducati Multistrada 1200.

Del motore Testastretta da 1199cc vi abbiamo già parlato in un altro articolo, e la potenza massima di cui si parla - 150 CV - non sembra difficile da ottenere dal bicilindrico ad L che equipaggia anche la ben più potente Ducati 1198. Anche con un'erogazione rivista per offrire più tiro e regolarità ai bassi e medi regimi, si tratta di una potenza massima più che plausibile per questa moto, ottenuta grazie anche ad un nuovo sistema di iniezione elettronica ride-by-wire. Si tratterebbe di una novità assoluta per Ducati, e sarebbe stato ottimizzato per offrire un'incredibile "morbidezza" del motore nella marcia a bassa velocità, caratteristica apprezzata negli slalom cittadini ma anche sugli sterrati che sembrano alla portata della nuova Multistrada 1200.

L'elettronica anche in questa moto, come sulle ultime Ducati ipersportive, sembra dunque farla da padrona, e per la Multistrada 1200 si parla anche di mappe per la centralina commutabili con un comando al manubrio, esattamente come nel caso della Suzuki GSX-R1000.

Anche per la ciclistica però sembrano esserci delle novità. Come già visto in alcune delle foto spia, scattate durante gli ultimi collaudi dei prototipi su strada, il telaio vede l'arrivo di una componente in alluminio pressofuso nella zona del perno del forcellone, ad integrare i classici tubi in acciaio tipici della produzione Ducati. Non si tratta ancora di un monotrave Deltabox, ma non sembra oramai che i tubi abbiano grande funzione a parte quella relativa al marketing...
 

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Commenti dei lettori
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Raffaele
Italy
Milan

Mi dispiace, ma il commento sui tubi del telaio dimostra che sul telaio a traliccio non ci avete capito....... un tubo!
Marketing? Certo, può essere, anzi probabile, ma ciò non toglie la validità del telaio a traliccio. Il problema del telaio a traliccio è il suo costo di produzione, più alto di un telaio fatto con ... lo stampino, ma la sua valenza tecnica è indiscutibile.
Circa la loro funzione poi non mi sembra che sia tanto limitata, anzi, dalle foto si vede come la maggior parte del telaio sia realizzato con il traliccio in tubi e solo la parte posteriore sia realizzata in materiale pressofuso (che sia alluminio io non lo so, e quasi spero di no dato le problematiche di questo materiale) probabilmente per alleggerire il carico strutturale sul motore (ma, da quello che mostrano le foto, senza annullare la sua componente strutturale) in maniera economica.
Molti pensano che sia il sistema desmodromico sia il telaio a traliccio siano soluzioni anacronistiche e utilizzate solo per marketing, ciò non è vero, o è vero solo in parte, in quanto tali soluzioni sono prestazionalmente valide e non hanno nulla da invidiare a quelle ritenute dalla gente come moderne, il loro vero unico difetto è che non sono soluzioni adatte alla grande produzione di serie e quindi industrialmente più costose, ma ripeto, tecnicamente la distribuzione desmodromica è pari ad una tradizionale (seppur con caratteristiche diverse) e nel caso di motori da competizione pari ad una distribuzione pneumatica, il telaio a traliccio è per conto suo tecnicamente equivalente ad un buon telaio in metallo pressofuso o scatolato.

Inserito: 04 novembre 2009

Webmaster
Australia
Yallourn

La constatazione che Ducati stia progressivamente abbandonando il telaio a traliccio si basa sull'osservazione dei fatti, al di là delle considerazioni sulla validità di questa soluzione.

La Desmosedici nelle ultime versioni ha ridotto fino a quasi far scomparire le parti in tubi, ed ora viene fatta la stessa cosa sulle moto di serie.

Inserito: 04 novembre 2009

Raffaele
Italy
Milan

Certo, la constatazione che la Ducati stia iniziando (e da vedersi dove si arriverà) ad abbandonare il telaio a traliccio è un fatto, sono i motivi che voi adducete che sono sbagliati.

Inserito: 05 novembre 2009

Raffaele
Italy
Milan

Ah, dimenticavo, per quanto concerne la desmosedici l'abbandono del telaio a traliccio è dovuto all'utilizzo del carbonio. E' avvenuto la stessa cosa che avvenne in F1, le monoposto erano costruite con telai che utilizzavano strutture miste con alluminio scatolato, pannelli honeycomb (per i componenti più piccoli come musetti appendici ecc ecc) e quasi fino all'avvento del carbonio.....con tralicci in tubi!!!! (specialmente Ferrari) Con l'avvento del carbonio furono tutti abbandonati (per ovvie ragioni, il carbonio non si fa lavorare facilmente in tubi o strutture honeycomb).
Considerate inoltre che, a quanto pare, il carbonio costa di più ma dura una intera stagione con maggiore economia globale per il team.
Ripeto la Ducati può decidere di abbandonare il traliccio, forse si o forse no, ma i motivi che voi date in pasto alle persone (o che gli fate capire) sono sbagliati. Chi oggi possiede una moto con telaio a traliccio non deve credere che cavalca un pezzo da museo tecnicamente superato, perché non è vero! (al limite è superato per il managment industriale).

Inserito: 05 novembre 2009

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