Ogni tanto, Honda offre una spettacolare dimostrazione delle proprie capacità tecnologiche producendo una moto dalle caratteristiche (quasi) fantascientifiche.
Le varie Honda RC30, Honda NR750 ed Honda VFR (tutte con motore V4) sono state a suo tempo, ed in alcuni casi lo sono ancora, particolarmente avanzate in fatto di tecnologia, moto disegnate per essere una vetrina delle capacità della casa giapponese piuttosto che per ottenere grandi prestazioni assolute.
Adesso sembra che Honda stia per presentare un'altra di queste meraviglie tecnologiche, ancora con motore V4.
Si tratta della moto che si posizionerà nel listino fra la Pan European e la Blackbird, probabilmente sostituendole entrambe. L'attenzione degli addetti ai lavori è concentrata soprattutto sul motore, che sembra possa disporre di soluzioni decisamente innovative nel campo motociclistico. Innanzitutto una gestione elettronica che permette di isolare due o tre cilindri, rendendo così possibile al motore di funzionare come un bicilindrico o un motore a tre cilindri a seconda delle condizioni, permettendo così di risparmiare carburante e ridurre le emissioni inquinanti. Difficile anche solo immaginare la complessità di far funzionare a tre cilindri un motore V4, riducendo le vibrazioni ad un livello accettabile...
Un motore così particolare non poteva che essere abbinato ad una trasmissione altrettanto eccezionale. In questo caso Honda ha utilizzato una tecnologia oramai ben diffusa in campo automobilistico, soprattutto nei motori delle case tedesche. Si tratta della trasmissione a doppia frizione, che permette eccezionale rapidità nel cambio marcia e varie modalità di impiego.
L'elettronica del cambio a doppia frizione infatti cerca di "intuire" quale sarà la marcia successiva, e la innesta mantenendola separata grazie alla seconda frizione. Al momento del cambio marcia, in realtà è sufficiente staccare la marcia innestata con la prima frizione, e disinnestare la seconda frizione. La centralina di gestione ha poi tre diverse modalità, una per favorire la guida rilassata e ridurre i consumi, una per la guida "normale" e l'ultima per l'uso sportivo.
Nella modalità "drive", il cambio è gestito in maniera completamente automatica, mantenendo il motore a regimi di rotazione ridotti e privilegiando il funzionamento a due o tre cilindri. La modalità "manuale" lascia la gestione del cambio al pilota, con la doppia frizione che anticipa comunque il cambio marcia successivo per ridurre i tempi di cambiata. La modalità "sport" lascia di nuovo la gestione del cambio all'elettronica, favorendo però la guida sportiva e utilizzando ogni marcia fino alla linea rossa del contagiri.
Insomma, ci si potrebbe trovare davanti ad un salto tecnologico notevole per i motori sportivi, e la nuova Honda potrebbe essere solamente la prima di un aserie di modelli basati su questo motore. Ne vedremo delle belle...