 Pochi lo sanno, ma il nome Derbi deriva dalla contrazione della frase "derivado de bicicleta". Si trattò della prima moto da 250cc prodotta dalla Nacional Motor Rebasa S.A., che vantava soluzioni tecniche originali come il cambio a pedale ed addirittura un indicatore di marcia inserita.
Il nome rimase attuale anche con il debutto nel Motomondiale, nella classe 50. La Derbi presentò infatti una moto particolarmente compatta ed ultraleggera, e questa attenzione per il peso è evidentemente rimasta nel DNA dell'azienda spagnola, che adesso fa parte del gruppo Piaggio.
Con la DH 2.0, Derbi intende sperimentare nuove strade nel mondo delle due ruote motorizzate, andando ad esplorare nicchie di mercato a cui forse nessuno aveva ancora pensato. La Derbi DH 2.0 si rivolge ai più giovani, a quei ragazzi che passano le giornate a compiere evoluzioni su biciclette e skateboard, o ancora agli amanti delle mountain bike.
Si tratta in pratica proprio di una mountain bike, a cui è stato applicato un moderno motore monociclindrico da 100cc a quattro tempi. Il risultato è qualcosa che fa sembrare le moto da trial lente e pesanti: meno di 40 kg di divertimento, una ciclistica con forcella a steli rovesciati da 38mm di diametro ed un monoammortizzatore ad aria al posteriore con regolazione del precarico.
Provate ad immaginarla con due pneumatici più adatti alla guida in città, con la praticità di una bicicletta ed il motore ecologico a basse emissioni. E magari le ruote tassellate di ricambio da tenere in garage, per la sgroppata del fine settimana...
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