Ci si può sentire "corsari" alla guida della Aprilia RSV4 ?

di Ascanio Gardini

Ci si può sentire

La risposta, senza ombra di dubbio, è  “sì”.  Perché l’ “Apriliona”  è una moto facile facile che, nonostante i suoi 180 e passa cavalli, mette a proprio agio anche il neofita, a patto di usare la mappatura “sport” che taglia leggermente la potenza nelle prime tre marce.

Iniziamo dalla posizione di guida: si è in sella ad una vera sportiva, con il peso caricato tutto in avanti e la sella molto alta da terra. La distanza serbatoio-manubri sembra non proprio contenuta, tuttavia la moto è molto piccola e ben bilanciata (proprio come la vuole Max).

Avviato il motore, si sente un rombo sordo (e fin troppo ovattato…) .

La lancetta del contagiri sale a ritmi vertiginosi e ci si rende conto anche da fermi di avere a che fare con una sportiva di razza. Si parte. Fin dai primi metri si percepisce di stare su una vera moto da corsa. Infatti, portare a “spasso” la RSV4 è cosa molto difficile. Il motore sotto i quattromila  giri ha una erogazione abbastanza scorbutica e chiede di essere portato a regimi nettamente più alti.
Non appena di varca la fatidica soglia…..il paradiso!!!!  Il motore non è esplosivo come le quattro cilindri giapponesi, ma ha una “schiena” impressionante. Sembra di avere qualcuno alle spalle che ti spinge con una forza inaudita senza mai allentare la presa. Questo permette di avere una guida rotonda e di fare tanta strada in uscita di curva. Il limite dei 14 mila giri lo si raggiunge senza nemmeno accorgersene. Quasi quasi non si ha l'impressione di avere tutta quella mandria di cavalli sotto il sedere che ti proiettano verso la curva a velocità supersonica.

Ma lì arriva il bello. Quando ormai ti rendi conto stai camminando tanto (.ma veramente tanto...) e ti attacchi ai freni, ecco un altro miracolo. La RSV decelera in maniera impressionante senza scomporsi, e permette di scegliere la traiettoria che si vuole all'interno della curva, grazie anche all'ottimo comportamento della frizione antisaltellamento. Una volta impostata la traiettoria l'anteriore segue la linea voluta senza tentennamenti di sorta. Che si tratti di curve veloci o di tornantini il risultato è sempre lo stesso: una stabilità granitica dell'anteriore. Quando poi si riapre il gas si viene proiettati verso la curva successiva con una facilità disarmante. Merito sia della già accennata progressione del motore, sia di un telaio ben bilanciato. L'unico difetto di questa moto ? E' talmente facile da guidare che ti porta a voler andare sempre oltre. A patto di avere i 20.000 Euro per comprarla......


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