Nelle prove comparative che ogni anno tutte le maggiori riviste del settore svolgono, la Kawasaki Ninja ZX 6R è sempre emersa come una ottima moto. Ma alla resa dei conti, cioè al momento di stilare la classifica finale, risultava avere qualcosa meno della altre. Era meno facile da portare al limite rispetto alla Honda CBR 600RR, era meno affilata e specialistica in pista della Yamaha R6, aveva parecchi chili in più delle rivali. E questi sono solo alcuni semplici esempi in proposito.
Gli anni in cui la casa di Akashi aveva stupito tutti con la sua ZX da 636 cc sembravano lontani, e la versione 2008 che a me personalmente piaceva molto, confermandosi comunque un bel mezzo, non aveva riscosso un grande successo.
Gli ingegneri della Kawasaki devono quindi aver pensato che, per la versione 2009, la Ninja ZX 6R avrebbe dovuto essere completamente rivista al fine di ridurre tra gli appassionati quel gap emozionale e di gradimento che l'aveva allontanata nella storia recente dalle altre medie sportive.
Ed anzi magari ad Akashi vogliono pure riprendersi lo scettro di miglior 600 supersportiva.
La moto è sicuramente diversa rispetto al modello 2008. Più leggera -vengono dichiarati 10 kg in meno-, più potente, più accattivante. Nelle fattezze ricorda in modo evidente la sorella maggiore ZX 10R, anche se vi sono differenze tra le due: ad esempio sulla 600 il serbatoio è più stretto di quello della 10R da cui deriva.
E' una moto molto più spigolosa di quella dello scorso anno, con una posizione di guida diversa rispetto al passato. Pedane, sella e manubrio hanno subito qualche aggiustamento. Quest'ultimo risulta più chiuso e più vicino al pilota, la sella è stata abbassata di 5 mm ed è anche più stretta; se poi pensiamo che il telaietto è più piccolo del precedente, dovrebbe essere anche più facile mettere i piedi a terra. Soprattutto per quelli come me che arrivano al metro e settanta e lì si fermano.
Dal punto di vista estetico non si può non notare lo scarico che è tornato in posizione laterale, spostando il peso in basso e posizionando nel contempo il catalizzatore/presilenziatore sotto i leveraggi della sospensione posteriore, la quale offre un bel monoammortizzatore Showa completamente regolabile (alte/basse velocità).
Sempre in tema di sospensisoni l'altra grande modifica ciclistica consiste nella nuova forcella Showa BPF (Big Piston Fork). In pratica le componenti interne sono state rovesciate: il pistone principale è quasi il doppio del normale (vanta un diametro di 37 mm contro i 20 mm del'unità montata sul modello 2008), il registro del precarico si trova in basso, e le viti dell'idraulica in alto. Secondo Kawasaki questa nuova forcella dovrebbe comportare una maggior compostezza in frenata, ma è chiaro che solo una prova in pista e su strada potrà dare il senso reale di quanto affermato dalla casa di Akashi.
Per ciò che attiene il telaio dobbiamo sottolineare che la rigidità rivista dai progettisti in zona perno forcellone dovrebbe ottimizzare l'equilibrio della moto, così come l'angolo di sterzo più pronunciato (25° contro i 24°) dovrebbe migliorare il feeling con l'avantreno. Di serie troviamo anche un ammortizzatore di sterzo Ohlins.