Nell’ampio e ben frequentato stand Suzuki (chi è stato all’EICMA sa a cosa ci riferiamo, per chi non è potuto esserci parliamo oltre che di moto di standiste…) erano presenti due novità assolute, non perché fossero modelli ex-novo, ma bensì restyling, ma nel senso di totalmente inaspettate: la rivisitazione e l’aggiornamento ai più attuali dettami stilistici, delle due varianti, naked e sport-touring, della moto rimasta negli anni maggiormente fedele a se stessa in casa Suzuki e forse per questo tanto amata o snobbata a seconda delle contrarie correnti di pensiero su di essa: la Suzuki Bandit, in versione naked e S, cioè in versione più turistica e dotata di semi-carena.
Sembra che anche Suzuki Italia sia stata colta di sorpresa, tanto che i banchi informazioni erano totalmente sprovvisti di materiale informativo e press kit riguardanti queste novità.
Noi ci aspettavamo una GSR 750, da più parti annunciata e data per certa, ed ecco invece servito l’ aggiornamento, a nostro parere riuscito, delle Bandit.
Riuscito perché non stravolge un classico apprezzato (soprattutto all’estero però) per la sua sostanza e doti di moto efficace in svariate situazioni di utilizzo. Una moto adatta alla città ma anche ai lunghi tragitti grazie al motore non esasperato ma comunque dotato della giusta grinta, alla comoda sella e alla possibilità di caricare all’occorrenza parecchio bagaglio, grazie al singolo scarico che corre piuttosto in basso.
Le Bandit erano state aggiornate in maniera profonda solamente un paio di anni fa. Le modifiche principali avevano riguardato il reparto sospensioni ed il motore che aveva guadagnato soprattutto il prezioso raffreddamento a liquido.
Ora in questa versione 2009 le Bandit indossano il vestito della modernità, soprattutto nella versione naked, ma lasciando inalterate e dove possibile migliorando ulteriormente le virtù a cui abbiamo accennato.
Come detto, è nella versione naked che queste modifiche si rendono più immediatamente riconoscibili. Merito soprattutto del nuovo faro dal tanto in voga design a goccia (da notare che seppur simile è comunque diverso da quello montato sull’altra novità Gladius ), abbracciato da due piccole carene laterali che lo raccordano con la zona in cui sono posti gli indicatori di direzione.
L’altra novità principale si trova al di sopra del faro e consiste nella nuova strumentazione mista analogico-digitale. Nel display digitale oltre che l’indicatore della velocità, si possono reperire preziose informazioni come livello di carburante e, come Suzuki ci ha già abituati dall’uscita della GSR 600, l’indicatore della marcia inserita. Nella parte analogica, dallo stile sobrio in tono con la filosofia del modello, trovano posto il classico indicatore dei giri motore e le spie di servizio.
Questo nuovo gruppo strumentazione lo ritroviamo poi anche sulla Bandit S, la versione semi-carenata e votata maggiormente all’uso turistico. Le altre modifiche per questo modello 2009 vanno proprio in questo senso e riguardano per l’appunto il nuovo cupolino, completamente ridisegnato e dotato di un nuovo faro. All’interno di esso sono poi presenti due pratici vani con sportello di accesso e chiusura, utili per poter riporre piccoli oggetti o semplicemente il biglietto autostradale.
Come per la versione naked, anche questa versione S conserva la meccanica e la ciclistica del precedente modello, ed anche la comoda possibilità di regolare a proprio piacimento la posizione della sella e manubrio.