Motocorse al Monaco Motor Show, 21-24 marzo 2008
Moto e mercato | Share |
| di Carlo "Guerra" Martini, , pubblicato il 25 marzo 2008 | Pagina 1/3 |
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Tempio dell'automobile, il Principato ha accolto per il week end di Pasqua la seconda edizione del Monaco Motor Show. La piccola rassegna monegasca ha offerto ai visitatori, nella suggestiva cornice di Port Hercule, una sinteticissima panoramica della produzione automobilistica e motociclistica attuale. Ingresso a cinque euro, gratis per i minori di sedici anni. Nonostante il contesto sfarzoso, a pochi metri dalle imbarcazioni più lussuose del mondo, la rassegna era piuttosto dimessa, e a contendersi i settemila metri quadrati concessi al Monaco Motor Show (posto a fianco della griglia di partenza del circuito di F1) erano principalmente le case automobilistiche francesi Citroen, Peugeot, Renault, a cui si aggiungevano Caterham, Chevrolet, Ford, Isuzu, Kia, Lotus, Ssangyong, Subaru e Toyota. In other words, un’esigua minoranza del mercato. Nessuna novità esposta in anteprima. Solo un simpatico simulatore di guida, allo stand Citroen, per evitare che i minorenni in visita si annoiassero troppo. Un tour in concessionario e poi in sala giochi non avrebbe riservato emozioni molto dissimili. Oggetti a quattro ruote più originali erano esposti allo stand Itdiff ( www.itdiff.com), un importatore francese di veicoli di provenienza quasi ignota. Le scritte "Made in ..." sul sito e sui veicoli sono volutamente difficili da trovare, affinché i pregiudizi europei (che hanno ottime ragioni per continuare ad esistere...) sulla qualità dei prodotti del Zhong Guo e zone limitrofe non attecchiscano troppo rapidamente.Così il potenziale cliente, prima di chiedersi dove è stato prodotto, ad esempio, il Buggy Rider 1000 motorizzato Suzuki della prima foto, ha tempo di trovarlo interessante, presumibilmente divertente da guidare, e di apprezzarne il concorrenziale prezzo d’acquisto di 8490 €. L’area del Monaco Motor Show dedicata alle motociclette, similmente, era piuttosto avara di belle sorprese. Ricco di modelli lo stand Triumph, nel quale era esposta pressoché tutta la produzione attuale, tra cui tre modelli di Rocket variamente accessoriati. Gli stand delle quattro grandi nipponiche offrivano agli spettatori una piccola parte della gamma odierna, nulla di particolarmente appariscente. L’unica moto esposta con marchio giapponese che gli italiani non hanno occasione di vedere quotidianamente era la Honda Deauville (seconda foto) equipaggiata per la polizia francese. Niente di che. |
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