Moto e mercato
Piccole cilindrate crescono
Nella storia del motociclismo vi sono stati molti modelli delle più svariate cilindrate che hanno fatto storia ma oggi stiamo assistendo ad un inseguimento da parte dei costruttori delle maggiori prestazioni e quindi la produzione si concentra sulle cilindrate più elevate. Fino a ieri le maxi moto sportive avevano una cilindrata di circa 600cc, oggi arrivano tranquillamente ai 1400cc. Nello stesso mondiale superbike le 4 cilindri 750cc si confrontavano con le 1000 bicilindriche, oggi le bicilindriche sono da 1200cc e le 4 cilindri da 1000cc. Senza scendere nei meriti o demeriti del regolamento superbike, il dato è esemplificativo. La ricerca delle prestazioni per le moto sportive è sempre stato il tema dominante ma forse oggi stiamo esagerando. La cilindrata 350 per esempio che ha avuto illustri modelli come la mitica Moto Morini 3 1/2 o la Moto guzzi V 350 Imola o la Honda 350 four, oggi non esiste più ed è un vero peccato. Ultimamente ci ha provato la Beta con la Euro e la Jonathan ma ormai sono fuori produzione e in giro ne circolano ben poche. La stessa Ducati aveva in catalogo un Monster 400cc non venduto in Italia fino a poco tempo fa. E' quindi davvero necessario avere almeno 600cc sotto il sedere o forse anche motori più piccoli sono sufficienti a divertirsi? Il piacere di guida deve andare di pari passo con potenze maggiori? Vale la pena spendere di più per bollo, assicurazione e benzina per avere prestazioni più elevate? Il motociclista è sempre stato anche uno che al bar si vanta con gli amici della cavalleria che sa gestire ma forse tutta questa potenza non serve solo a fare pubblicità alle case motociclistiche? Oggi si parla tanto di riduzione delle emissioni inquinanti e contenimento dei consumi ma forse sono argomenti che non servono a vendere moto. |
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