Moto Guzzi Stelvio Vs. BMW R 1200 Gs: sfida al vertice

In Moto e mercato

di Marco Simonelli, 02 dicembre 2007
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Moto Guzzi Stelvio Vs. BMW R 1200 Gs: sfida al vertice


Una delle più importanti novità dell'Eicma di quest'anno è sicuramente la Moto Guzzi Stelvio. La casa di Mandello del Lario con questo modello si inserisce nel difficile settore delle maxi enduro turistiche ma ha già in programma la produzione di un modello, forse denominato Adventure, più dedicato all'off-road.

Il settore è molto interessante visti i volumi di vendita prodotti dalla diretta antagonista della Stelvio e cioè la BMW R1200 Gs, che con circa il 45% del mercato detiene
lo scettro di regina assoluta. Non è la prima volta che Moto Guzzi si butta nel settore: lo aveva fatto qualche anno fa con la Quota ma non fu esattamente un successo commerciale. Stavolta però la differenza di impostazione con il vecchio modello è netta.

La casa di Mandello infatti ha studiato a fondo la rivale BMW e ha cercato di creare una moto non lontanissima nell'impostazione e quindi non originalissima, ma sicuramente interessante. Per combattere il nemico bisogna dotarsi delle stesse armi e questo hanno fatto a Mandello, forse addirittura con troppa convinzione.

La Stelvio monta il nuovo motore a 8 valvole a V trasversale di 90° già visto sulla nuova Griso, accreditato di ben 110 Cv e questo già dovrebbe essere un bel biglietto da visita, ma BMW con la nuova Gs non si discosterà molto da tale potenza.

La linea è filante ma il frontale lascia un po' perplessi con quei due fari tondi molto inclinati forse dovuti a esigenze precise di protezione aerodinamica. Lo sforzo è stato quello di fare una Gs più stradale e forse meno polivalente, viste le chiare influenze di modelli più stradali come la Triumph Tiger, nell'adottare ad esempio il pneumatico posteriore da 180/55 e le pinze dei freni anteriori ad attacco radiale. La parte posteriore appare snella con un gruppo ottico curato che ingloba lo stemma con l'aquila e un silenziatore di forma esagonale irregolare bello ma simile alla rivale tedesca. Il motore a V conferisce poi alla moto una vista frontale più stretta a differenza della Gs che con il consueto boxer offre al conducente ingombri laterali importanti. Molto bello il forcellone monobraccio, altro segno distintivo delle Guzzi, abbinato ai cerchi a raggi che offrono un'immagine pulita a differenza dei cerchi in lega forniti di primo equipaggiamento sulla Bmw.

Se l'affidabilità e la qualità della Stelvio saranno pari alla rivale teutonica il prodotto risulterà vincente perchè il nuovo corso Moto Guzzi si vede nelle finiture della moto e nel design. L'unica osservazione che si può rivolgere ai manager di Mandello è l'aver fatto diretto riferimento alla BMW nello studio della Stelvio ma forse diversamente non si poteva fare dato che la best seller tedesca è un punto fermo troppo importante nel mercato. Non ci sono soluzioni estetiche
o tecniche rivoluzionarie insomma ma forse la clientela richiede a questa tipologia di moto sostanza e qualità.
 
Il cliente tipo della Stelvio cioè è un macinatore di chilometri con moto carica e compagna e difficilmente monta un silenziatore after market per fare colpo sugli amici al bar.

Il confronto sarà difficile perchè oltre alla regina BMW troviamo avversarie agguerrite come la Triumph Tiger, la Honda Varadero,l'Aprilia Caponord, la KTM Adventure e ultima nata la Moto Morini Granpasso, anch'essa presentata al recente salone milanese.

Tutte queste moto sono grandi viaggiatrici ma a modo loro si differenziano, ognuna cioè ha precise caratteristiche: più stradali o più on-off, più facili o più votate ad un pubblico esperto. Lunga vita quindi alla casa dell'aquila e speriamo che con questo modello riesca a ritagliarsi un ruolo da protagonista in questo combattutissimo settore.




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