Difficilmente la nuova Monster 696 sarà sfuggita a qualcuno, si tratta infatti di un punto di svolta storico per la leggendaria Monster e conseguentemente per la Ducati stessa, che ha nel "mostro" il suo cavallo di battaglia in termini di vendite.
La presentazione della monster risale al salone di Colonia nell'autunno del 1992, stiamo parlando quindi di 15 anni di presenza sul mercato, tempi che la dicono lunga sulla longevità di questo modello, in considerazione del fatto che ancora oggi si vendono moltissime monster sotto ogni forma esse abbiano assunto nel tempo.
Non si può dire che Ducati non ci abbia messo del suo, in effetti nel corso degli anni ha apportato talmente tante modifiche alla gamma monster da rendere praticamente impossibile ricordare ogni modello prodotto.
Il punto è che dal modello del 1992 alla mostruosa S4RS di recente introduzione, non è cambiato poi molto.
Non sto parlando di innovazione ciclistica o motoristica, sotto questo profilo infatti la gamma monster ha subito continue evoluzioni, basti pensare alle diverse motorizzazioni (600,750,800,900,1000,695,S4 etc...) ed alle continue migliori di impianti frenanti sempre più performanti e sospensioni evolutissime sui modelli ad alte prestazioni.
Semplicemente se non si è dei patiti di questo modello Ducati, sarebbe semplicemente impossibile, trovandosele davanti in un parcheggio, distinguere un modello 900 a carburatori del 1994 da un 1000DS dello scorso anno.
Finalmente sembra che Ducati abbia accolto le richieste dei fedelissimi del monster e non, proponendo la nuova 696.
Per la prima volta dopo 15 anni la nuda Ducati ha finalmente cambiato pelle e per quanto il giudizio di bellezza sia soggettivo, non si può certo dire che non ci sia aria nuova sotto ogni punto di vista.
Ci sono molti elementi che in questi anni hanno attirato il pubblico delle naked e che ora Ducati ripropone rivisitandoli a modo suo e donandogli quell' Italian Style che ci contraddistingue nel panorama motociclistico mondiale.
Le novità sono moltissime, a partire dal nuovo telaio sempre in traliccio di tubi come da tradizione Ducati, ma misto ad un telaietto portante fuso in lega d'alluminio. Freni da 320mm. con pinze ad attacco radiale, scarichi alti e coda corta, molto in stile Speed Triple ne enfatizzano la natura "cattiva".
Anche il forcellone in alluminio ha un aspetto solido e massiccio, altra caratteristica che insieme al gibboso serbatoio dotato di grintose prese d'aria ne aumenta ulteriormente l'aspetto sportivo, anche se i più attenti avranno notato una certa somiglianza con il serbatoio che Roadracing propone come aftermarket per la monster da parecchi anni.
I dati parlano chiaro, per il 696 si parla di 80 cv a 9.000 giri e 69 Nm a 7.750 giri, dati di assoluto rilievo per un motore raffreddato ad aria.
Questi valori sono stati ottenuti intervenendo sui pistoni e camere di combustione che hanno ora un nuovo disegno. Anche il sistema desmodromico di alzata delle valvole ha subito importanti modifiche, ora gli alberi a camme lavorano direttamente sulle teste.
Anche in termini funzionali e di facilità di utilizzo Ducati non ha accettato compromessi troviamo quindi: frizione APTC, leggera, di facile azionamento e dotata di dispositivo antisaltellamento, vera manna dal cielo per gli staccatori più decisi.
Altro punto forte del nuovo monster sono i 163 kg, che la rendono la più leggera tra le naked della sua categoria.
Parlando di prezzi: 7.850 euro per il modello base, sino a 8.200 per la versione S.
In conclusione, ci troviamo finalmente dinnanzi alla Ducati che molti aspettavano e date le premesse siamo pronti a scommettere che le naked di pari categoria avranno pane per i loro denti, di nuovo!