 Quando venerdì 9 Novembre alle 8.00 del mattino sono salito in macchina diretto a Milano, sapevo già cosa avrei trovato al Salone del Ciclo e Motociclo, edizione 2007.
O forse è meglio dire che, da tempo, avevo ben impresso nella mente – grazie a riviste specializzate e ad Internet - ciò che di lì a poco avrei avuto davanti a me, proprio a portata di mano, e di “articolo”: il Gilera GP 800.
Appena entrato non mi sono diretto immediatamente verso lo stand Gilera, anche perché ho preferito prima dare un’occhiata in giro, così giusto per vedere che aria tirava; e durante questo giro per i padiglioni sono stato ben lieto di vedere tante novità lì esposte, pronte e disponibili in pratica da subito presso i concessionari.
Ma tant’è la voglia di vedere dal vivo questo “mostro” da 75 cv e da 200 Km/h era tanta; forse perché in fondo ero convinto di esser stato un po’ prevenuto nei confronti di un progetto che non potevo e non volevo giudicare esclusivamente da un punto di vista tecnico - perché non sono un tecnico - ma che volevo invece analizzare come motociclista “normale” che usa la moto tutti i giorni, estate ed inverno; insomma come un qualunque utilizzatore della motocicletta, per pura passione. Quando me lo sono trovato di fronte, il primo pensiero è stato: esagerato.
Look sportivo, doppio terminale di scarico sovrapposto, doppio disco semiflottante anteriore da 300 mm., disco singolo posteriore da 280 mm., motore bicilindrico 4T a V longitudinale di 90°, 75 cv, ruota da 16’’ anteriore e da 15’’ posteriore.
E devo ammettere che la linea non mi dispiaceva nemmeno troppo, anche se trovavo una certa somiglianza tra quel faro anteriore e quello del Sym Joymax 250, e a dirla tutta, dalla vista laterale qualcosa mi faceva pensare anche al T - Max di Yamaha.
Comunque, devo riconoscerlo, quella scritta GP 800 sulla fiancata evocava in me pieghe e staccate al limite, proprio da Gran Premio; però dovevo ricordarmi che stavo ammirando uno scooter, seppur lo scooter “più veloce del mondo”, dotato di telaio a traliccio e trasmissione a catena, come una moto in pratica, e che addirittura può raggiungere i 45° di angolo di piega massimo, come ha dichiarato Gilera.
E qui devo ammetterlo ho avuto un attimo di sbandamento. Si perché io ho sempre associato lo scooter ad una mia idea che, visti i tempi dovrò presto cambiare: scooter per me era “motoveicolo pratico e facile da guidare, economico nella gestione e manutenzione, comodo, caricabile quasi come un mulo, perfetto compagno per tragitti relativamente brevi (il classico casa –lavoro-casa)”.
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