Moto e mercato
R1150R Rebbster: una special... insolita
![]() Ci sono modelli di moto un po’ particolari, che per i loro contenuti estetici, tecnici o per un qualche fascino indefinibile sono capaci di fare innamorare. E di generare una cerchia di puristi – spesso ristretta e possibilmente un po’ anticonformista, per non dire bastian contraria – che conosce, ama e personalizza la propria moto fino a creare vere e proprie opere d’arte. La R1150R è una di queste: alcuni si spingono a considerarla la più bella BMW mai realizzata, e spesso vedono la nuova 1200 come banale e “plasticosa”. Il proprietario della moto che vedete qui, Fabio R., è uno di questi. Milanese, architetto e designer di professione, ama come potete immaginare la sua RR in maniera viscerale. E visto che, per lavoro, gusto e “occhio” non gli mancano, si è dedicato a rivisitare, sia da un punto di vista estetico che da quello tecnico, la sua naked boxer – anzi, per dirla con BMW, la sua Roadster. Fin troppo facile trasformarla, con un gioco di parole che si impernia sul suo soprannome (“Rebb”) un una – scusate, nell’unica – Rebbster. Cominciando da piccole cose, poi, come si sa, l’appetito vien mangiando, e i cataloghi dei preparatori non bastano più… insomma, sapete come vanno queste cose. Il risultato è quello che vedete in foto: chiaramente, molti particolari sono stati presi dai “nomi noti” che lavorano con BMW, ma ci sono anche molti pezzi realizzati artigianalmente su progetto dello stesso Fabio. Abbondano anche ritocchi estetici che migliorano sensibilmente l’impatto visivo di una moto già bellissima di suo andando a cambiare parti che mamma BMW – per gusto o per risparmio – aveva fatto in maniera diversa o più povera. Gli interventi sulla meccanica sono rilevanti ma non eccessivamente intrusivi: il motore respira più liberamente grazie a un filtro K&N e ai condotti aria prelevati da una 1150RT (di sezione maggiore). La combustione viene regolata da una eprom dedicata, bypassata comunque “dove conta” da una Power Commander III dotata di sonda lambda. Lo scarico è stato modificato adottando un raccordo a Y senza catalizzatore Remus e un terminale in titanio Laser. Le modifiche proseguono con l’impianto di illuminazione: partendo dal piatto forte, il faro anteriore ora vanta un impianto allo xeno – impresa non da poco su una naked, vista la necessità di nascondere alcune componenti funzionali, e soprattutto su una moto con un faro tondo e completamente a vista come la 1150R. Gli indicatori di direzione sono ora a led, così come il faro posteriore (prodotto da Clear Alternatives) e la luce targa. Sul “ponte di comando” spicca il manubrio della 1150GS, al quale è stata vincolata la presa di corrente supplementare Hella per alimentare il navigatore satellitare. La strumentazione, poi, è illuminata con un gradevole tono arancione, il clacson – non molto vivace nella versione di serie – è ora bitonale, e gli sganci rapidi del serbatoio originali sono stati sostituiti da più raffinate versioni in metallo. Gli specchietti, cromati, provengono dal modello R1200C, e fanno pendant con i bilancieri antivibrazioni. Dal punto di vista estetico, Fabio si è rivolto a Wunderlich per il tappo olio in alluminio, il puntale (in vetroresina, riverniciato in tinta con la moto) e il parafango posteriore a filo ruota, comunque modificato e riverniciato. Il copriserbatoio è Bagster (ma gli adesivi prespaziati lo personalizzano) e i copriteste sono prodotti da BikerFactory. Tutto il resto è realizzato o pesantemente modificato su progetto di Fabio, e la lista è lunga… Sia il cupolino che i paramani sono BMW (il primo è lo “speedster” dedicato alla 1150R, i secondi provengono da un GS), ma entrambi sono stati modificati a traforo, levigati con passaggi successivi di carta vetrata e verniciati in tinta con la moto. I “tappi” in plastica nera che chiudono i perni dei forcelloni sono stati riverniciati in tinta alluminio, così come i coperchi candele, sui quali è stata riportata la scritta “4 valve” originale tramite adesivi prespaziati. Un tocco assolutamente personale è dato dalla coppia di copriforcella in alluminio (tagliati ad acqua, come il portatarga personalizzato “Rebbster”) verniciati in nero disegnati da Fabio, che non amando i lavori fatti a metà ha riverniciato nella stessa tinta opaca i due coperchi delle staffe portafaro anteriore. Dulcis in fundo, il parafango posteriore è stato sostanzialmente snellito eliminando le appendici ai lati del catarifrangente. Il risultato lo potete vedere nelle foto, e come potete immaginare è ancora un work in progress: la prossima evoluzione prevede la sostituzione delle molle originali con altre aftermarket per migliorare la maneggevolezza. Ci rivedremo fra qualche tempo, magari per allungare la lista delle modifiche effettuate... |
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