I costruttori di veicoli a 2 ruote manifestano forti perplessità nei confronti di una finanziaria che sembra procedere attraverso un’alternanza di annunci che generano confusione e penalizzano i mercati. Dopo che sono state annunciate esenzioni dal pagamento della tassa di proprietà per le nuove generazioni di 2 ruote a motore ora sembra esserci una marcia indietro.
Ci sono certamente elementi positivi, ma ci sono contemporaneamente penalizzazioni per gli utenti delle 2 ruote, sotto forma di sensibili incrementi dell’imposizione fiscale. In un primo tempo gli aggravi per i veicoli più obsoleti ed inquinanti dovevano servire a finanziare le agevolazioni per chi rottamava e acquistava nuovi veicoli con un ridotto livello di emissioni. Ora invece sembrano rimasti solo gli aumenti (fino al 60% per i veicoli EURO zero) senza alcuna esenzione per chi sceglie di portare alla demolizione il suo vecchio mezzo ed acquistare un veicolo nuovo.
Come è stato più volte ribadito, l’accelerazione nel rinnovo del parco circolante è essenziale per migliorare la qualità dell’aria nelle città.
I veicoli EURO zero rappresentano ancora il 60% del totale (6 milioni su 10) e le facilitazioni fiscali per i cittadini possono diventare un incentivo determinante per cambiare il proprio veicolo.
Le 2 ruote di ultima generazione (EURO 3 per i motoveicoli ed EURO 2 per i 50cc) consentono un abbattimento superiore all’80% delle emissioni rispetto all’EURO zero.
L’ANCMA ritiene che non si debbano cambiare le scelte sulla scorta dell’impatto di un evento drammatico come quello accaduto ieri nella metropolitana di Roma: gli interventi strutturali devono rappresentare una scelta di fondo, e la modernizzazione del parco circolante è uno di questi.
CONFINDUSTRIA ANCMA auspica quindi che le facilitazioni fiscali previste per i motoveicoli EURO 3 vengano confermate nella stesura definitiva della Finanziaria, e ribadisce l’esigenza che siano estese ai ciclomotori di ultima generazione (EURO 2).