Inclinazioni...

In In blog Veritas

di Giorgio Mulliri, 13 gennaio 2012
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Inclinazioni...


E' finita anche la pausa invernale, che ci ha costretto a rimuginare su pochi dettagli lasciando poco spazio all'immaginazione. Fortunatamente, la conferenza stampa di Preziosi mi ha restituito un po' di materiale su cui lavorare. Grazie, Filippo...

Ovviamente si tratta di mere supposizioni, non avendo la possibilità di ottenere alcun tipo di conferma ufficiale, a parole o tantomeno attraverso foto dettagliate della nuova GP12. Mi conforta però l'esperienza passata: ho potuto constatare che le ipotesi espresse nei miei precedenti articoli sono andate molto vicino a quello che poi è stato reso pubblico.

Prima di cominciare, meglio anticipare qualche spiegazione che renda più chiari i discorsi che seguiranno. Il propulsore Ducati è a V di 90° ovvero, se posizionato parallelamente al terreno, come avviene su tutte le moto di serie e Superbike Ducati (almeno fino alla Panigale), ad L.

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Nella foto avete un esempio di V di 90°, collocato con un'inclinazione leggermente ruotata verso il posteriore - siamo ai limiti di quello che può essere definito uno schema ad L. Preziosi, nella sua conferenza, si è dilungato a spiegare come mai fosse necessario trovare una soluzione che consentisse di posizionare il motore con maggior libertà di quanto non avvenisse utilizzando uno schema portante e semitelaio in carbonio. La spiegazione è stta abbastanza semplice: il passo - o interasse che dir si voglia - utilizzato dai piloti per adattare la moto alla propria guida finiva sempre per essere quello più estremo fra le possibilità di regolazione concessa. Se ricordate, ne avevo già parlato in un precedente articolo.

Mancava infatti la possibilità di spostare il motore, se non fabbricando di sana pianta un nuovo semitelaio con quote completamente differenti, che cambiasse l'assetto della moto. Ora, come anticipato in questo pezzo facendo l'ipotesi di una soluzione a motore basculante, questa possibilità ce l'hanno.

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Il discorso di Preziosi sull'interasse mi ha ricordato molto da vicino il lavoro svolto a suo tempo (2008) da Yamaha sulla M1 per trovare l'equilibrio ottimale richiesto dalle Bridgestone - fate riferimento a questo articolo per dettagli.

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In pratica, il team di Rossi "spostò indietro" tutta la moto aprendo il cannotto di sterzo e usando una catena più corta possibile per caricare maggiormente il retrotreno senza variare l'interasse. Un settaggio estremo, appunto, che Yamaha fece poi diventare quello "base" - ovvero, per definizione, un settaggio che consente aggiustamenti in entrambi i versi - creando piastre forcella con maggior offset ed un forcellone più corto. Vale la pena di ricordare come tale operazione cercasse di avvicinare la Yamaha a quella che allora era la distribuzione dei pesi della Desmosedici GP07 per la quale, non dimentichiamolo, erano state sviluppate le Bridgestone che tutto il resto della griglia, Rossi per primo, desiderava ardentemente.

Ducati, al contrario, ha dovuto muoversi verso uno schema più giapponese, seguendo l'evoluzione compiuta da parte delle Bridgestone da allora ad oggi. Una trasformazione che richiedeva la possibilità di spostare il motore quasi a piacimento, riportandolo rispetto all'interasse in una posizione nota. Ovvero quella che i piloti ottenevano, durante la stagione, con i settaggi estremi per forcella e forcellone. E forse un po' oltre. Un compito più difficile rispetto a quello che si era prefissato Yamaha, che grazie al suo quattro cilindri in linea con cambio sovrapposto (molto compatto longitudinalmente e avanzato nella sua posizione iniziale) aveva gioco più semplice rispetto a Ducati, che deve fare i conti con gli ingombri del suo V90 a distribuzione desmodromica.

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Ma veniamo al sodo. Le parole di Preziosi, quando ha citato un motore inclinato che favorirebbe la centralizzazione delle masse, mi hanno fatto pensare. L'ideale a questo scopo, evidentemente, sarebbe poter disporre di un motore con angolo fra i cilindri più contenuto, magari vicino alla zona dei 75° ipotizzata con buon margine di sicurezza (nessuno dichiara dati ufficiali) per i V4 di Honda e (R.I.P.) Suzuki, ben più compatti del Desmosedici. Ma è comunque possibile mitigare il problema attraverso un motore con V di 90°, ma ruotato all'indietro. La cosa ha stuzzicato la mia curiosità, e sono andato a ritirare fuori alcune foto del mio archivio della GP11, GP11.1 e GP12, o Zero che dir si voglia, scoprendo qualcosa di interessante. Certo, restiamo nel campo delle ipotesi, però...

Osservando l'andamento delle carenature delle moto in questione appaiono alcune differenze. La più evidente ed importante è nel disegno frontale, giocoforza legato alla posizione del radiatore. Partendo dalla presa d'aria dell'airbox, l'apertura anteriore si apre per poi stringersi e chiudersi attorno al radiatore dell'olio, posizionato sotto quello dell'acqua.

Nelle versioni 11 e 11.1 il profilo era meno sinuoso e più rettilineo, arrivando a coprire alla vista anche parte della ruota anteriore. Nella 12, invece, i bordi della carenatura seguono il disegno della ruota, ottenendo purtroppo un effetto estetico abbastanza sgradevole se unito all'assetto "tutto indietro" che il team è stato costretto ad impiegare sul finale di stagione - la moto sembrava un chopper.

Ma perché cambiare la forma della carenatura? Per rendere la moto più agile, certo, ma se fosse stato possibile farlo prima l'avrebbero fatto eccome. Bisogna che abbiano spostato il radiatore. Possibile? E' cambiata l'inclinazione? Se così fosse, come e perché? Per poter inclinare il radiatore si dovrebbe spostare verso l'alto il cilindro anteriore, altrimenti non ci sarebbe lo spazio necessario. Il che farebbe presupporre che l'inclinazione del motore sia già cambiata senza che nulla sia ufficialmente trapelato. Non possiamo che pensare altrimenti: posso ipotizzare, a questo punto, che i telai provati a Valencia non fossero altro che bozze prototipali necessarie a provare tali soluzioni.

Nella foto sotto vi propongo la sovrapposizione fra la GP11 presentata al Wrooom dello scorso anno e la GP12 vista a novembre con Checa a Jerez. Potete vedere facilmente la differenza di dimensioni della carenatura.

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Ecco cosa sarebbe successo, secondo l'ipotesi di Motomatters, ruotando il motore all'indietro di 6° come del resto è stato fatto sulla Panigale.

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Soluzione che, a questo punto, sembrerebbe essere stata usata già durante la stagione 2011. L'ipotesi più plausibile, allora, diventa che la moto che vedremo a Sepang abbia carter completamente nuovi (indirettamente confermato da Preziosi che parla di una moto nuova al 90%) con attacchi posizionati diversamente per adattarsi al telaio definitivo.

Bravo Filippo, brava Ducati. Non conoscevamo, se non in parte, questa vostra inclinazione al depistaggio. Complimenti...

A Malaga... inclina?







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Commento


Giuka
Italy
Milan

Grazie manz, utile come sempre!

Inserito: 13 gennaio 2012

robertino033
Italy
Vimodrone

Salve Manz.Quindi presupponi che l'angolo tra le bancate sia ancora di 90°.In effetti progettare ex novo un V stretto in pochi mesi è realisticamente arduo.
Aggiungo alle tue considerazioni che il motore ha perso la funzione portante,quindi le dimensioni esterne delle fusioni sono minori e il tutto dovrebbe essere più compatto.
Resta il problema di un alesaggio a 81mm che obbliga a progettare motori ampiamente sottoquadri a corsa lunga,penalizzanti per V molto aperte.
Ti chiedo se pensi che comunque un V stretto sia nelle intenzioni come successivo step evolutivo...
Non dimentichiamo che la propensione del progetto Ducati a "caricare" maggiormente il posteriore ,con le potenze cresciute dei mille renderà ancora più essenziale la possibilità di spostare il baricentro più in avanti (e questo è semplificato con i Vstretta)

Inserito: 13 gennaio 2012

manziana
Spain
Málaga

robertino033 ovviamente siamo sempre nel campo delle ipotesi.
credo che per fave un v piu stretto, potrebbe di sicuro centrare meglio la distribuzione dei pesi, anche se non penso sia di facile attuazione, gli ingombri dei cilindri del desmo "apparentemente" sono molto più importanti del motore honda. da una analisi degli spazi sembrerbbe che il serbatoio della ducati sia ancora messo come prima, perche se hanno lasciato il elle 90 ovviamente il cilindro posteriore e' piu indietro, non lasciando spazio per un eventuale serbatoio sotto il sellino come honda e yamaha, Posizione dello stesso che fa parte ovviamente del bilanciamento della moto, ricordo che a lorenzo bilanciavano la moto con assetti delle gomme per un serbatoio a meta' cosi da avere la moto ok (a gusto di Lorenzo) per il finale della gara, nella yamaha evidentemente influiva e parecchio essendo credo la moto piu bilanciata in tutti i sensi.
ora la ducati dovrebbe essere piu corta ed alta (in teoria) e con rossi che dovrebbe aver trovato la posizione un po piu indietro, (Allungarono il sellino per farcelo entrare), ora il serbatoio dovrebbe essere piu alto e di sicuro piu corto . una cosa che ho notato e' che la honda ha il cilindro posteriore che esce alla vista almeno di 10 cm del telaio e' evidente che il telaio honda piega molto prima dopo il pivot mentre il nuovo telaio ducati sembrerebbe molto piu in altro la piega verso il canotto di sterzo dopo il pivot, in pratica la honda ha un telaio piu basso concentrato negli attacchi al motore ci sara' un motivo?ovviamente il bilanciamento deve essere fatto tenendo in considerazione le masse motore benzina ecc la, honda apparentemente ha gli attacchi molto bassi nel motore la ducati? non si sà. Sara' per quello che a detta di motomatters il telaio ducati e' stato rifatto perche considerato troppo flessibile?
potrebbe essere che siano riusciti a bilanciare la moto con quelle quote ed adattare il tutto con il motore a 90 .

Inserito: 14 gennaio 2012

Paavali
Italy
Milan

Per quanto riguarda la forma della carena nella parte sopra la ruota anteriore è abbastanza nella norma che avvolga in parte la ruota stessa.
Credo che il successivo sviluppo sulla Ducati, cioè quello di creare luce attorno a tutto il profilo della ruota sia dovuto più che altro al tentativo di creare meno resistenza laterale al vento, anche in funzione degli spostamenti nei veloci cambi di direzione.

Inserito: 14 gennaio 2012

Giuka
Italy
Rome

Quando ci sono i test della Ducati a Jerez con Battaini e Checa?

Inserito: 16 gennaio 2012

manziana
Spain
Málaga

Paavali@ normale per la ducati non per le altre, nessuna ha le ruote semicoperte dalla carena.

giuka@ domani fino a giovedi

Inserito: 16 gennaio 2012

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