Hydropolis, il primo albergo sottomarino a Dubai

di Antonio Pollutri (WWF Italia)

Si chiamerà Hydropolis e “sorgerà” sul fondo marino a 300 metri dalla costa del Dubai: si tratta di un hotel sottomarino i cui lavori sono cominciati l’estate scorsa. L’apertura dell’hotel è prevista per la fine del 2006. Questo magnifico albergo si aggiunge alle recenti costruzioni che stanno facendo del Dubai la perla mondiale del turismo di lusso. Dopo l’imponente Burj Al Arab (la “torre araba”, una megacostruzione a forma di vela) e la realizzazione delle Palm Islands, isole artificiali posizionate in modo che formino il disegno di una palma, il Ddia, l’autorità per lo sviluppo e l’investimento del Dubai, punta adesso al mondo sottomarino.

Il Dubai fa parte degli Emirati Arabi Uniti e con le sue aree marine incontaminate e il suo giro d’affari turistico e congressuale da qualche anno sta investendo in maniera massiccia sul terziario.

Il fascino del “sommerso”
Con un progetto complessivo che copre una superficie di 10,8 ettari e un costo di 500 milioni di dollari, la parte più consistente del complesso alberghiero, dove verranno ospitate 220 suite, verrà costruita a venti metri di profondità.
Gli studi sull’impatto ambientale hanno portato alla conclusione che un hotel del genere è di fatto realizzabile. La sfida dell’architetto tedesco Joachim Hauser, che ha già realizzato diverse strutture ambiziose in Medio Oriente, è quella di rendere il suolo sottomarino vivibile. “Sono convinto che un giorno si potrà costruire un’intera città sott’acqua. Ho intenzione di creare un posto che permetta anche a chi non pratica le immersioni e addirittura non sa nuotare di godere del potere rilassante del mondo sottomarino”, racconta l’architetto.

Un albergo da favola
Il complesso sarà formato da tre corpi principali: un’area sulla terraferma dove troveranno posto la reception e gli uffici, la parte sottomarina con le stanze e le numerose attrazioni dell’albergo e un tunnel trasparente che collegherà le due strutture per mezzo di un trenino. La base dell'hotel sarà di acciaio, cemento e plexiglas; sono previste anche una piattaforma panoramica, tre ristoranti da 150 posti l’uno, un centro termale, dei bar, un centro commerciale e il primo museo sottomarino del mondo. Le 220 lussuosissime suite saranno dotate di oblò panoramici, giochi di luce, aromi, suoni; ogni stanza, inoltre, avrà un pannello di controllo per regolare l'illuminazione, i suoni e perfino gli odori. Due strutture trasparenti emergeranno sulla superficie e daranno spazio a un teatro all'aperto e a una spiaggia ombreggiata da nuvole artificiali. Sarà tuttavia un paradiso alla portata di pochi dal momento che una notte a Hydropolis costerà 5.500 euro.

L’architetto di questo hotel di lusso realizzato sott’acqua, ha commissionato gli studi di progettazione dei sistemi di accesso e dei sistemi di chiusura delle porte a Kaba, leader nel settore della Total Access Security.

Kaba per offrire sicurezza e design
Per la realizzazione della struttura sono state impiegate le più avanzate tecnologie del settore dei sottomarini e delle piattaforme petrolifere. Il progetto è ambizioso, e un aspetto fondamentale riguarda naturalmente i sistemi di accesso all’albergo e tutti i sistemi di chiusura delle porte. L’architetto di Monaco si è rivolto al gruppo Kaba con l’intenzione di ottenere la massima qualità. Intento del professionista è quello di coniugare le moderne tecnologie di sicurezza con il design. Per Kaba, presente in Italia con una sede a Castel Maggiore (BO), la realizzazione dei sistemi di accesso dell’albergo rappresenta una sfida molto importante. “Con l’impiego di prodotti e soluzioni creative siamo sicuri di poter conciliare il comfort con le esigenze di sicurezza. Funzionalità e design non sono in conflitto fra loro - ha dichiarato Anna Villani, Responsabile Commerciale per il Business Segment Cilindri Meccanici e Meccatronici di Kaba in Italia - Abbiamo intenzione di contribuire a questo ambizioso progetto fornendo i prodotti più innovativi presenti sul mercato. Innanzitutto i sistemi di controllo accessi si baseranno sull’ RFID (Radio Frequency Identification), l’innovativa tecnologia che consentirà l’identificazione senza contatto. Si tratterà di un sistema che permetterà di avere allo stesso tempo sicurezza e comodità per gli ospiti senza trascurare il design. Così per esempio i lettori di accessi potranno essere adattati alle porte delle camere. Con lo stesso sistema sarà inoltre possibile usufruire dei vari servizi dell’albergo senza portarsi dietro denaro in contanti”.

Nuovi orizzonti per Kaba
Per il gruppo Kaba, leader nel mercato del Total Access si tratta quindi di un progetto molto prestigioso. Convinti delle opportunità offerte dal mercato medio- orientale il gruppo ha aperto già da qualche mese un propria filiale negli Emirati Arabi Uniti. “Qualità e affidabilità sono valori che incontrano favore soprattutto in Medio Oriente. Sicurezza ma soprattutto funzionalità coniugata al design sono molto richieste”, ha concluso la Villani.

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questo hotel é bellissimooooooooooooooooooo

Inserito: 13 dicembre 2007
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