 Paolo Berlusconi e la Garelli? Non graditi ai sindacati. L'imprenditore austriaco che voleva guadagnare mettendo pannelli solari sul tetto del capannone? Sparito come neve al sole. Insomma, per chi non lo avesse ancora capito, l'asta fallimentare riguardante il marchio ed i cespiti di Moto Morini - azienda tristemente fallita quasi un anno fa - è andata desolatamente deserta.
Le possibilità che il tribunale fallimentare aveva offerto ai possibili acquirenti erano due: 5,5 milioni di Euro per portarsi a casa il pacchetto completo, con marchio, macchinari, scorte e stabilimento, oppure 2,6 milioni di Euro per la sola azienda senza lo stabilimento. Offerte che non hanno ricevuto alcuna domanda da parte di possibili acquirenti, anche perchè si tratta di cifre sproporzionate rispetto al valore di quanto offerto: Moto Morini, piaccia o meno, probabilmente finirà in mano a quanche gruppo asiatico, che riciclerà i macchinari ed utilizzerà il marchio apponendolo su scooterini economici prodotti in cina, ma solamente quando le richieste del curatore fallimentare scenderanno di un bel po'.
Anche perchè le schermaglie fra sindacati e Paolo Berlusconi, giusto per fare un esempio, hanno sicuramente fatto cambiare idea a chi avesse pensato davvero di poter comprare Moto Morini e tenere la produzione di motociclette a Bologna...
Intanto i quaranta dipendenti, che dopo il risultato dell'asta hanno organizzato un presidio, protestando non si sa bene contro chi, sono rimasti senza lavoro dal 31 marzo scorso, alla fine dell'esercizio provvisorio servito ad assemblare qualche moto con le scorte di magazzino.
Nella foto: quando a Bologna si osava; la Moto Morini 500 Turbo fu presentata nel 1981, ma non entrò mai in produzione. Il motore bicilindrico da 479cc erogava un'ottantina di cavalli.
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