 Siamo sicuri che questa sia la strada giusta per rilanciare e sviluppare la Moto Guzzi? Stiamo parlando dell'intricata vicenda della fabbrica di Mandello del Lario, una struttura che nel corso degli anni è stata ritenuta obsoleta ed in una posizione geografica non ottimale per uno stabilimento produttivo.
Negli ultimi anni, l'Europa ha visto ridurre in maniera impressionante il numero di veicoli prodotti sul proprio territorio, sia auto che moto. Costo del lavoro troppo alto, conflittualità sindacale esasperata, difficoltà nell'ottenere permessi ed agevolazioni per la costruzione di nuovi e più efficienti stabilimenti, sono tutte cause che hanno portato molte casa a delocalizzare, termine che significa semplicemente che le auto o le moto vengono adesso costruite dove costa meno, e dove i vincoli della burocrazia sono meno oppressivi.
L'ultima notizia è lo spostamento negli USA della produzione della Mercedes Classe C per il mercato nordamericano, con un risparmio previsto pari a svariate migliaia di dollari per ogni vettura prodotta, e la decisione del gruppo General Motors di licenziare circa 9.000 operai Opel nella sola Germania.
Che c'entra questo con la Moto Guzzi e Mandello del Lario? direte voi. C'entra, perchè è impossibile affrontare l'argomento senza avere una panoramica chiara del contesto in cui un'azienda come Moto Guzzi deve operare. Il fatto che il sindaco di Mandello del Lario intervenga per far sì che il gruppo Piaggio porti di nuovo sul lago alcuni uffici che erano stati spostati a Pontedera ed a Noale, all'interno di un progetto per razionalizzare i costi e rendere quindi più competitiva l'azienda, potrebbe non essere una buona notizia nel medio e lungo periodo.
Capiamo bene la difesa dei posti di lavoro da parte del sindaco, che parla per i propri cittadini ed elettori (ma che dovrebbero dire adesso i sindaci di Noale e Pontedera?), ma rimane difficile non pensare che una Moto Guzzi in salute potrebbe offrire ben più posti di lavoro di un'azienda costretta a decidere le proprie strategie da amministratori comunali e sindacati.
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