C'è della follia nella strategia di Harley-Davidson?
Finanza - Come vanno le Case auto e moto | Share |
pubblicato il 19 ottobre 2009
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Non molti però si sono soffermati ad analizzare la sensatezza di queste decisioni, che dal punto di vista finanziario non sembrano convincere del tutto, tanto per usare un eufemismo. Per prima cosa, la scioccante dichiarazione del presidente ed amministratore di Harley-Davidson John Olin, che parlando della chiusura di Buell ha affermato: "non abbiamo quantificato i benefici in termini di maggiore attenzione al brand HD in seguito alla chiusura di Buell, nè abbiamo incluso potenziali risparmi economici nelle nostre stime della ristrutturazione". Ad un non esperto di finanza, queste parole suonano come "non abbiamo idea se e quanto risparmieremo chiudendo Buell", una dichiarazione di panico insomma più che una calcolata strategia aziendale. Del resto, dando un'occhiata ai numeri dei bilanci, la situazione di Buell non sembra così grave: il calo del fatturato dall'inizio dell'anno è stato del 44% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in linea più o meno con quello di molte case del settore auto/moto, ma nello stesso periodo sono state ridotte anche le spese del 57%, a dimostrazione di una reattività nella gestione che in un momento di crisi riesce a tagliare i costi. C'è inoltre da tenere presente che Bombardier dovrebbe avere un contratto di 10 anni riguardante la fornitura di motori per le Buell 1125R e 1125CR, contratto che probabilmente potrà essere risolto solamente con il pagamento di una sostanziosa penale. Inoltre in questo modo viene troncata sul nascere l'idea di diversificare la produzione del gruppo Harley-Davidson, una strategia che ad esempio è stata iniziata anche da Ducati con buon successo. |
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