Vectrix chiude, gli scooter elettrici non decollano

In Finanza - Come vanno le Case auto e moto

22 luglio 2009
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Vectrix chiude, gli scooter elettrici non decollano


Il produttore di scooter elettrici Vectrix sta per presentare domanda di ammissione alla procedura del capitolo 11 americano, equivalente all'amministrazione controllata. La fine dell'avventura dell'azienda alla cui avventura ha partecipatp anche Carlo di Biagio, già amministratore di Ducati, era attesa da tempo, vista la fredda accoglienza riservata dal mercato ai prodotti Vectrix.

Dopo aver licenziato diversi dipendenti, lasciando solamente i collaboratori essenziali al proseguo dell'attività, l'amministratore Mike Boyle ha dichiarato di aspettarsi di entrare in amministrazione controllata entro un mese se non riuscirà a trovare finanziamenti sufficienti per mantenere l'attività operativa.

Vectrix era stata concepita nel 1996 da un gruppo di ingegneri della Lockeed Martin e da un ex skipper professionista, Andrew McGowan, e negli anni aveva effettuato investimenti per oltre 50 milioni di dollari per sviluppare una linea di scooter e moto elettriche. Il primo modello però arrivò solamente nel 2007, sotto forma dello scooter VX-1, a cui era seguito recentemente il più economico VX-2.

I problemi erano nati anche dalla poca soddisfazione degli utenti, soprattutto in relazione all'autonomia dello scooterone VX-1, apparentemente ben inferiore a quanto promesso, ma anche la qualità generale non ha soddisfatto del tutto i clienti negli USA, il paese con il maggior numero di concessionarie Vectrix.




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