La tedesca Megola fu disegnata da Meixner, Gockerell e Landgraf, dalle cui iniziali deriva il suo curioso nome. La moto era spinta da un motore disposto radialmente alla ruota anteriore da cinque cilindri per 640 cc di clindrata totale, in grado di sviluppare 14 cavalli.
Fu costruita a Monaco di Baviera dal 1921 al 1925 in soli 2000 esemplari, che ne fanno uno dei pezzi più rari ed ambiti dai collezionisti di moto d'epoca.
La Megola non aveva nè frizione nè folle, per cui, dopo aver raggiunto la massima velocità con la sola marcia a disposizione, una volta fermi occorreva spengere il motore e mettere di nuovo in moto (a spinta...) per ripartire.
Il telaio era composto da lamiere di metallo saldate e rivettate, ma la curiosità maggiore arriva dalla camera d'aria della ruota anteriore: a causa del motore stellare, occorreva trovare un sistema piuttosto pratico per poter sostituire la camera d'aria, visto che in quegli anni le forature erano probabilmente più frequenti delle soste per il rifornimento.
La soluzione adottata fu tanto inconsueta quanto geniale: una camera d'aria lineare, ovvero tagliata e con le estremità chiuse, che poteva essere semplicemente sfilata e reinserita senza smontare la ruota!
La Megola fu anche portata in gara (e con successo) da Toni Bauhofer, Josef Stelzer e Albin Tommasi, e la versione da competizione arrivava a ben 140 km/h.