Nel 1917 Carlo Guzzi e Giorgio Parodi, entrambi prestanti servizio nell'aeronautica
militare italiana, si accordano per dar vita ad una piccola serie di motociclette
una volta terminata la guerra.
Nei loro piani iniziali anche un terzo socio, Giovanni Ravelli, avrebbe dovuto
partecipare all'accordo. Ravelli era un famoso pilota di moto del periodo,
ma il suo aereo fu abbattuto durante la guerra e lui rimase ucciso.
Dopo la guerra i due iniziano a lavorare in una piccola officina a Mandello del Lario,
poi divenuta sede storica della marca dell'aquila, e nel 1920 assemblano il
primo prototipo di una moto con motore monocilindrico orizzontale di 500 cc,
dotato di quattro valvole in testa (a volte certe innovazioni tecnologiche
sembrano modernissime, ma spesso il presente offre solamente una rivisitazione
di quanto gia' inventato...).
Il 1921 e' l'anno del reale debutto della marca, con una produzione di 71 (settantuno...)
moto ed il debutto agonistico nella Milano-Napoli, genere di gare stradali di
lungo percorso che dovevano diventare molto in voga. Alla fine di quell'anno
arriva anche la prima vittoria per la Moto Guzzi, sul tortuoso tracciato della
Targa Florio.
Solo tre anni dopo, nel 1924, al termine del Campionato Europeo svoltosi sul
circuito di Monza, il segretario della Federazione Motociclistica Internazionale
scriveva:
'Le tre Moto Guzzi hanno dominato la manifestazione praticamente dall'inizio alla fine,
dimostrando cosi' l'importanza dell'industria motociclistica italiana.'
E' del 1928 invece la presentazione della GT, dotata di telaio molleggiato, una
novita' che il mercato dell'epoca non riusci' a percepire. LA moto venne prodotta in
soli 78 esemplari e quindi ritirata dalla produzione.
Nel 1930 arriva il primo motore plurifrazionato: si tratta della 4 cilindri da
competizione, dotata di motore in linea frontemarcia. In questo periodo era
consuetudine da parte degli uomini della Moto Guzzi di firmare i motori che
costruivano personalmente.
A dimostrazione del fermento tecnologico del periodo arriva nel 1933 una splendida
500, la 'Bicilindrica' dotata di motore a V. Due anni piu' tardi il pilota
irlandese Stanley Woods e' il primo a vincere una gara del tourist Trophy
all'Isola di Man su di una moto non inglese da 24 anni.
La produzione fu quindi interrotta negli anni dal 1940 al 1945 a causa della
guerra, ma gia' nel 1947 la Moto Guzzi torna alla vittoria sempre al
Tourist Trophy.
Arriviamo nel 1955 con una moto che ha segnato la storia nell'evoluzione dei
motori motociclistici: la 500 da competizione ad 8 cilindri. Il motore era un
incredibile 8 cilindri a V, portato al debutto nel GP del Belgio, che mostro'
un potenziale incredibile per l'epoca.
Anche senza la sofisticazione tecnologica della 8 cilindri la Moto Guzzi stava
comunque dominando il motomondiale, arrivando nel 1957 a vincere il quinto
Campionato del Mondo consecutivo nella classe 350.
Piu' tardi quell'anno la Moto Guzzi, con una decisione che ancora oggi riaccende
polemiche fra avverse fazioni di 'motostorici', ri ritira dalle competizioni
dopo 8 titoli mondiali e piu' di 3.000 vittorie nei GP.
Concentrata quindi sulla produzione stradale la Moto Guzzi presenta nel 1965, al
Salone di Milano, quella che sara' la capostipite di una nuova generazione di
propulsori che col tempo sono arrivati ad identificare la casa; la 700 V7,
bicilindrica a V trasversale di 90 gradi di 700 cc di cilindrata, schema mantenuto
anche sulle moto prodotte attualmente.
E' sempre al Salone di Milano del 1971 che vengono presentate tre nuove moto sulla
base di quel bicilindrico: la V7 Sport, la 850 GT e la prima di una lunga serie
di moto chiamate California. Ancora in quegli anni le moto erano praticamente
costruite completamente a mano...
A due anni di distanza da quel magnifico Salone di Milano Alessandro de Tomaso
acquista la Moto Guzzi. De Tomaso era gia' in possesso della Benelli e piu'
tardi riusci' ad acquistare anche la Maserati e la Innocenti.
Inizia cosi' un lungo periodo di decadenza con alti e bassi, ed e' storia recente
l'acquisto finale della Moto Guzzi da parte di Aprilia che speriamo possa
portare il marchio al rilancio che meriterebbe con
nuovi investimenti e tecnologie all'avanguardia nel rispetto della tradizione
storica della casa di mandello.