Asimotoshow 2013: 10-11-12 maggio a Varano

di redazione Italia MotoCorse.com

Asimotoshow 2013: 10-11-12 maggio a Varano


Manca meno di un mese alla dodicesima edizione 2013 di ASIMOTOSHOW, che sarà certo ricordata come una delle più ricche di celebrazioni e di eventi correlati, che richiameranno all’autodromo di Varano appassionati da tutta Europa.

Il pubblico, che da alcuni anni affolla le tribune del Riccardo Paletti e che anche in questa occasione, potrà assistere gratuitamente al grande spettacolo offerto da questo evento, che definire raduno è di certo riduttivo. I numerosi avvenimenti si possono dividere per tipologia:
 
Anniversari: i 110 anni di Harley Davidson, i 100 anni della Velocette e i 40 anni di Bimota.
Le mostre tematiche: le moto Parilla, le jugoslave Tomos da competizione, le motoleggere Moto Perugina, le magnifiche Benelli del Registro storico, le Rudge & Python con un’ interessante rarità, rappresentata dal ritrovamento, una Rudge TTR 250cc a 4 valvole radiali, trasformata da aste e bilancieri a doppio albero a cammes in testa.
I gruppi: le Antiche Moto di Brianza che insieme Veteran Car Club di Como presenti con 30 moto, organizzano una mostra fotografica sul famoso Circuito del Lario, le 25 moto da corsa dell’Amicale Spirit of Speed, la “storia della motocicletta Francese” raccontata da oltre 30 moto dagli inizi al 1960
Le sfilate: la parata dei Campioni che chiuderà la manifestazione con i famosissimi Read, Spencer, Lavado, Lucchinelli, Chili, Bianchi, Lazzarini e l’immancabile Sammy Miller tutti in sella alle moto che hanno portato alla vittoria su tutti i circuiti del mondo.
Ricordi: di Renzo Pasolini e Jarno Saarinen.

A 40 anni dal tragico incidente di Monza avvenuto il 20 maggio 1973, sarà organizzata una mostra fotografica. Renzo Pasolini jr. e Chas Mortimer grande campione britannico, in gara quel giorno, scenderanno il pista con Aermacchi e Yamaha.

 
Nelle tre giornate, come di consueto, si alterneranno le batterie in pista, che vedranno impegnati 600 centauri impegnati per ben quattro volte. Tra moto in pista e in esposizione saranno almeno 1000 i motocicli di ogni età, cilindrata, foggia e blasone che il pubblico potrà vedere e fotografare.
 
ASIMOTOSHOW è ormai una manifestazione che è difficile catalogare, per tre giorni sarà il trionfo dell’amore per le due ruote, che negli anni ha contagiato anche i molti non addetti, che hanno preso l’abitudine di vistare il Paddock, ed assistere alla batterie in Pista. 
Si crea a Varano de’ Melegari ogni anno, un particolare connubio tra appassionati e neofiti, che ha fatto si che tutta la zona sia coinvolta da questo evento, che negli ultimi anni è stato “adottato” dagli abitanti di Varano, che hanno capito e apprezzato, quanto questi collezionisti nulla abbiano a che vedere con i”fracassoni” della domenica pomeriggio.



HARLEY DAVIDSON 110 anni
La grande casa americana fu fondata a Milwaukee nel Wisconsin il 28 agosto del 1903, da Arthur Davidson e da William Harley che insieme contavano appena 40 anni. Già nel 1913 la Harley Davidson produceva 13.000 e diventò in breve il maggior costruttore mondiale. Le forniture a polizia ed esercito in occasione della prima guerra mondiale, fanno della Harley un colosso che supera la crisi degli anni ’30 e che si spartisce con la Indian il mercato.
Le forniture militari relative alla seconda Guerra Mondiale, danno origine alla costruzione di circa 90.000 moto e nel ’50 la Harley rimane l’unico costruttore USA per la chiusura della Indian. Negli anni successivi la concorrenza giapponese si fa sentire nel segmento di mercato della Harley, che incontra notevoli difficoltà. Negli anni 1974 - 1975 e 1976 grazie alla collaborazione con il reparto corse dell’Aermacchi, conquista 4 titoli mondiali piloti, con il nostro Walter Villa nelle classi 250 e 350 e due titoli Costruttori. Poi la rinascita e l’attuale brillante presenza sui mercati di tutto il mondo.

VELOCETTE 100 anni
La Marca inglese nel 1913 produce una motocicletta con motore monocilindrico di 200 cc. e in seguito svolge un’intensa attività produttiva, con modelli molto performanti protagonisti di numerosi successi sportivi specialmente al Tourist Trophy. Nel 1961 stabilisce con una Venom il record mondiale delle 24h per la cilindrata 500 sul circuito di Monthlery a 161 km/h di media. Nel 1971 la Veloce Ltd chiude l’attività. Lascia una serie d’importanti innovazioni tecniche. Le Velocette si distinguevano per lo scarico a “coda di pesce”.

BIMOTA 40 anni
L’azienda riminese fondata da Bianchi, Morri e Tamburini da cui l’acronimo, crea nel 1973 una special su base Honda CB 750 Four si tratta in realtà di un kit di telaio, sospensioni da applicare alla moto giapponese. Honda, Kawasaki, Ducati, Yamaha, BMW e Suzuki sono le marche protagoniste delle “cure” Bimota, che iniziata con la fornitura di kit si è poi orientata esclusivamente alla vendita di moto complete. Terminata nel 2001 l’attività per difficoltà finanziarie la Bimota è risorta nel 2003 ed è attivamente sul mercato conseguendo brillanti risultati e riconoscimenti internazionali anche per il suo design.

PARILLA
La storia incomincia nel 1945, quando Giovanni Parrilla, costruisce la prima moto che è la Sport monoalbero. Il marchio diventa Parilla (una sola R per ragioni fonetiche). Nel 1947 la prima vittoria a Lugano. 1948 Vittoria a Monza nel campionato di seconda categoria. Nel 1950 il maggior successo commerciale della Casa, la 98 cc a due tempi seguito dalla 125 sempre a due tempi. La 250 bialbero vince la categoria, nella Milano-Taranto. Nel 1952 ingresso nel settore degli scooter. La Parilla rivince la Milano-Taranto. 1957 Vince il V giro MotoCiclistico d’Italia. 1958 La grande novità è lo Slughi, uno dei migliori esempi di veicolo a metà tra la moto leggera e scooter. La Parilla vince la magica gara di Daytona. 1960 L’Oscar è uno scooter a due tempi da 160 cc a due cilindri. 1961 Alla Fiera di Milano è esposta una 250 da cross. Il successivo modello America verrà venduto con successo negli USA e in Canada. Uscito dall’azienda nel 1962 Parrilla si dedica con successo alla produzione di motori per kart.

TOMOS
La Tomos acronimo di Tovarna Motorni Sežana ( “Fabbrica Motocicli Sesana”), fondata nel 1954 a Sesana attuale Slovenia, inizia a produrre ciclomotori su licenza Puch. A questi modelli, battezzati Colibrì, si affiancarono una moto di 250 cm³ e uno scooter di 125 e 150 cm³, anch’essi di origine austriaca. Nel 1959 la Tomos iniziò la produzione di ciclomotori di propria progettazione. Nel 1968 entra in produzione l' Automatic. Nel 1970 la Tomos produce la Tomos-Norton TN 750 Fastback. Il decennio 1970 fu segnato dal lancio dell’Automatic 3 , dello stradale BT 50, delle enduro ATX 50 cm³ e CTX 80 cm³ e del Colibrì TS 50, quest’ultimo disegnato da Giorgetto Giugiaro.
A partire dalla fine degli anni ‘50, vennero realizzate delle moto da competizione che nella categoria 50cc. si fecero onore. Queste moto erano, difficili da guidare, reattive e leggere, pesavano sui 50 kg con motori praticamente privi di coppia ai bassi regimi. Gli ultimi modelli sviluppavano 18 cv erogati però a regimi oltre 16.000 giri/minuto! Le Tomos raramente riuscirono ad ottenere risultati nel Mondiale, ma vinsero diversi campionati nazionali fra cui quello italiano nel ‘69-’70 ed un Campionato Europeo nel 1980. La Tomos riuscì a cogliere un podio nel Motomondiale 1970 con il pilota Gilberto Parlotti terzo nel Gran Premio di Spagna.

MOTO PERUGINA
Giuseppe Menicucci, appassionato di meccanica decide di costruire una sua moto e nel 1930 vede la luce la prima Moto Menicucci, equipaggiata con un motore Jap.
Affiancato dai fratelli Liborio e Alfredo l’officina di Menicucci prospera e le richieste fioccano. Nel 1933 fu necessario un finanziatore, entrò in società Pietro Buraglini e la Menicucci si trasformò in moto BMP (Buraglini, Menicucci, Perugia) che allo scoppio della seconda guerra mondiale interruppe l’attività. Finita la guerra, l’Italia aveva fame di mobilità e i Menicucci tornarono a costruire motociclette. Nel 1948 venne inaugurato il nuovo stabilimento, che comprendeva anche una fonderia di ghisa e metalli. Le attrezzature della FOM (Fonderia Officina Menicucci) permettevano di realizzare la moto, battezzata Moto Perugina, quasi tutta in casa.
Nel novembre 1952 nasce la prima Moto Perugina, 160 cc. a due tempi, parca nei consumi e con prestazioni soddisfacenti. Si inizia anche l’attività agonistica ed al Giro d’Italia del 1954 la Perugina con la Sport 160 vinse la classifica a squadre.
Nel 1954 nacque il primo motore Perugina 175 a 4 tempi, monocilindrico. Mentre la produzione di serie prevedeva diversi modelli: con motori da 125 cc a 250cc a due e quattro tempi. 
Nel frattempo, le 175 da corsa disponevano di 15 CV a 8.500 giri/min. con un peso di soli 104 kg. Guidate prevalentemente da piloti umbri di buon livello come Ennio Ambrosi, Fernando Speziali, Enzo Ridoni, Antonio Trittici, Otello Raspa, ottennero buoni risultati grazie alla loro robustezza e affidabilità.Furono costruiti numerosi motori ricchi di tecnologia con risultati fossero ottimi, che non ebbero seguito e solamente la 175 monoalbero nel 1956-57 fu usato dai piloti ufficiali. Ma si stava la crisi per le industrie motociclistiche, ed anche la Moto Perugina non sfuggi a questo destino. Dopo aver prodotto oltre 6.000 motocicli, ed aver tentato la strada dei micromotori con motocicli 50 cc. con motori Minarelli e Morini, la FOM fu costretta a chiudere l’attività nel 1965.
 
Questi alcuni dei protagonisti dell’evento, che per le sue caratteristiche è in continua evoluzione, a testimonianza che nessuno vuole mancare alla “festa delle due ruote storiche” delle colline parmensi, che offrono splendidi paesaggi, cultura, luoghi storici importanti e la loro enogastronomia, un ‘ulteriore attrattiva molto gradita ai partecipanti all’ASIMOTOSHOW.



comments powered by Disqus

Altri commenti

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, Ŕ gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

 AUSTIN :NUOVO SCERIFFO IN CITTA

AUSTIN :NUOVO SCERIFFO IN CITTA
in Per sorridere un po'

Archivi Harley-Davidson, Video: 110 anni di libertà

Archivi Harley-Davidson, Video: 110 anni di libertà
in Yesterbike