Breve storia della MZ nelle competizioni

Moto d'epoca

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di Marco Dabizzi, pubblicato il 17 marzo 2010

Breve storia della MZ nelle competizioni


Il rientro di MZ nel Motomondiale con Anthony West nella classe Moto2 è l'occasione per parlare un po' della storia di questo importantissimo marchio, tristemente famoso negli ultimi trent'anni per aver prodotto alcune fra le più brutte e fumose moto di media cilindrata, utilizzate soprattutto nei paesi dell'Est europeo prima della caduta del Muro di Berlino.

Il nome MZ, abbreviazione di Motorradwerk Zschopau, ha fatto il suo debutto nel Motomondiale nell'oramai lontano 1957, anno in cui la guerra fredda non favoriva certo lo sviluppo di moto da corsa nei paesi dietro alla Cortina di Ferro. Nonostante le limitazioni economiche, le MZ portarono molti allori alla Germania Est, grazie alle intuizioni dell'ingegnere Walter Kaaden, un vero e proprio genio della meccanica che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva sviluppato importantissimi progetti per il Terzo Reich. Fra questi anche alcuni componenti per i primi razzi tedeschi, con un propulsore jet che utilizzava per il suo funzionamento le onde di risonanza prodotte dai gas ad alta temperatura. Lo stesso principio fu adattato vent'anni dopo da Kaaden per perfezionare le camere di espansione per i motori a due tempi, portando sulla ribalta delle competizioni internazionali questo tipo di propulsore.

Kaaden perfezionò anche la valvola rotante per i motori a due tempi, e la "sua" MZ125 fu il primo motore della storia a superare la barriera dei 200 CV per litro nel 1961. Il debutto delle MZ a due tempi nel Motomondiale avvenne nel 1957, e già l'anno successivo le MZ conquistarono la prima vittoria di una moto a due tempi nelle classi 125 e 250, con un secondo posto finale nel campionato della quarto di litro. La superiorità delle MZ fu così devastante da portare ben presto alla scomparsa delle moto a quattro tempi nelle cilindrate minori del Motomondiale (ed in seguito anche nella 500), grazie proprio ai segreti industriali trafugati da Ernst Degner, pilota e "protetto" di Kaaden, che scappò dalla Germania Est per essere immediatamente assunto da Suzuki. Proprio Suzuki sembra avere agevolato la defezione di Degner, grazie ai contatti fra il pilota tedesco ed uno degli uomini della casa giapponese, "Jimmy" Matsumya, che con Degner condivideva la passione per la musica jazz.

Iniziò da lì lo sviluppo dei motori a due tempi delle case giapponesi, grazie a particolari dei motori MZ e ad alcuni progetti trafugati da Degner e portati oltrecortina. Motori con cui Degner vinse il titolo della classe 50 nel 1962, in sella proprio ad una Suzuki.

Fra i piloti affascinati dalle MZ troviamo anche il leggendario Mike Hailwood, che con la due tempi tedesca vinse un GP nella classe 250 del 1963.

Nella foto: La MZ 125 del 1964
 

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Commenti dei lettori
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ducati888sb
Italy
Rome

Bella sintesi. Mi piace far conoscere ai giovani il passato perchè dietro queste storie di moto ci sono sempre storie di uomini.

Colgo anzi l'occasione per proporvi un mio lavoro su FB dedicato alla Ducati(pubblicità senza fini di lucro, esclusivamente per soddisfare il mio EGO.

http://www.facebook.com/pages/DESMO-Distribuzione-Desmodromica-Ducati/42121908935?ref=ts

Fabio Avossa

Inserito: 18 marzo 2010

CAP
Italy
Fabbrico

Si, sintesi molto bella ... 1pò di storia non fa mai male.

Inserito: 18 marzo 2010

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