Rinasce l'Ancillotti, Firenze torna protagonista

In Moto d'epoca

08 luglio 2009
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Rinasce l''Ancillotti, Firenze torna protagonista


Firenze è una città che ha sempre vissuto di contrasti. Nel tredicesimo secolo erano Guelfi e Ghibellini a dividere i fiorentini, con una guerra sanguinosa durata anni, ed il riferimento a quel periodo storico è sempre stato presente in occasione delle grandi sfide sportive in terra toscana.

Soprattutto a partire dagli anni Cinquanta, quando per le strade del capoluogo toscano a creare fazioni erano le sfide fra Ancillotti e Gori, due case che hanno utilizzato in trent'anni ogni tipo di veicolo per sfidarsi su strada ed in pista, dalle moto da fuoristrada agli scooter.

Fu Gualtiero Ancillotti ad aprire nel 1932 un'officina nel popolare quartiere di Santo Spirito a Firenze, dove si occupava soprattutto della messa a punto delle motociclette Harley Davidson, per le quali inventò anche una (per l'epoca) rivoluzionaria sospensione posteriore elastica. Il progetto fu sottoposto alle attenzioni dei dirigenti della casa di Milwaukee, che lo rifiutarono solamente per presentarne una versione praticamente identica poco tempo dopo.

Ancillotti è sempre stata un'azienda a conduzione familiare, ed anche nel dopoguerra furono i figli di Gualtiero, Alberto e Piero, ad aiutare il padre a trafficare con le Lambretta, scooter che nel periodo della ricostruzione diventò enormemente popolare.

Proprio con le Lambretta elaborate da Ancillotti e Gori si consumavano sfide praticamente ad ogni semaforo, così come sfide di velocità sulla "declassata", il tratto di autostrada che univa Prato a Firenze.

Giusto per dare un'idea delle prestazioni delle Lambrette elaborate dai due preparatori toscani, si parla di oltre 145 km/h di velocità massima, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h dell'ordine di sette secondi.

Ancillotti realizzò anche una speciale versione da record della sua Lambretta, alleggerita di tutto il supefluo e con un motore da 240cc. Nel corso della Settimana dei Record sul circuito inglese di Elvington, questa Lambretta, guidata da Alberto Ancillotti, conquistò alla fine numerosi record mondiali.

La storia di Ancillotti però non riguarda solamente l'elaborazione di moto e scooter. A metà degli anni Sessanta Ancillotti mise a punto una moto sportiva con motore Beta (altra azienda toscana), che vinse con Barco Borri l'ultima gara disputata al Motovelodromo delle Cascine, una pista che sorgeva nel centro di Firenze.

Alla fine degli anni Sessanta fu però il fuoristrada a far diventare ancora più famoso il marchio Ancillotti, che iniziò a realizzare telai per i motori Beta sia per moto da cross che da regolarità, la disciplina alla base del moderno enduro.

Dai motori Beta si passò ai più performanti Sachs, e soprattutto la versione a cinque marce da 125cc permise ad Ancillotti di vincere il campionato italiano Junior dal 1973 al 1976.

All'inizio degli anni Ottanta però l'attività di Ancillotti, così come quella di Gori, arrivò ad un punto morto. La causa fu probabilmente la poca competitività del motore Sachs 7 marce, che rispetto alla concorrenza giapponese non riusciva a reggere il passo. A quel motore non furono trovate alternative valide, e ben presto la nicchia di mercato per le superspecializzate moto da fuoristrada si chiuse, costringendo le due case fiorentine a chiudere l'attività.

Fino ad ora.

Domenica prossima infatti, nella cornice del circuito del Mugello, verrà presentata la nuova moto da cross Ancillotti 125 GA. La nuova società si chiama Ancillotti Motor Cycles, ed il proprietario Roberto Gilberti è intenzionato a rendere di nuovo importante il marchio fiorentino. Rimanendo fedele all’idea originale di Gualtiero Ancillotti, la GA 125 sarà una moto tecnologicamente all’avanguardia, dotata di componentistica e materiali di assoluta eccellenza. Con la stessa passione dell’artigiano, ma con tutti gli elementi meccanici di ultimissima generazione, questa moto saprà colpire al cuore non solo gli addetti ai lavori ma anche l’utente meno smaliziato.

Appuntamento a domenica con le foto ed i dettagli tecnici della nuova Ancillotti.

Fonte: Guelfi e Ghibellini... a motore, di Maurizio Mazzoni
Nella foto: l'Ancilotti Scarab 250 FH 1979




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Commenti dei lettori

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Commento


Raffaele
Italy
Milan

Ho capito, un'altra manovra economica con moto pescata dal passato e messa in vendita al prezzo di qualche centinaia di migliaia di euri per la gioia di qualche squattrinato nostalgico. Sob!

Inserito: 08 luglio 2009

mozzikone
Italy
Rome

Ciao, per completezza dell'articolo per i veri appassionati, volevo segnalare l'attivita' di Ancillotti Alberto e Tomaso (ancillotti cycles) : http://www.ancillotti.com

Inserito: 28 dicembre 2009

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