All’alba del nuovo millennio il giovane salernitano Gianpiero Cola cominciava a scoprire che le linee semplici della Lambretta fossero più affascinanti di quelle delle moto. Anche se nella sua provincia non si sentiva parlare più dello scooter della Innocenti dagli anni settanta, grazie alla sua passione per il mezzo che ha fatto la storia motociclistica del dopoguerra italiano, è sorto il Lambretta club Campania: “ Con la scomparsa – racconta il presidente Cola – del marchio Innocenti in Campania si è dimenticati uno dei mezzi di locomozione più rivoluzionari degli anni del dopo guerra. I più grandi d’età ricordano che non solo la Lambretta risolse il problema trasporto, ma uniformò l’elevata disparità tra la borghesia ed il popolino. La volontà di rispolverare qualcosa del passato, ma soprattutto la voglia di raccontare attraverso un veicolo la storia di una nazione, mi spinsero a riunire in un club tutti coloro che vedono in Lambretta un sogno ed un gioco”.
Con l’associazione si è azionato un meccanismo che ha reso il passato più vivo che mai: “ Il nostro è un gruppo affiatato d’amici – spiega – siamo riusciti a promuovere l’attività di restauro nella nostra regione. Attraverso le nostre manifestazioni abbiamo spiegato ai giovani cosa è la Lambretta, in sella alla quale sono nati amori, gioie e dolori”.
Con l’affiliazione alla F.M.I. della Campania, Cola ed i suoi soci sono impegnati su più fronti, il più importante dei quali è quello dei raduni: “ Nella nostra sede - dice - abbiamo un museo che raccoglie le testimonianze materiali ed umane dell’universo Lambretta. I raduni li interpretiamo come momento non solo d’aggregazione ma anche d’educazione e di studio. Chi ha voglia di scoprire in prima persona cosa davvero ha significato questo veicolo per i nostri padri, è invitato a recarsi il 4 gennaio sul circuito di Sarno, dove, in occasione del Fashion Motor Event, saremo presenti con dei modelli che oltre ad essere rari, sono affascinanti”.