La storia della Linto

di Steve Ellis (vedi didascalia a fondo pagina)

L'idea di costruire una moto bicilindrica di 500cc basata sul motore Aermacchi - un monociclindrico di 250cc di grande successo - è frullata per un certo periodo nella testa dei progettisti italiani, ed anche Aermacchi aveva pensato di poterne costruire una. Il progetto fu alla fine finanziato dal presidente del Varies Motorcycle Club, un rivenditore Citroen di nome Umberto Premoli che era stato un pilota di moto egli stesso.

Per il progetto fu chiamato Lino Tonti, ex progettista Ducati, ed il nome dato alla moto - Linto - nacque dal suo nome.

Il motore era un bicilindrico orizzontale con manovelle a 360° che utilizzava due cilindri Aermacchi modificati, così come le testate, i pistoni, le valvole ed altri componenti. Il basamento fu costruito ex novo, ed il motore era dotato di cambio a sei marce. La potenza massima prodotta era circa 65HP a 12.000 giri/minuto, e la componentistica montata sul telaio in tubi d'acciaio era di prim'ordine: forcella Ceriani e freni Fontana a tamburo.

Era certamente la più bella moto mai prodotta, con le moto destinate ai privati dipinte in uno splendido rosso fuoco, mentre quelle destinate ufficiali erano azzurre.



I primi sviluppi

La prima moto in fase di sviluppo fu portata in gara nel 1968 da Alberto Pagani, Campione di grande livello proveniente dall'Aermacchi che viveva nella bellissima città di Varese. Alberto terminò al secondo posto nel GP della Germania Est e al quarto posto nel GP d'Italia corso a Monza, dove la Linto potè sfruttare al meglio la sua elevata velocità massima. Alberto quell'anno vinse anche il Piestany International in Cecoslovacchia.

Alla fine del 1968 Premoli pensò di mettere in produzione una piccola serie di moto costruite su ordinazione al prezzo di 2.300 dollari, altissimo per l'epoca. Vennero ordinate inizialmente otto moto da parte di team privati, e due superleggere Linto ufficiali vennero costruite per Alberto Pagani e l'asso australiano Jack Findlay.



1969

Le moto che gareggiarono nel 1969 però mostrarono una grande fragilità meccanica. Uno dei maggiori era la rottura della trasmissione primaria, e nonostante le varie modifiche ed i diversi materiali impiegati il problema non fu risolto perchè dovuto ad un errore di progettazione. Un altro problema davvero serio era costituito dalle vibrazioni, che riuscivano a danneggiare addirittura il carte motore e le saldature del telaio, e quell'anno il progettista Lino Tonti passò alla Moto Guzzi, lasciando Premoli ed il suo staff a cercare di risolvere i problemi della moto.

La moto in ogni caso era velocissima, ma altrettanto difficile da guidare: un pilota Linto di solito finiva sempre sul podio, ma gli altri difficilmente arrivavano alla fine della gara... Le moto ufficiali soffrivano di questi problemi analogamente a quelle destinate ai provati, nonostante ciò Alberto (Pagani, ndt) vinse in Italia dando alla Linto la sua unica vittoria in un Grand Prix, mentre Jack Findlay conquistò un terzo posto nel GP della Germania Ovest.

Quell'anno Gyula Marsovszky terminò con un brillante secondo posto il Campionato del Mondo, e Steve Ellis concluse al sesto posto. Il "duro" neozelandese Keith Turner vinse a Le Mans ed al Mettet Internationals, dove la sua moto fu cronometrata a 160mph (quasi 290 km/h!) sul rettilineo Mulsane, 20mph più veloce delle Norton e Matchless.

La fine

A metà del 1970 il progetto a Varese fu chiuso, ed i team ed i provati vendettero le moto. Nella 500 erano arrivate le giapponesi a due tempi, e le quattro tempi furono lasciate indietro, bellissime bestie che riposano in silenzio... R.I.P.



(*) Steve Ellis ha guidato la Linto nel Mondiale 500, è il pilota con la moto numero 22 nella foto in bianco e nero. Nel 1969 si classificò al sesto posto in Campionato con la Linto (il titolo lo vinse Giacomo Agostini su MV Agusta).
Adesso vive in Thailandia, da dove ci ha mandato quest'articolo e la foto qui sopra che lo ritrae impegnato con le moto da cross che ancora guida. Nella foto Ellis è quello al centro con la maglia verde.

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Altri commenti

stapernazza

Sono giovane ma rimpiango i tempi in cui buon ingegno e tanta volontà premiavano anche chi non aveva budget miliardari.

Sarà ancora possibile che un appassionato concessionario d'automobili costruisca e sviluppi una moto che arriva 2° campionato del mondo?

In questa occasione mi è impossibile non ricordare anche Pattoni....

Inserito: 14 gennaio 2002
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