Loris Reggiani non affiancherà
più Guido Meda nelle cronache delle gare del motomondiale. Notizia, a mio
avviso, che ha fatto parlare gli appassionati più per i motivi della
separazione, che per la perdita televisiva del “Reggio”.
In pratica, l’ex pilota di
Forlì, non condivide la linea editoriale faziosa a favore di Rossi; a suo dire
si aveva un calo di livello per difendere Mister 9 volte dagli attacchi dei
fans di Stoner, Lorenzo o Pedrosa. Inoltre il trattamento economico propostogli
da Mediaset per il 2012, non sarebbe stato di suo gradimento.
Non trovo nulla d’eclatante in
queste parole di Reggiani. Chiunque in passato ha ascoltato le telecronache
della Motogp, ha compreso che non solo si difende Rossi, ma lo si adora quasi
fosse un semidio. Farlo è legittimo, anche se non lo condivido.
Credo che chi abbia il compito
di raccontare lo svolgimento dei fatti, dovrebbe riportarli nella maniera più
vera e genuina. Ci saranno poi i propri punti di vista, le proprie preferenze.
Quest’ultime, però, dovrebbero essere dichiarate apertamente, senza camuffarle
per il “verbo”.
Ognuno, comunque, esercita la
propria professione come meglio crede.
La “Rossicronaca”, visione di parte di quanto avviene in
pista (e fuori), è così un dato di fatto, che non abbisogna delle parole del
Dicos o della confessione di chi l’ha praticata per dieci anni, per essere
confermata.
I giornalisti hanno nei lettori
e negli telespettatori i propri giudici. A loro spetta sentenziare.
Sui social network in molti
hanno notato che Loris ha parlato solo una volta fuori dall’entourage
itinerante che racconta in Italia la Motogp; altri lo hanno elogiato perchè
meglio tardi che mai.
Quindi tutto nella norma se….Se
Reggiani non avesse anche detto: “Perché se per andare a favore di Rossi si
deve andare contro altri piloti italiani secondo me stride, in una televisione
italiana……”.
Questa frase è un attacco
forte, che svela, se fondata, un dato poco carino….
Significa, correggetemi se
sbaglio, che pur di difendere Rossi, si va, si è andati, e si andrà contro
tutto e tutti.
Va detto che Reggiani non ha
mai ricevuto imposizioni “dall’alto”. I suoi sono sempre stati pensieri liberi.
Difendere, però, il proprio
beniamino, anche a costo di andare contro gli altri piloti (la nazionalità per
me è relativa…Per il Reggiani pensiero, invece, attaccare Hayden per difendere
la divinità va bene, tanto è americano….), lo trovo inammissibile.
Biaggi messo in croce nel 2005,
frasi che dicevano di serbatoi di benzina nascosti nel telaio della Ducati
(all’epoca il matrimonio tra pilota italiano e moto italiana non vale-va),
Stoner che si sgonfia nel 2010, Lorenzo che non riesce a vincere senza la moto
sviluppata dal supremo. Poi…..Melandri che va bene fino a quando ha “qualcuno”
come manager, poi tacciato per Calimero depresso quando osa dire il suo
pensiero sulla gestione delle gomme avuta in passato. Dovizioso sbranato perché
dice semplicemente cosa pensa sul futuro del rider che ancora vale.
Ancora….L’anno scorso ho perso il conto delle scuse trovate per coprire il
disastro di Rossi al primo anno della Rossa; addirittura si osò definire “moto
di merda” la Desmo.
Questi fatti, alla luce delle
parole di Reggiani, acquistano un colore diverso, dalla tonalità opaca.
Per la cronaca, l’oramai
ex-opinionista, nelle suddette occasioni non ha mai manifestato il proprio
dissenso. A mio avviso Reggiani ha sbagliato nel modo e nel tempo; gli sono
voluti dieci anni per accorgersi di certe cose? Perché non ha sottolineato
questi atteggiamenti quando era “dentro”? Comodo alzare la voce quando si è
fuori dai giochi. Prima di emettere un giudizio, ognuno di noi dovrebbe leggere
le parole di chi è stato chiamato in causa dal Reggio. Purtroppo ad ora nessuna
risposta è stata data.
Mi permetto, allora, di
chiedere a chi è coinvolto dallo sfogo dell’opinionista, se davvero si è stati
così faziosi nel difendere Rossi, da andare a scapito d’altri piloti. La
Rossicronaca credo nasca dalle simpatie per il numero 46.
I perché
dell’andare contro gli altri piloti pur di difenderlo, sono motivi che mi
piacerebbe che gli interessati rendessero pubblici. Spero di non aver chiesto
troppo.