CARLOS CHECA 9,5: Lo spagnolo fa sue entrambe le
manche e consolida la leadership in campionato. Durante le gare è stato un vero
e proprio martello pneumatico, con ritmi inavvicinabili dagli avversari. A mio
avviso non merita i pieni voti, perché parte importante del merito dei suoi
risultati risiede nella superiorità tecnica della moto che cavalca. Guida da
paura, ma non meglio di Melandri e Biaggi. Poter fare affidamento su una moto
equilibrata come la 1198 agevola molto. Solo lui può perdere il titolo. Il
rosso che vince!
EUGENE LAVERTY 9: Due secondi posti, dietro un
toro scatenato, equivalgono alla vittoria tra i piloti normali. Anche questa
volta mette dietro il compagno più blasonato, e guadagna di considerazione nel
box Yamaha. Talento in crescita!
MARCO MELANDRI 8: Sale due volte sull’ultimo
gradino del podio, e riduce di molto lo svantaggio dall’avversario di casa
Aprilia. Bello il duello che lo vede vittorioso proprio sul numero 1, ma….Le
prende da Eugene e quando arrivi dietro chi guida la tua stessa moto, non sono
proprio rose e fiori. Dimostra di avere un ottimo manico, e per gli anni a
venire sarà il pilota da battere. Il futuro che avanza!
LEON CAMIER 7: La sfortuna, nelle vesti di un
problema tecnico, lo ha costringe a mollare nella parte finale dei gara uno,
mentre era in lotta per il podio. In gara due dimostra di essere molto a suo
agio sul tracciato inglese, conquista la quinta posizione. Se fosse più
continuo nei risultati, sarebbe un buon pilota, ma siamo abituati oramai ai
suoi alti e bassi. Per ora Up!
MAX BIAGGI 6: Il fine settimana britannico è
per Max da dimenticare. Caduto durante le fasi della super pole, illude i suoi
tifosi realizzando il miglior tempo nel warm-up. Nella prima manche deve
lottare con i problemi che affliggono la frizione della sua Rsv4r. In più un
contatto nelle fasi iniziali, gli piega la leva del freno. Conclude undicesimo,
e può dire addio alla riconferma in campionato. In gara due cerca la rimonta,
ma a ridosso della zona podio, perde il duello contro Melandri e vince quello
contro Camier. La penso uguale su quello che afferma in merito alla
dichiarazione di Genesio Bevilacqua. Corsaro incornato, Corsaro inc…..!
JOHN HOPKINS 7,5: Da brivido il giro che gli
permette di conquistare la Superpole. Le sue gare sono più che buone, se si
pensa alla moto che guida. Vende cara la pelle, e coglie due signori
piazzamenti. Il talento non gli manca, e se gli ritornano la testa e la salute,
può essere del circus l’anno prossimo. Bentornato!
MICHEL FABRIZIO 5,5: Le sue gare sono un mix di
sfortuna e scelte tecniche sbagliate. A questi livelli l’impegno da solo non
basta. Domani è un altro giorno!
LEON HASLAM 6,5: Finalmente una gara degna del
blasone di vice-campione del mondo. Un quarto ed un ottavo posto sono oro colato
in una stagione avara di risultati. Speriamo non siano solo il frutto dell’aver
giocato in casa. Ritrovato!
AYRTON BADOVINI 6: Questa volta non brilla alto
come nelle gare precedenti, ma i due decimi posti sono un bottino che vale la
sufficienza piena. Lavoro di rimessa!
NORIYUKI HAGA 3: Un tempo il numero 41 era
sinonimo di spettacolo ed adrenalina. Oggi, invece, significa gare scialbe e
risultati scarsi. Perché continuare? Buio pesto!
DUCATI 301: La doppietta sul circuito
inglese permette di superare un traguardo che sa di miracoloso. Tutto ebbe
inizio nel 1988, quando Marco Lucchinelli vinse a Donington. La casa italiana è
il simbolo moderno del Made in Italy che vince. Lasciamo perdere le chiacchiere
di chi con la scusa di voler provare con soluzioni tecniche “classiche”, in
realtà vuole coprire le proprie vergogne. Le Ducati, che siano modelli di serie
o da corsa, di classico non hanno mai avuto niente. Una Ducati è una Ducati,
punto. A Borgo Panigale, nonostante tutto e tutti, le due ruote che vincono,
che emozionano, le sanno realizzare. Auguri!
YAMAHA 9,5: Se tutte le moto avessero la
cilindrata di 1000 cc., la R1 sarebbe la migliore del lotto. Potente e
maneggevole, non sfigura neanche a Silverstone. Purtroppo sul suo cammino si
scontra con un traliccio spinto da un bicilindrico desmodromico di 1200 cc.,
altrimenti….Equilibrio quasi perfetto!
APRILIA 5 Una prima manche da incubo,
mentre si salva nella seconda grazie a Camier. La Ducati e le Yamaha, però,
sono lontane. Non un fulmine negli inserimenti, usura maggiore del pneumatico
posteriore, aggiungere poi noie meccaniche, ed ecco gli ingredienti di un fine
settimana da archiviare subito. Non è che a Noale s’inizia a pagare la voglia
del gruppo Piaggio di uscire dalle competizioni? Che fine ha fatto la freccia
tricolore? Al lavoro!
SUZUKI 6: La sufficienza la raggiunge solo perché Hopper
gareggia su una pista che conosce bene, altrimenti è sempre la solita moto
ferma allo sviluppo della Gsx-r 1100 che custodisco gelosamente nel mio garage.
Battute a parte, speriamo che per l’anno prossimo la casa giapponese metta
nelle mani del manager più bravo della Sbk, Francis Batta, una moto
competitiva. Speriamo bene!
BMW 6: Il voto nasce da quanto offerto da Haslam e
Badovini…..Mi chiedo, però, se questi risultati siano davvero quello che
vogliono gli uomini di Monaco, che hanno investito più di tutti nello sviluppo
della S1000R….Ancora non ci siamo!
KAWASAKI 4: Le solite verdone…Che dire….Progetto sulla carta
vincente, ma in pista scivoloso…..Peccato!
GARE 7: Un pochino noiosa la prima, bella la seconda. La
Superbike continua a regalarci emozioni. E’ l’unico campionato dove un team
privato primeggia….Da quanti lustri questo non accade dall’altra parte? Questo
però non deve far dormire sogni tranquilli agli organizzatori. Sono d’accordo
con quanto dice Mauro Sanchini che se si vogliono abbassare sensibilmente i
costi, bisognerebbe gareggiare con l’elettronica che la moto ha di serie. Va
tenuto conto, inoltre, che lo spettacolo più emozionante lo hanno regalato i
piloti impegnati nella lotta per l’ultimo gradino del podio. Realizzare una
gomma soft che sulla carta tutti possono utilizzare, ma che in realtà va bene
solo per un pilota alla guida di una sola moto, rischia di ammazzare
l’interesse per la categoria. Non dimentichiamo mai che il motociclismo è
spettacolo, e se non tutti gli attori sono messi sostanzialmente sullo stesso
piano di recita, è difficile che venga fuori uno show interessante. Avete visto
in quale stato erano le gomme posteriori di Melandri nel dopo gara? Eppure
Marco guida pulito….Bella, ma da ripensare!
GENESIO BEVILACQUA 4: A me la favola della squadra
privata che si laurea campione del mondo piace da matti, ed alle volte se la
parola è d’argento, il silenzio è d’oro. Ho trovato fuori luogo l’affermazione
che la sua Ducati sarebbe penalizzata perché ha meno cavalli rispetto alle
quattro cilindri. Che abbia meno cavalli è un dato di fatto, ma non rende
giustizia alla verità. Omette di dire che a parità di cilindrata, un
bicilindrico ha un’erogazione più lineare, e che con duecento centimetri cubici
in più, quel poco che si perde in termini di potenza assoluta, è ricompensato
alla grande da una coppia spaventosa. Chi guida una moto, sia su strada, sia su
pista, può capirmi. Il regolamento, a mio parere, dovrebbe essere rivisto. Se
proprio si vuole concedere un vantaggio in termini di cilindrata alle
bicilindriche, bisognerebbe, poi, aumentarne il peso minimo.