CASEY STONER 10: Che piova o no, i piloti sono tutti
vittime del Canguro Mannaro. Su una pista dove un certo Noè gli avrebbe
consigliato di rientrare al caldo del box, Casey conquista la ventisettesima
vittoria nella classe 800. Il re di questa categoria è lui, e se continua di
questo passo, può battere il record di successi ottenuti in un anno nella
massima serie. Sbaglia chi afferma che vince solo perché guida una Honda. A
questi rispondo nel dire come sarebbero i risultati della casa dall’ala dorata
senza di lui. Discreti, dati i capitomboli di Casconcelli, la fragilità di
Pedrosa ed i compitini incolori di Dovizioso. Squalo!
ANDREA DOVIZIOSO 8,5: Questa volta il Dovi è autore
di una gara maschia ed intelligente. Vince la lotta contro le insidie dell’asfalto
sommerso, e non cade nelle provocazioni di Lorenzo e Simoncelli. Arriva, però,
al traguardo con un distacco di oltre quindici secondi….Mi ripeto: buon pilota,
ma privo del guizzo del campione. Caparbio!
COLIN EDWARDS 10: L’americano sale sul gradino più
alto del podio, alla guida di una moto non ufficiale, che non va come quella di
chi lo ha preceduto. Questo è già molto. C’è però un particolare a fare la
differenza, che lo trasforma da pilota ad eroe: la rottura della clavicola
patita ad inizio mese. Neanche dieci giorni dall’intervento, ed eccolo pilotare
alla grande la sua Yamaha. Per lui conta il piacere di andare in moto, ed il
dolore è solo una piccola scocciatura che alcuni suoi colleghi, invece, usano
come paravento per prestazioni inguardabili. Macho!
NICKY HAYDEN 8: Il suo risultato è la dimostrazione
che anche se ci sono dei problemi alla moto, con la buona volontà certi
risultati possono essere raggiunti. Il giro veloce è suo, ed è l’ufficiale
Ducati più veloce. Volenteroso!
ALVARO BAUTISTA 8: Guida la peggior moto del lotto,
eppure non si risparmia mai. Nel diluvio inglese sembra un solitario gondoliere
veneziano, e porta a casa un buon quinto posto. Lottatore!
VA-LENTINO ROSSI 1,04: Data la situazione infelice,
fare battute sui suoi risultati può sembrare poco elegante, ma un sorriso può
servire a sollevare gli animi. Il voto è uguale al distacco preso dal
vincitore. Il fine settimana di Silverstone smaschera una volta per tutte il
numero 46. Le dicerie sul secondo in meno nascosto nel suo polso, sulla
capacità di guidare sopra i problemi, sono chiacchiere che neanche più Guido
Meda, uno dei suoi discreti estimatori, utilizza per decenza. Fa rabbia vederlo
ridere dopo una prestazione che avrà di sicuro fatto piangere il cuore dei
ducatisti. Come fa a dire che tutto sommato ha limitato i danni? La Ducati è
libera di spendere i propri soldi come vuole, ma chiedo ai vertici di Borgo
Panigale a cosa serve pagare quasi quindici milioni d’euro, uno che limita i
danni arrivando ad oltre un minuto dal pilota che avevi in casa ieri? Tanti
soldi per sentirsi dire che il quarto posto in classifica generale, è un
risultato buono? Mah!….Per settimane ha fatto la danza della pioggia, perché a
suo dire la Desmosedici va meglio sull’acqua….Afferma che guida una moto non a
posto. Scusi caro signor Rossi ma chi se non lei la deve sistemare questa moto?
E’ o non è il collaudatore super che, tempo due turni di pista, ha trasformato
la R1 di Crutchlow da brutto anatroccolo a cigno vincente? Trova la scusa che non
conosceva bene il circuito. Le ricordo che nel campionato che lei ha definito
di serie b, due anni fa un tizio ha vinto un mondiale senza conoscere il
novanta per cento dei tracciati. Non ha neanche l’umiltà di dire la verità
sulla responsabilità del disastro della trasferta inglese. Afferma che è
colpevole solo nella misura di un terzo, dimenticando dei continui
aggiornamenti che la casa madre le concede, dietro i suoi ordini. Ha ragione
quando dice che c’è uno sbaglio nel cartello che indica P6. Dovrebbe, infatti,
esserci ogni tanto un P1, e la P non sta per pirla. Dopo il bagno di pioggia,
le consiglio Mister 9 volte un bel bagno d’umiltà, prendendo esempio da Edwards
e Hayden. Questo non per farle diventare rosso il viso come le carene della sua
moto per quanto detto e fatto fino ad oggi, ma per farle trovare stimoli a fare
meglio. Arrampicatore di specchi!
JORGE LORENZO 4: Il campione del mondo in carica
scivola in un momento della gara dove non c’era nessuna fretta per tentare il
sorpasso a Dovizioso. Certo guida una moto leggermente inferiore alla Honda, ma
questa volta lo zero in casella è solo colpa sua. Frettoloso!
BEN SPIES 4: La sua caduta regala al team ufficiale
della casa dei tre diapason il doppio zero nella raccolta punti pilota. Lo
preferivo l’anno scorso, quando lo vedevo più convinto e grintoso. Incostante!
MARCO SIMONCELLI 4: In prova è il primo degli umani,
ed in gara è il primo a deludere. Ho una grande ammirazione per le qualità del
suo polso, perché è uno che in moto va davvero forte. Però le gare sono anche
dimostrazione di maturità nel saper sfiorare il limite senza andare oltre. Se
il Sic maturerà sotto questo punto di vista, allora l’Italia avrà trovato un
campione. Cascatore!
HONDA 9: La migliore moto è lei, ma la differenza mostruosa
sulle avversarie riesce a farla solo con il pilota Stoner. Promossa!
YAMAHA 8: Si salva grazie al terzo posto di Edwards,
ma urgono modifiche per ricucire lo strappo con la Honda. Rimandata!
DUCATI 4: Al di fuori di Hayden, nessuno dei suoi
piloti è autore di una prestazione dignitosa. Non solo la cura di Rossi non
funziona, ma i passi fatti sono quelli dei gamberi. Occorre un bel momento di
riflessione. Bocciata!
TELECRONACA 110 con lode: Anni fa, quando Max Biaggi
era prima guida della Hrc, il buon Meda si divertiva a prendere in giro il
romano, con la frase che la sua moto era meno moto di quella degli avversari.
Oggi il telecronista di Italia 1 fa l’avvocato d’ufficio di Rossi nel dire che
la causa dei suoi pessimi risultati, risiede nella moto, a suo parere meno moto
di quella guidata dal resto del gruppo. Spero un giorno che il buon Meda ci
spieghi cosa intende una volta per tutte per “moto meno moto”. Mistero!
GARA 4: Più interessante la Formula 1. Ho detto
tutto…..Soporifera!