Pista... perché no?

In Giornate pista e corsi di guida

di Stefano Malagoli, 07 ottobre 2010
Pista... perché no?

“Sì, mi piacerebbe provare a fare qualche giro in pista...”. Alzi la mano chi non ha mai pensato di mettersi alla prova sull’asfalto di un circuito, magari dopo aver visto una bella gara in televisione e prima di partire per un giretto domenicale su una statale infestata di buche profonde un braccio, autovelox e trattori carichi di letame (inevitabilmente fermi al centro della strada dietro ad una curva cieca).

Seguito inesorabilmente da un ”... ma ...”. Ed ecco spuntare le motivazioni che mi avevano frenato dall’informarmi in concreto su come realizzare il mio intento.



“E’ pericoloso”. “Non ho la moto adatta”. “Sono troppo vecchio per certe cose: avrei dovuto iniziare prima e magari...”. “E’ troppo costoso”.

“La cosa più intelligente che puoi fare è un corso per principianti in pista.” mi ha risposto un amico che spesso va a fare giornate in circuito e di cui ho sempre ammirato fluidità, stile di guida e padronanza del mezzo nel corso delle nostre uscite “stradali”. “Ce n’è uno chiamato “Il battesimo della Saponetta”; è organizzato dai ragazzi del Braghi Racing Team, sono molto professionali e dei veri appassionati.” ha aggiunto. E abbiamo ragionato insieme sulle mie obiezioni.

Pericolo: la pista, al contrario della strada, è il luogo dove tutto è stato previsto in funzione del garantire la vostra sicurezza mentre cercate il divertimento e la soddisfazione che la guida di una moto possono regalarvi. In pista non ti arriva nessuno all’improvviso contromano. Non ci sono automobilisti al cellulare che bruciano gli stop mentre si immettono da una laterale. Il polso destro ed il cervello sono sempre e comunque i vostri ed in più sarete sotto la guida di un istruttore preparato e protetti dall’abbigliamento obbligatorio per l’ingresso in circuito.

Moto: se è la vostra prima volta, qualunque moto stradale immatricolata negli ultimi 10 anni e dotata di gomme e freni in buono stato è più che capace di contenere i vostri entusiasmi pistaioli. E’ più probabile, se non siete davvero ben allenati fisicamente, che il primo limite in cui vi imbatterete siano le vostre braccia e gambe tremolanti per lo sforzo (come in occasione della prima lezione di un corso di nuoto o sci, vi troverete a fare movimenti che interessano muscoli che non sapevate di avere e che certamente non avete allenato girando su strada...).

Inesperienza: come già detto gli istruttori sono pronti a gestire il vostro livello di partenza, qualunque esso sia. Sia che siate motociclisti in erba o, come me, un po’ “stagionati” il beneficio che può derivare dai consigli di un istruttore e dall’immediata messa in pratica degli stessi in condizioni ideali è semplicissimo: la padronanza del mezzo che è possibile acquisire in un solo giorno di pista è irraggiungibile facendo pratica da soli per strada, non importa per quanti anni starete in sella. E se, come nel mio caso, avete impostato il vostro stile di guida in modo “casalingo” questa è l’occasione per correggere gli inevitabili difetti che, quasi certamente, vi trascinate dietro da sempre senza nemmeno rendervene conto.

Costo: un corso per principianti costa circa come quel pezzo in simil-carbonio che pensavate di montare sulla vostra moto e che vi darà certamente grandi soddisfazioni mentre ammirate il bolide sorseggiando il caffè al bar ma non renderà la vostra guida più sicura e veloce. Un’altra considerazione: un corso per principianti costa poco di più di un biglietto in tribuna a San Siro per una partita di calcio. La differenza è che a San Siro non sarete voi a scendere in campo provando a fare qualche dribbling alla Leo Messi di fonte al pubblico: al contrario, nella partecipazione ad un corso in pista (ad esempio a Misano) è compresa la soddisfazione di mettere le ruote della vostra moto su quello stesso asfalto che è abitualmente solcato da Rossi, Stoner, Lorenzo o Biaggi. E scusate se è poco. Già mi sento a sparare idiozie con gli amici del tipo "Ecco: dove Casey mette la terza io stavo già appoggiando la quarta, ma la mia moto è evidentemente rapportata più corta...." per essere poi sonoramente (e giustamente) mandato a quel paese.

Procedo quindi ad informarmi su date e luoghi (www.braghiracing.com) e scelgo: 20 settembre, Adria. Un amico della mia taglia mi presta la sua tuta e trovo un paio di buoni stivali in super-saldo. Paraschiena, guanti “seri” e casco integrale fanno già parte del mio guardaroba standard per le mie uscite stradali.

Nel provarmi la tuta, senza rifletterci, eseguo la ormai proverbiale mossa della “sistemata ai gioielli di famiglia” resa celebre dal campione di Tavullia. Un presagio ? “No.”  mi smonta l’amico – pilota: “La tuta è fatta per stare comodi in sella; quando sei in piedi è normale che ‘tiri’ … nel cavallo”. Nel partire da casa per il circuito mia mamma mi saluta con il più classico dei “E mi raccomando: VAI PIANO!” e l’ironia della cosa mi aiuta a riportarmi definitivamente con i piedi per terra.

All’entrata del paddock vengo accolto dall’organizzazione e sbrigo rapidamente le pratiche della registrazione. Dopo qualche minuto, arrivano tutti i ‘piloti’. Il parco moto è abbastanza eterogeneo: alcune naked, una stradale carenata e qualche supersportiva. Veniamo divisi in due gruppetti e procediamo ad un primo briefing che copre le regole per garantire la sicurezza dei partecipanti nel corso della giornata. Si passa poi alla moto dove l’istruttore esegue una dimostrazione delle varie posizioni da tenere nel corso del giro in pista (in rettilineo, in staccata, in piega, in accelerazione) e procede a verificarne l’apprendimento da parte dei partecipanti. Alcune delle sue indicazioni mi lasciano un po’ perplesso (“La moto si guida principalmente con le gambe”, “Dovete stare molto morbidi con le braccia”, “Gomito e ginocchio esterni devono toccarsi”): prima di sera avrei capito cosa voleva dire…


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Commenti dei lettori

Fastmambo
Italy
Milan

Approvo in pieno! Personalmente, sono anni che consiglio a chiunque voglia scendere in pista per la prima volta, di fare un corso con istruttori competenti. Purtroppo, sono pochi i dilettanti che frequentano corsi di guida, e ciò spesso è causa di incidenti in circuito che, a causa delle elevate velocità, possono avere anche conseguenze molto serie. Personalmente renderei obbligatoria la frequentazione di tali corsi, prima di fare delle prove libere, perchè troppo spesso la pista viene scambiata per "zona franca", soprattutto da coloro che non ne hanno la minima esperienza.

Inserito: 07 ottobre 2010

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