Giornate pista e corsi di guida
Moto potenti e circuiti costosi: connubio insostenibile
di Alba Sergi Abbiamo assistito ad un’escalation prestazionale delle moto da strada, ma i limiti di velocità, le patenti a punti e le sempre più restrittive regole di circolazione hanno alimentato ed aumentato negli ultimi tempi l’affluenza verso i circuiti, dove però la regola della domanda/offerta continua a giocare a sfavore degli appassionati e a vantaggio dei proprietari degli stessi. Morale della favola: oggi, nei maggiori circuiti, in media, per un turno di 20 miseri minuti, nella migliore delle ipotesi, si spendono circa 50 euro. Se teniamo però conto del fatto che, i primi 2/3 giri sono di “adattamento” (conoscenza del percorso, riscaldamento moto, ecc.), e che ovviamente il giro di uscita non verrà mai fatto al massimo delle prestazioni, significa che le tornate “buone” si riducono ad un massimo di 6/7 in un tempo così “breve”. Se poi valutiamo anche che spesso ci si ritrova a girare in pista con il massimo del numero di partecipanti consentito dall’omologazione del circuito, la situazione diventa davvero insostenibile ed il divertimento va sempre più a scemare. Sì, oggi si può contare anche su organizzatori di prove libere che propongono “pacchetti convenienza” in giorni feriali o prezzi più accessibili se si sceglie la mezza giornata/giornata intera di prove e permettono così agli appassionati di sfogare la propria passione senza rischiare inutilmente la vita sulle normali strade, ma anche così il discorso non cambia: ci si sente in pratica polli da spennare se si pensa che in media una mezza giornata costa 110 euro ed una giornata intera 180 euro. Oltretutto, non tutti abitano nelle vicinanze di un circuito, perciò benzina ed eventuale autostrada con ovviamente un pranzo annesso, sono costi a parte che incidono notevolmente sulla spesa finale di una giornata che dovrebbe essere di relax e svago. Probabilmente la causa principale di questa inaccessibilità è dovuta alla scarsa percentuale di autodromi “titolati” sparsi sul nostro territorio ed ai costi elevati per la loro manutenzione e per tutto ciò che rientra nelle cosiddette “spese per la sicurezza”…ma questo vuol dire che gli interessati a questi fantastici mezzi chiamati “moto” saranno costretti a rinunciare sempre più alla loro passione per colpa di costi che probabilmente sono destinati a salire finché non nasceranno altre piste che faranno concorrenza a quelle esistenti?…come si suol dire: “ai posteri l’ardua sentenza…”. |
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| nickfury65 Italy Milan | del 12 ottobre 2007 Sono d'accordo con l'insostenibilità della situazione. Tutti sono pronti ad attaccare i motociclisti che non vanno in pista ma poi manifestano se qualche amministrazione comunale da autorizazioni alla costruzione (facciamo rumore). Anche in posti sperduti nel nulla sembra che debbano esserci guardie notturne che devono riposare di giorno. Ammesso poi che ci sia qualche amministrazione che decide di dare autorizzazioni... Sarebbe così difficile creare dei circuiti tra i 3000 e i 5000 metri in posti dove lo spazio non è un problema e il terreno non edificabile costa pochi centesimi al metro? Io abito in liguria e qua siamo veramente messi malissimo. Ultimo commento : mi sembra ottimistica la valutazione dei costi... A parte circuiti come Franciacorta, ancora in via di completamento (vedremo quando allungato), il costo di una mezza giornata si aggira su cifre ben più alte. Al Mugello, dove la mezza giornata è venduta, si parla di 220 € mentre 320 € per la giornata intera. Misano, molto più parco, da possibilità solo per la gironata intera, che io sappia, e il costo arriva ad aggirarsi sui 250 €. Altra cosa appena passate le frontiere dove per girare una giornata si spendono cifre intorno ai 100 € (anche in giornate organizzate con medici ed ambulanze e da organizzatori seri). Rispondi |
| lorito13 Italy Marco | del 12 ottobre 2007 Complimenti Alba, hai finalmente scelto un ottimo argomento. Sono anni che i motociclisti denunciano il caro circuiti in Italia. La FIM, a mio avviso, non ha alcuna intenzione di venirci incontro e non lo fara' mai, perche' in Italia i motociclisti sono solamente "polli da spennare". E chi gira in pista, sa cosa vuol dire un week-end al Mugello o Misano. Per questo inviterei tutti a boicottare le piste italiane e tutti i vari organizzatori che ci speculano sopra. Basterebbe un "anno sabbatico" per ridimensionare il tutto. Parliamone attraverso Motocorse ed altri siti per motociclisti ed organizziamo privatamente trasferte all'estero.Rijeka, Spa-Francorchamps etc. E chiunque avesse argomentazioni e/o proposte in merito si faccia avanti. Vorrei ricordare a tutti e soprattutto al presidente della FIM avvocato Zerbi che nel 1982 l'autodromo San Cristoforo di Varano Melegari stava per chiudere per mancaza di fondi. Fu grazie al contributo di moltissimi appassionati( la maggior parte motociclisti) che si riusci' a salvare il circuito, permettendo alla So.Ge.Sa. la ristrutturazione e la manutenzione dell'autodromo. (Gazzetta di Parma 14/06/1982)! Rispondi |
| Albetta Italy Milano | del 16 ottobre 2007 beh! sono contenta che la questione che ho sollevato abbia interessato "almeno" 2 frequentatori di questo sito...ovviamente il mio tono è leggermente ironico...nel senso che ritengo che questo sia un argomento importante per gli appassionati...eppure nessuno l'ha preso in dovuta considerazione tranne voi 2...non credo che tutti i motociclisti paghino sommessamente e col capo chino le tariffe "ladresche" proposte dai circuiti senza esserne almeno un pò "scontenti"...e non credo nemmeno che tutti gli appassionati di moto abbiano euro in quantità industriali da potersi permettere almeno 2 volte al mese di andare a sfogare la loro passione in pista sborsando 200€ "a botta"...ma forse mi sbaglio...io sinceramente non ho mega possibilità economiche, ma allo stesso tempo non ho neanche voglia di andarmi a "spiaccicare" contro qualcosa o qualcuno in strada solo perchè ho il lecito desiderio di provare appieno le potenzialità della mia moto...e non ho nemmeno voglia di farmi togliere la patente e fare i cosiddetti "corsi di recupero punti" (a pagamento tra l'altro) solo perchè ormai le strade sono piene di telecamere e autovelox...non sò?!? voi che ne dite? pensate che le mie idee siano sbagliate?...non sarebbe più semplice creare qualche altro circuito o aumentare il n° delle giornate dedicate alle "prove libere" o ancora far pagare magari un'intera giornata solo 100/150€? credo che in questo modo i circuiti non ci andrebbero di sicuro a perdere ma anzi, sarebbero molto più affollati di quanto lo siano adesso.....mi piacerebbe davvero sentire i commenti di "molti" di voi... Rispondi |
| Anonymous Italy Roma | del 28 gennaio 2008 genteeee!!!! siamo in Italia,dove il popolo è fatto per essere pelato a dovere è uno schifo.Ma quale sicurezza,ma quale inquinamento,ma quale salute!.Sì in altri paesi queste cose sono controllate a costi quasi irrisori per gli utenti,ma non in Italia.In Italia la sicurezza(che non esiste,guardate per esempio i guardrail in autostrada,fatti apposta per tagliare le teste a noi motociclisti)è una scusante per guadagnare milioni di euro(autovelox e tutor)avete mai pensato quanti milioni di euro rendono quelle infernali macchine?-Inquinamento?quanto guadagnano le industrie sull'inquinamento provocato da loro e fatto pagare da noi?Non parliamo della salute,un esempio fra tutti,la sigaretta!.....meno gente fuma più aumentano e le case farmaceutiche vendono miliardi di prodotti(che non servono a un cavolo)per farti smettere.Torniamo alla sicurezza stradale,vogliono che andiamo piano ok!!?dovè il problema?che costruiscano mezzi che vanno piano.In questo modo si riducono gli incidenti e l'inquinamento.Perchè ci vendono auto e moto da 300 all'ora? .Le sigarette?non vedo dove sia il problema,che non le vendano più, se veramente fanno male.AAAA già in questo modo noi diventiamo ricchi e loro non diventano ancora più ricchi.Capisco benissimo che boigottare le piste sarebbe un sistema per farci sentire,ma il problema è molto,molto più grande,bisognerebbe boigottare tutto ma proprio tutto.Mi fermo quì perchè ci vorrebbero 100 pagine per dire un centesima parte delle cose che in Italia non vanno.Però, è un paese bellissimo perchè è il mio paese e me lo godo tutto girandolo in lungo e in largo con il mezzo che mi fa sentire veramente libero, la mia moto. Rispondi |
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