Mi sia consentito iniziare con una nota personale che non c’entra quasi nulla con l’argomento dell’articolo. Il nostro direttore editoriale Gabriele “Gabriel” Pirini - che sta tentando di insegnarmi i rudimenti di questo mestiere - cita sempre un “immaginario dizionario del motociclista”, che poi tanto immaginario non è, avendone visto io almeno una copia nella redazione di Motocorse. Ma sono pur sempre un giovane meccanico prestato alla tastiera e, di sguincio, mi occupo quasi esclusivamente di moto off-road.
Sia come sia, in tale dizionario, immaginario o reale che dir si voglia, è presente la parola Hat Trick, che viene usata quando un pilota fa scattare il cronometro (sempre pregevole, al Civ, il lavoro della Perugia Timing, braccio secolare dell’Associazione Cronometristi “Luigi Burini”) sul miglior tempo in prova, su quello in gara e va sul podio salendo sul cubo più alto. In America, a certi amanti della velocità pura, viene dato un premio aggiuntivo in denaro (alla Nascar Daytona 500 è di 3700 dollari); al Nurburgring ancora oggi, sin dagli anni Trenta, chi riesce in tale impresa viene iscritto in un apposito album pergamenato e viene omaggiato del Meister der Ring, un anello d’oro con incisa la skyline del circuito. In Italia, al momento, salvo che in alcuni trofei (a volte viene premiato il giro più veloce in gara), l’Hat Trick viene ricordato solo dagli statistici.
Da oggi, storici delle due ruote come Maurizio Mazzoni e Michele Merlino (chi scrive è escluso: al momento è uno dei tanti apprendisti) dovranno tenere conto anche di Davide Fanelli, grande protagonista della 600 Stock misanese e, soprattutto, pilota dal grande cuore e dai sentimenti limpidi come il cristallo.
L’urbinate (ci è nato il 16 ottobre 1990) ha vinto, ma non ha dimenticato uno dei suoi mentori. Infatti è noto che nei giorni scorsi ci ha lasciato per sempre uno di noi, Gigi D’Esposito, direttore sportivo del Team All Service QDP. In sua memoria, come da me scritto in un altro articolo, oggi l’autodromo di Misano si è fermato per un minuto esatto di raccoglimento spirituale. Poi la gara è partita, è andata com’è andata ed alla fine Fanelli si è cinto del lauro. Prima di salire sul podio, ed anche a costo di irritare gli addetti al cerimoniale, Davide da Urbino ha voluto dettare una nota alle agenzie. Questa: “Un minuto di raccoglimento non è certo sufficiente per ricordare Gigi. Gli dedico anche la mia vittoria, il giro più veloce in gara e financo quello in prova. So bene che ancora non basta, ma proprio, oggi, non posso materialmente fare di più. Porterò per sempre con me il suo ricordo e farò sempre tesoro dei suoi insegnamenti”. Poi Davide si toglie i guanti e sale sul podio. E’ tempo di fare le cose che un campione fa tutte le domeniche: salire sul podio, ascoltare l’inno nazionale, alzare il trofeo al cielo. Alla fine dell’amba-aradam, nonostante il caldo intensifichi la fatica, Fanelli diligentemente finisce il suo compito. Torna in sala stampa e parla ai cronisti della gara: “Un week fantastico che si è concluso con una vittoria liberatoria. Sono partito bene e ho capito subito che avevo un ritmo più veloce degli altri. Il gruppo in testa non è riuscito a guadagnare vantaggio e ho raggiunto Massei, che avrebbe voluto tentare la fuga. In uscita di curva lo vedevo in difficoltà, ho spinto al massimo e dopo averlo sorpassato ho guadagnato il margine per vincere”.
Rimanendo al lato prettamente agonistico, il manager della All Service QDP, Riccardo Grimoldi, è il più stremato di tutti. Fanelli e il compagno di squadra (e di moto club, diretta emanazione della squadra) Marco Bussolotti hanno corso anche, rispettivamente nella 600 e nella 1000, le gare Stock di contorno al GP di San Marino, 7 giorni fa. Praticamente, la squadra non ha mai lasciato la Romagna. “E’ stato - dice Grimoldi - un periodo carico di soddisfazioni e di emozioni, sul quale putroppo incombeva la tristezza per la dipartita di Gigi. Innanzitutto voglio ricordarlo. Per commemorarlo degnamente, è venuto a Misano anche Angelo Serra, titolare della All Service System. Sono ovviamente molto contento di come hanno operato squadra e piloti. Questi sono i traguardi che danno forza e determinazione al team”.
In pista, quale specialista dell’Andreani Group per le sospensioni, si è visto Giuseppe Fiorillo da Napoli, già pilota del Team Pileri nel Motomondiale 250 anni Novanta.