Ho avuto l’opportunità di seguire la BSB (
nella foto, Tommy Hill, l'attuale leader di classifica della classe Superbike) a Mallory Park, il venerdì, per tutta una serie di motivi. Mallory è la pista più vicina a dove abito, la BSB è sempre un ottimo spettacolo, e sono sempre ospite gradito del mio vecchio amico Bernie Toleman e del suo team Jentin Racing. Bernie è stato un pilota nel mondiale Endurance, e non se l’è cavata male neanche con le auto. Ora, gestisce il team ufficiale
BMW in Superstock, e la nuova classe Evo, che sostituisce la coppa privati nella Superbike britannica. Fra i suoi vari successi annovera la scoperta di James Ellison, che dal niente è arrivato a vincere la Superbike Cup, per poi debuttare nel mondiale SBK a Silverstone, e guadagnarsi, con la gara di Brands Hatch in cui ha battuto James Toseland sulla
Ducati ufficiale, un posto in MotoGP.
La mia prima visita Mallory risale al 1965, per la Race of the Year – era anche la mia prima volta in un qualsivoglia circuito. Non ricordo chi vinse, ma l’esperienza è stata la più esaltante della mia breve vita fino a quel momento: Mike Hailwood era in sella alla magnifica
Honda sei cilindri da 297cc. Ricordo ancora la favolosa “voce” di quella moto, che continua mandarmi in pelle d’oca. Si andava a vedere le moto al rampino, e quando pioveva, ci si ritrovava ad affondare nel fango: le tribune o le toilettes erano inesistenti, ma per me era il paradiso – ero stato catturato. Come Carlos Lavado, un altro vecchio amico, mi ha spiegato a Silverstone, le gare sono una droga, una volta che le provi, ci sei dentro per tutta la vita. E’ verissimo.
Il motociclismo britannico, come quelli di tutti gli altri paesi, ha avuto alti e bassi: abbiamo avuto il Post-TT a Mallory, gara in cui tutti i piloti continentali arrotondavano lo stipendio di ritorno dal TT, quando quest’ultimo faceva ancora parte del Campionato del Mondo, e ovviamente la Race of the Year, gara con ingaggi e premi di primo piano – credo che il vincitore portasse a casa mille ghinee, ovvero poco più di mille sterline. Una volta erano soldi non indifferenti.
Mallory è cambiato molto, ma è ancora un posticino rustico, riempito però di varianti – l’attuale risposta a tutti i mali degli addetti alla sicurezza. Credo che rovinino le competizioni e causino più incidenti di quanti ne prevengano, ma questa è un’altra storia. Non c’è dubbio che la Gerards fosse una delle curve più selettive del mondo delle due ruote – chiedete ad Ago, Kenny (Roberts), Ron o Leon Haslam, e vi spiegheranno perché.
Ma basta parlare della pista, veniamo al campionato: la BSB è la serie nazionale più avanzata e di maggior successo sul panorama mondiale. Una pianificazione prudente e ragionata, in costante contatto con squadre e piloti, ha trasformato questo campionato in un trampolino di lancio praticamente sicuro per il mondiale Superbike, e successivamente, se tutto va bene, verso la MotoGP, dove tutti i giovani piloti vorrebbero finire. Brookes, McConnell, Kennaugh, e Pennaken puntano alla carriera quattro tempistica, mentre Taylor Mackenzie e Dakota Mamola ragionano invece in ottica 125GP.
Un percorso che sembra funzionare anche come rilancio: Kiyonari è passato alla BSB per riaffermare il proprio talento dopo un paio di stagioni mediocri nel mondiale, e Pitt che ha seguito a ruota. Come possono poi testimoniare Neil Mackenzie, Chris Walker, Yukio Kagayama e Neil Hodgson, ci sono posti ben peggiori dove finire la propria carriera – Walker e Kagayama lo hanno già detto espressamente. E Jeremy McWilliams si diverte a fare il gentlmeman racer in un campionato duro e selettivo con una stranissima Harley Davidson…
Ho avuto la fortuna di passare un po’ di tempo con Neil Hodgson a Mallory, venerdì. Si sta godendo il suo nuovo ruolo di “allenatore”: aiuta Steve Brogan osservandolo a bordo pista e dandogli consigli. La carriera di Neil è finita prematuramente a causa di un incidente a Brands Hatch (prima prova del campionato) che ha peggiorato le condizioni della sua spalla, già messa alla prova da una bruttissima caduta in allenamento con la moto da cross.
Gli organizzatori del campionato britannico passano molto tempo ad analizzare tutti i campionati motoristici mondiali, e conoscono molto bene i fattori sociali ed economici che potrebbero o possono influenzare il nostro sport preferito. Esplorano regolarmente nuove idee e regolamenti volti a migliorare la competitività e il campionato. La validità del nuovo sistema di punteggi (un complicatissimo metodo a due fasi, in cui i sei piloti in testa dopo i primi nove rounds entrano in una specie di play-off a punteggio praticamente livellato, mentre gli altri si giocano le posizioni dal settimo in giù, NdR) è ancora tutto da capire, ma, ad esempio, adoro la regola secondo cui la griglia di partenza di gara-2 viene determinata dai migliori tempi sul giro della prima manche, indipendentemente dalla posizione di arrivo. Un pilota può stendersi al terzo giro ma partire in pole in gara-2. Diabolico!
Di conseguenza, il campionato britannico è uno dei pochi in tutto il mondo a godere di ottima salute, con griglie piene (ma accessibili). Pochi organizzatori di campionati motociclistici possono vantare lo stesso successo, oggi. Fate attenzione, voialtri che vi ritrovate con griglie sempre più scarne…