C’era una volta il generale Inverno. Temutissimo da Napoleone durante la campagna di Russia, assieme al colonnello Fame ed al maggiore Carestia, fu una delle cause principali della disfatta dell’imperatore corso.
Anche in Italia, da dicembre ad oggi, neve, freddo e gelo non sono mancati. Il 14 febbraio, però, sul circuito umbro di Magione dedicato a Mario Umberto Borzacchini si poteva girare e ne ha approfittato una delle matricole del Civ. Il Team Prometeo ha affrontato il primo test di stagione. Gianluigi Busiello e Vincenzo Muscari sono riusciti ad effettuare diversi turni di prova in sella alle Yamaha R6 con le quali affronteranno il Campionato Italiano Velocità della classe 600 Stock. Con poca attenzione ai riscontri cronometrici, la giornata è servita a far riprendere ai due giovani piloti gli automatismi della guida, e a permettere alla squadra di continuare la preparazione della moto. Nell’occasione erano presenti con le rispettive famiglie, i tre “mini” piloti che difenderanno i colori Prometeo nel Campionato Italiano minimoto FMI: i fratelli Gianmarco e Manuel Magi e Matteo Speranzini.
Il Team Prometeo è di Acqualagna ed è il braccio corsaiolo del Moto Club A Benz. Gianluca Aluigi riveste contemporaneamente la carica di team manager e di presidente del club. Questa la sua prima dichiarazione dopo i test: ”Considerando il maltempo dei giorni scorsi siamo stati fortunati ad aver incontrato una giornata così. Il freddo si è fatto sentire, ma tutto sommato siamo riusciti a portare a termine un programma che eminentemente serviva a far scrollare un po’ di ruggine invernale ai piloti e a raccogliere alcune importanti informazioni, per adattare al meglio le nostre R6 ai due piloti”.
Busiello viene da una stagione in sella alla Kawasaki. E’ stato grande protagonista della Mototemporada e di altre gare nazionali. Non ci ha messo comunque molto ad adattarsi alla Yamaha. Aluigi non ansconde che con Busiello si può puntare alto. Muscari ha per la prima volta assaggiato il circuito di Magione, senza prendere inutili rischi. Non per niente il suo capo tecnico si chiama Savio (Tarsi, di cognome); quindi per natura non abituato a farsi prendere dalla foga, dalla fretta e tantomeno dalla rabbia.
Bellissima l’atmosfera di squadra che si è venuta a creare con l’arrivo in circuito dei “mini piloti” del team che con la loro vivacità e curiosità hanno trasformato una semplice giornata di test in una sorta di evento. Una via di mezzo tra l’happening e la festa per bimbi.
Fra due settimane sono previsti alcuni test in quel di Vallelunga. Ovviamente ci si prepara per il Trofeo del Centauro del 7 marzo.