Roccoli al Mugello sulla “ECO” elettrica: “Silenziosa e divertente”

In Campionati e trofei nazionali

di Federico Porrozzi, 10 ottobre 2009
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Roccoli al Mugello sulla “ECO” elettrica: “Silenziosa e divertente”



Oggi pomeriggio, intorno alle 13, uno strano silenzio è sceso sul Mugello. Eppure, in pista, c’era chi sfrecciava ad oltre 160 km/h in sella ad una moto. Era Massimo Roccoli (nella foto StudioZac), che pur non correndo stabilmente il CIV 2009 da campione in carica della Supersport, si è presentato in pista con tanto di tuta, casco e moto… elettrica.

Una dimostrazione di due giri, quella del pilota Honda del Team Intermot Czech, che sul tortuoso tracciato toscano ha provato per la prima volta la ECO costruita da Luciano Betti e protagonista, il prossimo anno, del campionato mondiale per moto elettriche. “Non pensavo andasse così forte – rivela il pilota romagnolo appena sceso dalla ECO – la moto è silenziosa e per questo, quando la guidi, provi una strana sensazione ma ha una bella accelerazione, pronta sin da subito”.
A detta di Roccoli, la ECO è facile da guidare e veloce nei cambi di direzione, anche se un intervento di snellimento e di riduzione delle dimensioni la farebbe diventare ancora più performante. “Ora sembra una 600 ma secondo me servirebbe un’ulteriore ottimizzazione dei pesi e degli ingombri, utile per renderla più competitiva. Farla diventare come una 250 sarebbe la soluzione migliore”.

Roccoli ha “assaggiato” la ECO solo per due giri ma si è talmente divertito che se fosse stato per lui, ci avrebbe passato sopra una buona mezz’oretta. “Sulle prime, la manopola del gas risulta un po’ neutra. Questo può sembrare un difetto ed invece per me è una scelta azzeccata perché, da fermo, l’accelerazione è talmente immediata che non ti consente errori… Sempre meglio essere pronti, in questi casi”.

Massimo ha provato sia la versione con le batterie al piombo che quella, più leggera di circa 50 chili, equipaggiata con le batterie al litio. “La differenza si sente eccome, soprattutto a centro curva. La versione leggera è agile e maneggevole mentre quella con le batterie al piombo, in percorrenza, tende a rialzarsi”. Quello della ECO è un progetto rimasto fermo per due anni ma Roccoli crede che Betti sia sulla strada giusta. “Spero che vada avanti e che trovi i fondi per sviluppare sempre di più questo mezzo. Sappiamo tutti che il futuro delle due ruote è elettrico, quindi…”.

Da notare che il pilota di Villa Verucchio è sceso in pista con i colori del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e, ovviamente, il numero 115 sulla bianca tabella. E', come noto, il numero da comporre quando ti servono i pompieri; seguendo la moda lanciata da Paolo Blora (pilota, agente della Polizia di Stato e atleta delle Fiamme Oro: numero di gara 113); nonché da da Ivan Clementi e Denis Sacchetti (Grifo's: associazione di Finanzieri, numero di gara 117). Ovviamente, anche per la ECO, una ragione c'è: il costruttore Luciano Betti nella vita di tutti i giorni fa il vigile del fuoco.   






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