
A decidere le sorti della gara è stato un problema elettrico della Yamaha di Alessio Velini. Problema che avrebbe potuto causare un incidente serio, se Pirro non fosse stato pronto a schivare sul rettilineo la moto del pilota umbro. Una gara iniziata con le migliori premesse, quella della Supersport. Pirro (Yamaha – Team Lorenzini by Leoni) a fare da lepre e Velini, partito male, pronto ad inseguirlo dopo aver passato quattro avversari in due giri. Alla quinta tornata e dopo due crono da record è stato proprio il talento umbro a passare in testa superando Pirro che, fallito il tentativo di fuga, è sembrato voler studiare a fondo la guida dell’alfiere del Team V.R. prima di sferrare l’attacco finale. A quattro giri dalla fine l’episodio che ha cambiato il volto della gara: i due affrontano il rettilineo uno nella scia dell’altro ma la moto di Velini, che in quel momento si trovava in testa, rallenta improvvisamente. Pirro (nella foto StudioZac) evita il tamponamento per un soffio, scartando Velini sulla sinistra ma nel contatto si strappa la “pinna” della carena della sua Yamaha. Mentre l’avversario torna mestamente ai box, con una R6 fuoriuso, il pugliese continua guidando una moto in versione “naked”, passando poi vincitore sotto la bandiera a scacchi e aumentando così il suo vantaggio in classifica generale. “A differenza delle altre volte sono partito bene – rivela il pugliese della Yamaha - poi ho provato a spingere forte solo che in una esse ho perso l’appoggio del piede. In quel momento mi sono deconcentrato e Velini si è fatto sotto. Ho pensato che sarebbe stato inutile spingere, ho mandato avanti lui e ho studiato il comportamento delle sue gomme. Mi dispiace per Velini, aveva fatto una bella gara anche se proprio nel giro del contatto avevo deciso di passarlo perché avevo capito di avere del margine. Il contatto? Siamo stati fortunati… Ringrazio la squadra, che dopo la caduta di stamattina ha fatto un gran lavoro”.
Dietro di loro è stata vera bagarre. In dieci si sono giocati gli altri due gradini del podio. Un vero e proprio “treno” che ha esaltato gli spettatori presenti e gli stessi piloti. Alla fine l’ha spuntata Cristiano Migliorati, sin da primo giro tra i più determinati a prendersi un posto sul podio. “Stamattina pensavo che sarebbe stato difficile centrare il podio – dice l’alfiere Kawasaki a fine gara – ho provato a tenere la scia di Michele ma lui aveva qualcosa in più ed è andato via. Poi mi sono venuti a prendere tutti gli altri ma non ho mollato. Ho giocato d’esperienza, ho dato uno strappo negli ultimi due giri e sono contentissimo. Con il team venivamo da un momento difficile, abbiamo faticato con la messa a punto della nuova moto e ora iniziamo a raccogliere i primi frutti. Che sia il primo risultato positivo di questa stagione…”.
Il bresciano del Team Kawasaki Puccetti Racing ha preceduto un ottimo Mirko Giansanti, autore di una rimonta da manuale con la Triumph del Team Speed Shadows. “Alla prima curva ho commesso un errore e sono ripartito ultimo – dice Giansanti – così mi sono messo a rimontare forte perché non mi andava di buttare al vento una due giorni di prove positiva… Ce l’ho messa tutta e alla fine è arrivato un podio inaspettato. Il Mugello è la pista che mi piace di più e qui riesco a dare il massimo”. Al quarto posto ha chiuso il pilota di casa, Simone Sanna, seguito nell’ordine da Brannetti, Palumbo, Battaini, Marrancone, Corradi, Erbacci e Dionisi.
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