Alessio Velini, l'uomo del giorno al CIV: “Ecco come si batte Pirro”.

In Campionati e trofei nazionali

di Federico Porrozzi, 10 luglio 2009
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Alessio Velini, l''uomo del giorno al CIV: “Ecco come si batte Pirro”.



Domenica si corre al Mugello la quarta tappa stagionale del campionato italiano Velocità 2009. Dopo aver dominato la sessione Supersport della mattina, oggi pomeriggio Alessio Velini ha fatto registrare il secondo tempo assoluto, a soli settanta centesimi di secondo dal leader di campionato, Michele Pirro. Una rivalità accesa in occasione della gara di Vallelunga, che sembra potersi riproporre anche in terra toscana. Raggiunto al box del Team V.R, il 30enne umbro Alessio Velini (nelle foto StudioZac) ha risposto alle domande di motocorse.com


-    Alla quarta gara stagionale sembra che tu abbia indossato “l’armatura” da rivale diretto di Pirro per il titolo. Pressione?

“No, nessuna pressione. Mi sento in forma e so che anche se alla fine arriverò secondo vorrà dire che avrò fatto un gran campionato. A differenza di Michele: se chiuderà secondo, con l’esperienza mondiale e con il materiale a disposizione che ha, avrà fallito l’obiettivo. Io ce la sto mettendo tutta, sono rilassato e so bene che è proprio quando rimango tranquillo che arrivano le belle prestazioni”.

-    Come si ferma un pilota apparentemente invincibile come Pirro?

“Forse rimanendo incollato alla sua scia fino a fine stagione… Io non ho niente da perdere, lui molto. Questa è la differenza tra noi. Sono due anni che, a livello nazionale, Michele non ha avversari e ritrovarsi uno col “fiato sul collo” da qui all’ultima gara potrebbe mandarlo in confusione. Ci proverò con tutto me stesso”.

-    Da due anni sei diventato proprietario/manager/pilota della tua squadra. Correre non ti bastava più?

“Non è quello… Ad un certo punto i miei sponsor hanno detto che mi avrebbero finanziato solo se avessi messo in piedi un team tutto mio. Mi sono consultato con i miei genitori e mi sono detto: “Ok, lo faccio”. Certo, ora ho tanti pensieri in più ma ci sono mio padre, mia madre, il mio manager e tutti i ragazzi della squadra che mi danno una grossa mano. Delego senza problemi, anche perché ho intenzione di correre ancora per tanti anni…”.

-    Prima del 2008 non ci avevi mai pensato ma ora che ti ritrovi anche dall’altra parte del muretto, qual’è l’aspetto più difficile del ruolo di team manager?

“Prima non pensavo troppo alle sorti “agonistiche” dei miei compagni di squadra ma ora, se mi capita di scorgere con la coda dell’occhio il mio compagno fermo a bordo pista per problemi al motore o sulla ghiaia per una scivolata, inizio a preoccuparmi. E mi ritrovo a fare i conti di quanto potrà costare una caduta o una rottura anche in sella a 250 all’ora, in prova o in piega gara…”



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