Campionato Italiano Superbike 2009: 35 iscritti per un posto al sole

In Campionati e trofei nazionali

di Omar Fumagalli, 27 marzo 2009
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Campionato Italiano Superbike 2009: 35 iscritti per un posto al sole



Il campionato italiano Superbike 2009, che prenderà il via il prossimo 19 aprile a Misano, si ritrova quest'anno a vivere una nuova fase, inserita nel difficile contesto finanziario globale che non risparmia di certo nè il settore moto, nè il nostro Bel Paese.
L'Italia è la nazione maggiormente rappresentata da teams e personale all'interno del Mondiale Superbike, vera categoria regina in termini di numeri per il motociclismo internazionale attuale (specialmente ora che la MotoGp fatica a raggiungere i 20 partenti) eppure il nostro trofeo nazionale, negli ultimi anni non è mai stato troppo vicino al livello del Mondiale, anzi.

Certo, sono passati i tempi in cui (30 anni orsono) nell'italiano classe 500cc. si potevano vedere le apparizioni dei nostri piloti che lottavano per il Motomondiale, ma non sono però troppo distanti invece i primi anni Novanta, quando nomi quali Tardozzi, Pirovano o Monti (e molti altri), si disputavano contemporaneamente il titolo italiano Superbike così come anche il podio del Mondiale.

La stagione 2008 ha visto competere in pista due moto ufficiali: la R1 del Junior team Yamaha, che guidata da Corti ha lottato insieme alla MV di Luca Scassa, poi vincitore al termine della stagione. Per loro due ci sarà il Mondiale quest'anno (rispettivamente nella Stock1000 e nella SBK).
Tra loro e "gli altri" però, spesso il divario era davvero pesante la scorsa stagione ed i piloti stessi ammettevano come il livello della nostra serie nazionale fosse troppo frammentato tra professionisti in odore di promozione al Mondiale e chi invece faticava a contenere il distacco in valori accettabili per scendere in pista nello stesso giorno.

La categoria ha il nome più altisonante fra le partenze del CIV, ma forse i costi di gestione non sono i più abbordabili, quindi non è quella che maggiormente avvicina la relativa serie iridata, contrariamente a quanto avviene altrove.
I campionati nazionali SBK di Inghilterra (BSB), Stati Uniti (AMA) Giappone od Australia, sono da sempre e continuano ad essere considerati, un buon bacino di utenza per giovani promesse, così come godono della presenza più o meno diretta di varie case. L'italiano invece stenta, pur essendo la nostra, patria dei maggiori protagonisti in assoluto per la serie Mondiale. I nostri giovani devono poi arrancare cercando spazio in altre categorie per farsi strada e mettersi in luce; il titolo di campione italiano non è percepito allo stesso livello di quello di vincitore di AMA o BSB: i rispettivi tre vincitori del 2008 infatti sono sbarcati nel Mondiale, ma chi ha fatto più fatica e non ritrova ex-colleghi in pista è stato proprio il nostro Luca Scassa.

Lo scorso fine settimana abbiamo assistito alla presentazione del campionato: saranno 35 i partenti quest'anno, un numero comunque buono di iscritti, tra i quali anche una presenza femminile; così come valida è la varietà di mezzi impiegati, che vede la presenza di MV Agusta. Qualche comparsa di piloti del Mondiale forse la vedremo (probabilmente a Monza, con i piloti del team Alstare Suzuki), ma dispiace che le nostre case italiane e vincenti (Ducati ed Aprilia), non aiutino ad arricchire il prestigio di una serie nazionale che condivide con quella iridata ben tre dei quattordici tracciati e questa è cosa davvero unica. Basterebbero 4 o 5 moto di un livello semi-ufficiale, magari a disposizione di piloti non ancora da Mondiale ma promettenti, per rendere la categoria non la migliore fra le serie nazionali ma quasi; certamente più dell'AMA, dove al di là del blasone di alcuni vecchi nomi e dei team factory (uniti alla pericolosità delle piste, da veri duri), il livello dei piloti è realmente elevato solo per chi si disputa il podio, come ci hanno avuto modo di dire tutti i piloti che recentemente dagli Usa sono venuti a correre in Europa.

Sarà quello 2009 un campionato comunque sportivamente interessante, come avete avuto modo di leggere in altri articoli del nostro sito, pur non essendoci il richiamo dei nomi altisonanti e dei grossi sponsor. La situazione del CIV è complessivamente migliore di quanto si potesse immaginare sei mesi orsono, grazie agli sforzi organizzativi e la coesione di alcune aziende del settore, che suppliscono parzialmente alla mancanza di veri sponsor da settori esterni a quello motociclistico.



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Commenti dei lettori

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Commento


PAOLAMORENA
Italy
Milan

cosimo diviccaro? un grande,uno dei pochi piloti italiani che gareggia con il cuore!non smettere mai di crederci cosimin!!!

Inserito: 05 giugno 2009

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