Alle falde del Vesuvio sono tanti i talenti che si mettono in mostra nel panorama sia locale sia nazionale della velocità. Uno di questi è il “pendolino” Valerio Vitiello, giovane promessa e figlio d’arte nato a Torre del Greco.
La passione per la velocità la eredita dal padre Mario, pilota di successo degli anni settanta. Vitiello si avvicina al mondo delle gare a 16 anni, e dopo quattro stagioni trascorse tra le classi 125 e 600 nei trofei nazionali, l’anno scorso ha gareggiato nella European Suzuki 750 Cup.
Molti dei tracciati sono stati per Valerio una novità, ma il pendolino non ha demorso, esprimendo un potenziale degno di piloti scafati: “Il bilancio del 2008 – racconta - è più che positivo. E’ stato fantastico gareggiare sulle piste più belle d’Europa nelle stesse domeniche delle manche della Sbk. Ho pagato l’inesperienza, e la mia Suzuki era a tutti gli effetti una moto originale. Questo mi ha rallentato, ma resto orgoglioso per aver contribuito alla vittoria del Trofeo Nazioni. Il motore della 750 è fantastico, e spinge forte per un ampio range. La ciclistica è ben bilanciata ed ha nell’ingresso in curva e la maneggevolezza i suoi punti forti”.
Per il 2009 la sfida per Valerio si chiama campionato italiano velocità: “ La mia passione – confessa – sono le gare, e non riesco a farne a meno. In pista mi trasformo, e quando abbasso la visiera per me conta solo fare bene. Il C.I.V. ha un fascino particolare. Credo sia il miglior campionato in Europa sia per la difficoltà sia per lo spettacolo offerto. Sono in trattativa con alcuni team, con l’obiettivo di riuscire ad essere sempre più veloce. La speranza è concludere nei primi tre della classe Stock 1000, in modo da guadagnarmi finalmente la chiamata di un team che mi faccia gareggiare nel mondiale delle derivate di serie”.