Non so esattamente come descrivere quello che si prova. Frequentare il mondo delle corse, respirare l’aria degli autodromi, dà un’ebbrezza particolare. E’ per questo che mi sono sentito fortunato quando ho risposto al telefono e, dall’altra parte, un ex compagno di università, un amico, mi ha chiesto di collaborare con il team GPM Racing Chemiba, per la stagione 2008, in qualità di addetto stampa.
Come primo appuntamento non potevo sperare in un circuito migliore. Teatro della prima prova del Campionato Italiano Velocità, infatti, è stata la pista del Mugello. Non serve essere esperti per capire che è un luogo speciale: ho visto parecchie persone restare a bocca aperta vedendo i piloti duellare tra le sue curve. Se poi si è appassionati, tra le colline toscane si riesce a respirare la sensazione di essere in una sorta di tempio votato ai motori.
In questo contesto ho cominciato questa mia avventura. I componenti della squadra li conoscevo quasi tutti. Avevo avuto la fortuna di incontrarli durante il periodo di tesi, di entrare in contatto con un mondo che mi aveva sempre affascinato. Ora mi propongo di coinvolgere voi lettori di motocorse.com e darvi uno sguardo privilegiato all'interno del box di un team di SBK impegnato nel campionato italiano.
Voglio cominciare presentandovi i membri del team anche se alcuni di loro non hanno di certo bisogno delle mie parole per evocare i ricordi degli appassionati.
Il pilota è Mauro Lucchiari. I patiti di SBK se lo ricorderanno di sicuro come pilota dotato di grande talento e sensibile collaudatore. Un vero professionista, capace, quando correva nel campionato mondiale, di battere addirittura un compagno dal nome altisonante come Carl Fogarty in ben due manche a Misano. A quarant’anni compiuti da poco, è ancora in grado di competere ad alto livello (suo il best lap in gara in 1'53.836) e di insegnare molto.
A garantire il giusto numero di cavalli ci pensa uno dei motoristi più esperti in circolazione: Pietro Gianesin. Anche per lui una carriera di tutto rispetto ed un sesto senso incredibile per far volare i due cilindri della casa di Borgo Panigale. Tra i piloti con cui ha collaborato spuntano i nomi di Tardozzi, Chili, Casoli. Tra i successi raggiunti, la vittoria del campionato Italiano Endurance del 1982 e la vittoria dell’allora Supersport Word Series con Casoli nel 1997.
Come in ogni squadra che si rispetti, però, i risultati vengono dal lavoro di più persone.
Tre i tecnici addetti alla Ducati 999RS numero 11. Andrea Pizzato è il responsabile della moto. Suo il compito di controllare ed eseguire i lavori più delicati e di apportare e le modifiche all'assetto decise durante le sessioni di prova. Data la mole di lavoro e i tempi ristrettissimi, da quest'anno è affianco da Alessandro Panizzon, responsabile di un'officina durante la settimana e aiuto meccanico nei week end di gara.
Per essere pienamente competitivi non può mancare un ingegnere di pista. Enrico Eger si è laureato in ingegneria meccanica all'università di Padova e già da tre anni segue il team. Suo il compito di analizzare la telemetria e valutare le modifiche da apportare alla moto, interpretando le esigenze di Mauro.
Meno in vista, ma non per questo meno fondamentali: Giuseppe Pizzato, che si occupa di curare i rapporti con gli sponsor, Cristian Gianesin, responsabile della logistica e Luca Burato fotografo ufficiale (sue le foto in queste pagine).
Grazie a tutte queste persone ho potuto vivere dalla prima linea le emozioni di una gara e capire cosa possa fare una passione incondizionata per le due ruote. Vedere la preoccupazione quando si temeva che Mauro fosse stato coinvolto nel brutto incidente accaduto poco dopo la partenza (poi ripetuta), la tensione della gara, la soddisfazione per un terzo posto frutto di impegno e determinazione.
Il prossimo week end sarò a Monza per la seconda gara del campionato. Se aveste qualche curiosità, non esitate a chiedere. Da parte mia sono disponibile ad esaudire le vostre curiosità.
Alla prossima!