MV Agusta Corse chiude: di chi è la colpa?

In Campionati e trofei nazionali

di Edoardo Licciardello, 06 febbraio 2008
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MV Agusta Corse chiude: di chi è la colpa?


Apprendiamo da Motoblog la sgradita notizia della chiusura di MV Agusta Corse, con il relativo passaggio alla casa madre di Varese di tutte le attività di progettazione e sviluppo finora svolte dal centro realizzato a San Marino. Ne prendiamo atto con rimpianto, dato che i programmi corsaioli della casa di Schiranna – sui quali a questo punto cade una pesante ombra – erano decisamente interessanti, dal monomarca dedicato alla Brutale fino alla partecipazione alle competizioni nazionali Superbike.

Fa un po’ riflettere la dichiarazione virgolettata dal sito, attribuita all’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese, che recita: “E’ un altro episodio che conferma ancora una volta quanto urgente sia la messa in atto di politiche innovative che rilancino il sistema paese all’interno di una economia internazionale sempre più globalizzata e aggressiva.”

Ora, il governo – quantomeno in quanto potere esecutivo, anche senza entrare nel merito della politica – ha sicuramente molte responsabilità in merito alla competitività delle industrie. Addossargli però responsabilità nei problemi finanziari di un’azienda guidata da chi ha saputo portare in rosso i conti di Ducati quando c’erano liste d’attesa di sei mesi per la 916 e il Monster, o riteneva più utile regalare versioni speciali delle sue quadricilindriche a personaggi del bel mondo, invece che consegnarle ai clienti che le aspettavano da secoli (magari dopo aver versato sostanziosi acconti), al sottoscritto pare davvero troppo…





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EvenZappa
Italy
Milan

"Addossargli però responsabilità nei problemi finanziari di un’azienda guidata da chi ha saputo portare in rosso i conti di Ducati quando c’erano liste d’attesa di sei mesi per la 916 e il Monster, o riteneva più utile regalare versioni speciali delle sue quadricilindriche a personaggi del bel mondo, invece che consegnarle ai clienti che le aspettavano da secoli (magari dopo aver versato sostanziosi acconti), al sottoscritto pare davvero troppo…"

Quoto in toto,sacrosantissima verità...

Inserito: 06 febbraio 2008

Edoardo Licciardello
Italy
Monteveglio

Vero, ma non sposta di una virgola i termini della questione. Apportate opportune correzioni all'articolo.

Inserito: 06 febbraio 2008

Anonymous
Italy
Arezzo

due errori sullo stesso articolo sono troppi. Questa non è fretta ma superficialità e un organo di informazioni come dite essere non se lo può permettere. Oggi avete perso la faccia e, come minimo, un lettore.

Inserito: 07 febbraio 2008

Anonymous
Italy
Rome

Le riflessioni sull'articolo sono sacrosante, sono anni che attendiamo la rinascita di Castiglioni e Co ma nonostante le cessioni (innumerevoli) ultima in ordine temporale l'Husqwarna, sembra una discesa senza fine. Peccato ero un grande tifoso e possessore di Cagiva dopo sono diventato Ducatista e ora volevo una MV ma rimmarrò Ducatista.
Certo che ha avuto l'oro nelle mani............

Inserito: 11 febbraio 2008

cillocirillo
Italy
Milan

Non è mica una novità quest'ultimo fallimento. C'è sempre un senso di "rabbia" nel vedere quanta tradizionale italica millantaneria vi sia negli esaltati proclami di conquista di mondiali, di mercati, di primati tecnologici che si sono succeduti nei vari anni. Io so soltanto che, a fronte dei migliori tecnici al mondo, questa azienda ha poi opposto una gestione amministrativa e finanziaria degna dei peggiori "pataccari", riuscendo via via a scendere sempre di più la china. Non basta essere i padroni con i soldi, comandare per essere bravi imprenditori.
Meglio una sana gestione, senza troppe chiacchere, piuttosto che le pagliacciate con i vip. A noi motociclisti non piacciono; e siamo noi che compriamo le moto.

Inserito: 06 marzo 2008

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