Massimo Maragliano

Massimo Maragliano

Lavoro da cinque anni nel settore informatico come sistemista Windows e tecnico hardware, la mia grande passione sono però i motori ed in particolar modo le moto, sebbene il background inculcatomi da mio padre fosse più indirizzato alle quattro ruote, anche perchè per alcuni anni ha corso da professionista nel CIV salita e pista con auto quali Fiat 595, Alfa Romeo GTA, Osella.
 
Sono cresciuto quindi tra i motori, e ho corso alcune gare di regolarità per auto d'epoca con mio padre su Innocenti/Layland MiniCooper 1300, concludendo primi nella graduatoria italiana 1994 nella categoria 1300cc.

La mia passione come dicevo è però maggiormente viva per il mondo delle due ruote.

Dall'età di 14 anni ho guidato moto di ogni genere, iniziando con una Aprilia Pegaso 50cc., passando poi ad una RS125 (quando le 125 "urlavano" ancora per le strade italiane dall'alto dei loro 30cv.) della quale ancora oggi mi sembra di sentire il profumo di Castrol TTX incombusto saturare l'aria.
Raggiunta la maggiore età ho acquistato una Ducati Monster 600 (modello ancora a carburatori) con la quale ho scoperto l'amore per i viaggi in moto e la bellezza delle strade italiane, percorrendo tutti quei passi dei quali fino ad allora avevo soltanto letto qualcosa sulle riviste di settore (Penice, Bracco, Futa, CIsa, Raticosa)
 
Dopo due anni purtroppo una sfortunata mattina di luglio, uno dei miei più cari compagni di viaggio, Daniele, ha subito un grave incidente in sella alla sua fiammante 748.

Quella mattina avrei dovuto essere con lui, ma non c'ero... qualcosa o qualcuno ha voluto che Morfeo continuasse a cullarmi tra le sue braccia e che non sentissi il suono della sveglia. Daniele ha perso la vita sulla SS45 della Val Trebbia e con lui se ne è andato il mio coraggio di percorrere le strade in sella ad una moto.

La mia passione era però troppo profonda perché decidessi di non salire mai più in sella e così ho deciso di affrontare l'avventura della pista, l'unico vero luogo dove le moto del giorno d'oggi, specialmente le supersportive, possono esprimere tutto il loro potenziale e dove un motociclista può davvero sentire l'adrenalina scorrere nelle vene senza che questo significhi necessariamente veder salire in maniera proporzionale anche la lancetta dello "strumento che indica il quoziente di rischio".

Per concludere, dal momento che ritengo di averVi tediato a sufficienza aggiungo che dalla vita per ora ho sicuramente appreso che le occasioni passano una volta sola sfrecciando a gran velocità, e non è il caso di lasciarsele sfuggire, perlomeno non prima di aver tentato di inseguirle, serrando i guanti, abbassando la visiera e ruotando a fondo la manopola del gas!

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