L'antipatico - ultimi articoli


Tutti contro Ducati, la farsa delle regole in MotoGP

Tutti contro Ducati, la farsa delle regole in MotoGP La questione del regolamento MotoGP 2014, è solo apparentemente complessa, ed eliminando tutto il fumo e le ciance alla fine rimane un semplice fatto: Ducati ha aspettato l'ultimo momento utile per iscriversi alla categoria Open, una categoria fortemente voluta da Dorna e che fra un paio di anni sarà la sola ammessa al campionato, alla quale avrebbero potuto iscriversi anche Honda e Yamaha. Non l'hanno fatto, andando a lamentarsi con Dorna di pericolosa sia l'alleanza italo-tedesca con sede a Borgo Panigale.

 

Calano i numeri per omologare una Superbike, ma basterà per Bimota?

la Federazione Internazionale ha ridotto il numero di moto prodotte necessario per omologare un modello per il Mondiale Superbike. Si tratta di una riduzione importante (i numeri sono stati dimezzati, richiedendo adesso 125 moto prodotte per iniziare la pratica di omologazione, 250 entro la fine del primo anno in cui il modello debutta in gara e 1000 entro la fine del secondo anno.Prima di cercare di analizzare cosa questo possa significare in termini pratici, facciamo un passo indietro per capire da dove era nata la necessità di stabilire dei minimi di produzione.

 

USA: una centralina per trasmettere velocità e coordinate geografiche agli altri veicoli. Obbligatoria

USA: una centralina per trasmettere velocità e coordinate geografiche agli altri veicoli. Obbligatoria Il Dipartimento dei Trasporti USA (DOT) e la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) hanno annunciato che il progetto di comunicazione fra veicoli sulle strade americane sta procedendo secondo i piani che che in un prossimo futuro la tecnologia sarà implementata obbligatoriamente sui nuovi veicoli leggeri, ovvero auto ma probabilmente anche motociclette.Il sistema di comunicazione da veicolo a veicolo (V2V) è basato su una centralina che rileva dieci volte al secondo la velocità e le coordinate geografiche, oltre che la velocità relativa rispetto ai veicoli circostanti, trasmettendo queste informazioni così che possano essere recepite dalle centraline degli altri veicoli.

 

Motociclista o automobilista, sappiamo dove vai (in tutta Europa)

Alzi la mano chi vede come un pesante problema doversi fermare a pagare il pedaggio recandosi in vacanza in Francia o Austria. A giudicare da questo documento dell'Unione Europea però, l'unificazione dell'Europa tramite un unico sistema elettronico di rilevamento e pagamento dei pedaggi sembrerebbe una priorità, e ad essere maliziosi verrebbe da pensare che i fini potrebbero essere non solo quelli di semplificare la vita ad automobilisti e motociclisti...Molto presto dunque potrebbe essere obbligatorio dotare ogni veicolo di un trasmettitore elettronico simile a quello del Telepass per poter guidare sulle autostrade europee, con ovviamente la nascita di un altro gigante burocratico che dovrà gestire tutto il traffico di dati proveniente da tutta Europa, raccogliere i pagamenti e smistarli alle varie nazioni a seconda dei tratti di strada percorsi dagli utenti.

 

Controcorrente: l'eccezione per Bimota non è una buona notizia

Controcorrente: l'eccezione per Bimota non è una buona notizia Con tutto il bene che personalmente voglio a Francois Batta e Patricia Dethor, non riesco proprio a trovare nulla di buono nella decisione da parte della FIM di fare una modifica regolamentare apparentemente su misura per Bimota. Il presidente Vito Ippolito ha infatti deciso di dimezzare il numero di esemplati di una moto necessari per ottenere l'omologazione per correre nel mondiale Superbike, nonostante sembra ci fosse una forte opposizione da parte di Dorna, che vede forse in questa mossa la possibilità di un ritono nel campionato di modelli pensati e costruiti in tirature limitatissime e dai costi elevati.

 

Prime immagini della Lotus C-01, power cruiser di lusso

Prime immagini della Lotus C-01, power cruiser di lusso Colin Chapman non ha mai amato le moto, ed il suo disprezzo per le due ruote non è mai neppure passato troppo inosservato. Nonostante ciò, a distanza di trent'anni dalla morte del fondatore del marchio Lotus, la casa una volta britannica ed ora di proprietà malese ha svelato due rendering della sua prima motocicletta, la Lotus C-01.Le immagini sono state pubblicate dalla rivista inglese MCN, ed appaiono due rendering ufficiali della moto in versione definitiva, da cui si può desumere l'utilizzo di un telaio monoscocca in fibra di carbonio come da tradizione Lotus.

 

Sono scemi in Yamaha o troppo furbi tutti gli altri?

Sono scemi in Yamaha o troppo furbi tutti gli altri? Cinquemilasettecento Euro scarsi per una moto come la Yamaha MT-07, forse non la più sofisticata della categoria ma certamente non costruita pensando solo al risparmio. E' bella, ben realizzata e rifinita, e se fosse stata proposta a mille Euro in più nessuno avrebbe accusato Yamaha di aver esagerato con il prezzo, anche considerando che il Ducati Monster 696 costa la bellezza di oltre ottomila Euro... Che c'entra il culo con le quarant'ore, direte voi (sì, adesso sono trentotto o trentasei, ma non si può aggiornare un modo di dire ogni volta che cambia una legge)? C'entra, perchè probabilmente molti dei motociclisti che compreranno una MT-07 avrebbero potuto essere clienti Ducati invece che Yamaha, considerando che le due moto più o meno si rivolgono alla stessa fascia di pubblico che cerca una moto divertente in città e per la scampagnata, facile da guidare e dall'estetica intrigante.

 

Perchè Ducati aveva bisogno di Davide Tardozzi

Perchè Ducati aveva bisogno di Davide Tardozzi Paolo Ciabatti e Gigi dall'Igna sono due personaggi di grande caratura, ciascuno con una sua distinta personalità e con un forte carattere. L'ingegnere veneto è il nuovo responsabile tecnico di Ducati Corse, e non sono pochi ad aver già sollevato un sopracciglio cercando di immaginare la convivenza con Paolo Ciabatti, manager extraordinaire e capo progetto che è stato a lungo uno dei personaggi chiave di Ducati Corse prima di andare a lavorare con i fratelli Flammini nel Mondiale Superbike.

 

La Moto Guzzi ha un'anima?

La Moto Guzzi ha un'anima? Uno dei punti di forza della maggioranza dei marchi italiani di motociclette è sempre stato l'avere un rapporto diretto con i propri clienti ed i propri concessionari, la ridotta catena di comando industriale che faceva sì ad esempio che in Aprilia Ivano Beggio fossse spesso direttamente coinvolto in situazioni non certo manageriali, dove i dipendenti si sentivano parte di una famiglia.In parte lo è ancora, più per alcuni marchi che per altri, ma in troppi altri si tratta semplicemente di un business come tanti, dove si analizza il mercato per capirne le richieste, si crea un prodotto e si stabilisce un prezzo in base al valore percepito (e soprattutto cercando di aumentare questo valore percepito grazie al marketing).

 

Paton S1, il ritorno delle "verdone" con una stradale affascinante

Paton S1, il ritorno delle Paton è un marchio che forse pochi fra i giovani conoscono, ma che non troppi anni fa rappresentava una delle ultime sfide di un piccolo costruttore ai grandi del motociclismo mondiale. Giuseppe "Peppino" Pattoni è stato un artigiano di talento, quando ancora il talento ed il genio di un singolo erano sufficienti non dico per vincere ma almeno per competere; dopo aver lavorato come meccanico per la Mondial, Peppino si unì a Lino Tonti (da cui il nome Pa-Ton) quando la casa italiana si ritirò dalle competizioni nel 1957, ed i due progettarono e costruirono una 125GP su base Mondial che con alla guida Mike Hailwood conquistò un rassicurante settimo posto al TT del 1958.

 

Propositi per il nuovo anno: un computer più sicuro (senza Windows)

Propositi per il nuovo anno: un computer più sicuro (senza Windows) Un recente articolo sul sito della BBC parla di quello che viene definito in gergo tecnico "ransomware", ovvero un particolare tipo di attacco informatico che invece di distruggere dati o mandare milioni di email di spam si "limita" a criptare il contenuto delle varie directory rendendolo inaccessibile se non pagando un riscatto all'anonimo tecnofurfante. La cosa è seria, anche perchè tantissime piccole e piccolissime aziende hanno un'idea vaga e confusa sia della sicurezza informatica che dei backup, ma anche perchè articoli pur interessanti come questo della BBC si limitano a dare consigli banali e largamente inefficaci.

 

Itaglia senza speranza: perde un braccio contro il guard rail, ora dovrà anche pagare le spese legali

Itaglia senza speranza: perde un braccio contro il guard rail, ora dovrà anche pagare le spese legali Chi scrive ha da tempo mandato a quel paese l'abominevole casta di burocrati e legulei che ha reso nei decenni l'Italia un paese da barzelletta, e forse per questo ha anche poco diritto di incazzarsi per un fatto come quello che ci è stato segnalato. Ma di fronte a certe notizie lo sdegno ed il ribrezzo di parlare ancora di queste meschinità va tralasciato a favore della più ampia diffusione possibile della notizia, sperando per una volta di riuscire a raddrizzare un torto evidente.

 

Perchè mai Ducati non dovrebbe produrre uno scooter?

Perchè mai Ducati non dovrebbe produrre uno scooter? Periodicamente tornano a circolare in rete voci sul possibile arrivo di uno scooter marchiato Ducati, e come sempre più spesso succede negli ultimi anni, la componente integralista degli ammiratori del marchio bolognese non manca di esprimere il proprio disdegno. Questi giovani modaioli però farebbero bene a studiarsi un po' meglio la storia del loro brand preferito, visto che di scooter a Borgo Panigale ne hanno progettati e costruiti ben due: il Cruiser 175 ed il Brio.Il Ducati Cruiser 175 del 1952 è stato uno scooter di tipo tradizionale dal punto di vista della ciclistica, ma decisamente innovativo per quello che riguardava motore e trasmissione.

 

Vuoi mostrare quanti km di autonomia ha la tua moto? Paga le royalty a Mahindra

Vuoi mostrare quanti km di autonomia ha la tua moto? Paga le royalty a Mahindra Il sistema dei brevetti ha subito una radicale evoluzione negli ultimi decenni, espandendosi a settori impensabili (basti pensare all'acquisto online con un click brevettato da Amazon) e soprattutto distorcendo il concetto di non brevettabilità di qualcosa già esistente.Prendiamo ad esempio uno dei vari brevetti recentemente ottenuti da Mahindra, un costruttore indiano che sta allargando la propria produzione al settore delle due ruote, ovvero l'indicatore di percorrenza residua sul cruscotto una volta entrati in riserva.

 

Hesketh 24, un'altra (inutile?) moto in edizione limitatissima

Hesketh 24, un'altra (inutile?) moto in edizione limitatissima A volte viene da pensare che al mondo ci siano un bel po' di ingenui con portafogli a fisarmonica, pronti a spendere fior di quattrini per acquistare oggetti esclusivi solo per il gusto di possedere qualcosa di diverso da tutti gli altri, anche se non necessariamente migliore. Non sappiamo quanto costerà la nuova Hesketh 24, ultimo modello proposto dallo storico marchio inglese, ma vista la produzione limitata a soli ventiquattro esemplari (da cui il nome) è facile prevedere che questa moto non sarà alla portata delle tasche della maggioranza dei motociclisti.

 

Senza più Puig, sarà il 2014 l'ultimo anno per Dani Pedrosa?

Senza più Puig, sarà il 2014 l'ultimo anno per Dani Pedrosa? La relazione fra Dani Pedrosa ed Alberto Puig è stata ampiamente analizzata sotto ogni punto di vista negli ultimi anni, ma il giudizio è ancora sospeso sul suo effetto positivo per la carriera del pilota spagnolo. Ma dal prossimo anno il rapporto fra i due sarà a distanza, con Puig impegnato a gestire la nuova serie Asian Cup creata da Dorna per sviluppare nuovi talenti nei mercati asiatici, gli unici in crescita e con un pubblico che dovrà per forza di cose essere compiaciuto con piloti e gare locali.

 

Rilassatevi: fra due anni i Flammini ricompreranno la Superbike e la faranno tornare ai fasti di una volta

Rilassatevi: fra due anni i Flammini ricompreranno la Superbike e la faranno tornare ai fasti di una volta Nei giorni scorsi non sono mancate manifestazioni di disperazione da parte dei motociclisti duri e puri, quella nicchia hardcore che non va a braccetto con le richieste da parte di Pedrosa e Lorenzo di abolire i sorpassi (tranne quando sono loro a farli) e che preferisce seguire le gare dal vero quando possibile senza dover vendere un rene per acquistare i biglietti. Per loro, le ultime notizie provenienti dal fronte Dorna, società che gestisce da anni il Motomondiale e che è recentemente diventata proprietaria anche del campionato per derivate di serie, sono state un colpo al cuore.

 

I motivi dietro al divorzio di Valentino Rossi e Jeremy Burgess

I motivi dietro al divorzio di Valentino Rossi e Jeremy Burgess Quattordici stagioni insieme. Il rapporto - professionale e personale - di Valentino Rossi e Jeremy Burgess è uno dei più lunghi e proficui della storia del Motomondiale, ed ha contribuito a far vincere al campione di Tavullia la bellezza di sette titoli iridati. Valencia però sarà l'ultimo GP che vedrà il capotecnico australiano nel box di Rossi, ed ha già scatenato una serie di polemiche sulla Rete fra chi vede questa mossa come un ultimo disperato tentativo di un campione alla fine della sua carriera e chi invece plaude alla volontà di rompere con il passato per seguire strade nuove per ritrovare la competitività perduta.

 

Motegi, Bridgestone si scusa: per errore a Marquez gli pneumatici di Lorenzo

Motegi, Bridgestone si scusa: per errore a Marquez gli pneumatici di Lorenzo Un comunicato stampa appena arrivato da Bridgestone getta una nuova luce sul GP del Giappone appena concluso. La casa di pneumatici giapponese ha spiegato di aver commesso un errore in fase di assegnazione delle gomme prima della gara, errore che è purtroppo costato la vittoria a Marc Marquez e costringerà la Dorna ad assegnare il titolo iridato nel GP di Valencia del 10 novembre."Un tecnico ha contrassegnato le gomme buone con una X" ha spiegato il responsabile Bridgestone per l'assegnazione degli pneumatici, "ed il ragazzo che fa le consegne, essendo nuovo e non ancora addentro alle procedure tecniche, ha pensato che la X stesse per Jorge Lorenzo, visto che ne ha una disegnata bella grossa sul casco".

 

Il rispetto delle regole, cosa è mancato a Phillip Island

Il rispetto delle regole, cosa è mancato a Phillip Island Probabilmente il problema è semplicemente definire che cosa sia esattamente il Motomondiale. Se infatti si trattasse ancora solamente di una disciplina sportiva, non si capirebbe come apparentemente si siano potute violare così tante norme del regolamento a Phillip Island senza che nessuno dicesse nulla, se invece si accettasse l'idea che il Motomondiale è un grandioso spettacolo con una base sportiva si potrebbe giustificare ogni cosa con la necessità di mantenere alto il livello di entertainment.

 

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