Anche Kawasaki rinuncia, che AMA Superbike ci aspetta nel 2010?
di Marco Dabizzi -Il campionato AMA Superbike è in difficoltà. In forte difficoltà. Dopo l'annuncio da parte di Honda America, che ha deciso di non impegnarsi ufficialmente la prossima stagione, adesso è stata Kawasaki a ritirare il proprio impegno dal campionato. Una decisione non certo inattesa, visto che la casa di Akashi ha praticamente eliminato tutti i programmi relativi alle competizioni in pista.
Dopo il ritiro di Mat Mladin, una vera e propria icona del campionato AMA Superbike, la serie americana adesso si trova dunque con due case in meno (tre considerando anche la "morte" di Buell decisa da Harley-Davidson), e con un montepremi ridotto al lumicino.
Dei promessi 125.000 dollari messi in palio ad ogni gara, sembra invece che DMG - organizzatore del campionato - abbia deciso di sborsare solamente 6.500 dollari, da dividere fra i primi tre classificati invece che fra i primi 25, lasciando praticamente senza uno spicciolo proprio i team privati che molto contano sui premi gara per sostenere la propria attività.
Kawasaki è stata a lungo una delle case protagoniste del campionato AMA Superbike, con nomi celebri come Eddie Lawson (nella foto), a cui la casa di Akashi aveva anche intestato una moto stradale ispirata a quella guidata in pista dal campione americano, ma anche Wayne Rainey e Scott Russell, quest'ultimo cinque volte vincitore a Daytona, campione AMA nel 1992 e trionfatore nel Mondiale Superbike l'anno successivo, sempre in sella alla Kawasaki Ninja.
Negli ultimi anni, il verde Kawasaki è stato portato sui circuiti da piloti del calibro di Eric Bostrom, fratello di Ben e secondo nella classe Superbike nel 2001 alle spalle di Mat Mladin (oltre che campione della classe Supersport) ma anche Tommy Hayden e Roger Hayden, fratelli di Nicky.
