Europei a Vallelunga, azzurri sugli scudi

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pubblicato il 16 maggio 2005


Strapotere dei piloti azzurri nella 125 GP, nelle due classi 600 e nella Euro Women’s Cup, solo la 250 Gran Prix ci vede sconfitti. Spettacolo anche nelle classi nazionali Suzuki, Triumph e Supertwins

Domenica colorata di azzurro a Vallelunga con tre delle quattro classi del Campionato Europeo in programma letteralmente dominate dai piloti di casa. Bene anche la Coppa Europa femminile dove sia nella 600 che nella 1000 due centaure su tre erano italiane.

Nella ottavo di litro Gran Prix il pole man ceco Igor Kalab partiva subito forte andando a recuperare il siciliano Alessio Palumbo, autore di un ottimo sprint al via ma poi costretto a cedere la mano prima a Michele Conti e poi a Lorenzo Baroni. Con Nico Vivarelli in forte ripresa, Kalab rovinava a terra lasciando via libera al podio azzurro che vedeva nell’ordine Baroni (Aprilia) che chiudeva in 26’06”.197 i 19 giri di Vallelunga davanti a Conti (Honda) con appena un decimo di vantaggio, terzo Palumbo ancora su Aprilia leggermente sgranato. Primo dei rivali stranieri l’olandese Van De Bergh che rischiava la posizione a favore di un ottimo Biliotti, figlio d’arte, ed autore di una grande rimonta. 

Nella 600, che vedeva al via insieme la classe Super Stock e la Super Sport, il pole man Tarizzo partiva male e cedeva il passo sin dalle prime battute al romano Convento (Suzuki Stock) e all’alfiere Kawasaki Juri Proietto. Nel corso dei giri poi, una sbandata al tornantino invitava Convento a mollare la presa e a lasciar passare Boccolini e quindi Tarizzo. Nel finale Gilles Boccolini, su Kawasaki in conformazione Super Sport come Proietto, riusciva ad avere ragione del rivale e quindi vinceva la tappa romana della Super Sport davanti allo stesso e a Tarizzo (Honda) nel tempo di 34’25”900 sulla distanza dei 25 giri con un vantaggio sui suoi rivali rispettivamente di 6”215 e 11”911.

Quarto assoluto e primo della Stock quindi il giovane romano Davide Convento su Suzuki davanti alla Honda di Andrea Zappa e alla Suzuki del compagno di scuderia Danilo Dell’Omo.  Per lui 25 giri chiusi in 34’48”744 con un vantaggio sui suoi rivali rispettivamente di 14”500 e 30”187. Meno fortunati quindi i colori azzurri nella quarto di litro GP dove lo spagnolo Alvaro Molina monopolizzava la gara con la sua Aprilia: 30’05”105 il tempo finale per percorrere i 22 giri del lungo romano con lo svedese Martensson (Yamaha) che solo nel finale recuperava sull’austriaco Polzer (distacco per lo svedese da Molina di 6”005 e per l’austriaco di 8”665) dopo una serie di scambi che vedevano coinvolto anche l’olandese Lakerveld su Honda.

Primo degli italiani e quinto assoluto quindi Claudio Zanette su Yamaha, settima piazza per Menghi, Jarno Ronzoni riusciva a recuperare una gara partita male sin dalle prove per chiudere undicesimo assoluto.

Festa per due terzi italiana nella Euro Women’s Cup dove una caduta costringeva la direzione gara ad interrompere dopo appena un giro. Sia nella prima che nella seconda occasione la jesina Polita su Suzuki partiva fortissimo riuscendo a contenere il ritorno della laziale Letizia Marchetti (Yamaha) alle sue spalle. Terza chiudeva quindi la francese Jean su Honda. Nelle 1000 invece spazio all’Aprilia di Samuela De Nardi che beffava per appena 4 decimi la transalpina Migout su Yamaha R1, terza la Ducati 999 di Paola Cazzola.

La ricca parentesi di gare nazionali vedeva quindi al via il Trofeo Fast by Ferracci  Supertwins e tutte le special delle diverse marche. Ducati, Buell, NCR, Suzuki animavano la pista per la vittoria finale di Paolo Bentivogli su NCR. Seconda la Suzuki SV744 del romano Franco Cristiano, al terzo posto la 749 Aspimolle di Beppe Bentivoglio che vedeva uscire di scena prima Paolo Bizzarri e poi Max D’Agnano, entrambi in lotta per il podio.

Bagarre a non finire quindi nella 600 Suzuki dove il quindicenne di Matera Domenico Colucci non si lasciava intimorire dai rivali e prendeva subito un ottimo ritmo portandosi in testa. Sergio Russo quindi doveva prima subire il suo attacco per poi vedersi sorpassato pure da Roberto Miele, autore della pole ma anche di una partenza tutta da dimenticare. Il finale lo vedeva comunque vincitore davanti al Colucci, terzo Russo che per appena due decimi scongiurava l’insidia di Rubino alle sue spalle.

Meno emozionante la marcia di Antonio Mancuso nella Suzuki Superstock, riservata ai mezzi 750 e 1000. Il siciliano andava subito in testa e vinceva davanti all’alto atesino Lantschner e all’alfiere di latina Luigi Tondo, autore di un’ottima gara nonostante i mille problemi di ciclistica. In chiusura di giornata spazio poi alle moto retrò targate Triumph. La Thruxton Cup era letteralmente dominata da Federico Aliverti seguito sul podio dal coriaceo romano Enrico Fugardi e da Enrico Iori.

 

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