 Uno degli articoli più interessanti pubblicati sul numero di gennaio 2005 di MOTOSPORT, il mensile dedicato allo sport velocistico, è quello riguardante il Campionato Spagnolo di velocità, tanto mitizzato in Italia (e forse solo qui...).
Lo ha scritto Juan Carlos Montes, un redattore del settimanale Solo Moto che segue abitualmente questa importante "serie" nazionale.
Eccone alcuni brani.
IL MIGLIORE D’EUROPA?
Il Campionato Spagnolo di Velocità (CEV) è considerato come il migliore ed il più sicuro tra quelli che si disputano in Europa. Il migliore, si domandano, tra gli altri, gli appassionati spettatori del Campionato Britannico della Superbike (BSB)? Può darsi; è il migliore se consideriamo che il CEV è un efficace trampolino per i piloti che spiccano il volo verso il Mondiale di Velocità.
Il campionato spagnolo ha compiuto un salto qualitativo nel 1998, quando interviene la Dorna, promotore che gestisce i diritti della MotoGP. Da allor,a Toni Calvo, rappresentante diretto della Dorna nel CEV e la Real Federaciòn Espanola de Motociclismo (RFME), hanno razionalizzato un campionato che oggi si articola su tre categorie molto competitive.
Dopo due stagioni, nel 2000 fu eliminata la classe 250, per concentrarsi su 125, Supersport (limitata a 23 anni) e Formula Extreme. ... ...In questa categoria corrono piloti che hanno partecipato al mondiale, come José Luis Cardoso, José David de Gea, David Tomàs, Lucas Oliver Bultò… oltre a piloti con un grande palmares nazionale ed esperienze come wild card nel Mondiale (ad esempio, Ivàn Silva).
Il CEV si può definire come l’anticamera del Mondiale, come dimostra il flusso di piloti da un campionato all’altro: un nome su tutti, Héctor Barberà, campione spagnolo della 125 per tre stagioni e già stella emergente del mondiale, mentre i campioni della 125 del 2003 e del 2004, Alvaro Bautista e Aleix Espargarò, si stanno facendo le ossa nella classe più piccola del mondiale.
Anche molti piloti stranieri convengono che la migliore strada per concretizzare un sogno iridato passa per la Spagna. La pensa così l’australiano Casey Stoner, arrivato in Spagna per vivere in casa di Alberto Puig, il padre sportivo di Dani Pedrosa; e poi ci sono il nostro Fabrizio Lai e l’argentino Fabrizio Perren…
Sebbene lo spettacolo ed il regolamento sportivo siano invidiati in tutta Europa, ci sono alcune ombre sul CEV.
In primo luogo, a preoccupare gli organizzatori sono le (ridotte) presenze di pubblico... ... La risposta può essere che gli appassionati si sentono più attratti dal contorno e dalla pubblicità del Mondiale, che dallo puro spettacolo della corsa.
Dall’altro lato, le gare della 125 e della Formula Extreme sono trasmesse in diretta dalla seconda rete della TVE, ma le riprese non sono buone (sono poche le camere a disposizione), al punto che gli sponsor non sono soddisfatti, perché il loro marchi si vedono appena nelle piccole inquadrature... ...La principale preoccupazione degli organizzatori del CEV è evitare la lievitazione dei costi... ...In Gran Bretagna o USA c’è un altro elemento a favore: molti piloti possono vivere di moto, grazie ai campionati nazionali che hanno montepremi milionari. Al contrario della Spagna, dove non ci sono alte ricompense: nel 2004, ai vincitori sono andati 1.900 euro per la Extreme e 1.800 per 125 e SSP. (In Italia, i campioni del CIV hanno incassato 8.950 euro per la SBK, 7.200 per la SSp, e 5.500 per 125 e STK 1000, ndr)...
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