Triumph: la Bonneville piace ai VIP.

di Giorgio Papetti

Triumph: la Bonneville piace ai VIP.


Dagli chef superstar al vincitore di Sanremo, la moto icona della casa di Hinckley contagia con la sua passione i personaggi più differenti.

La passione per la moto vintage è ormai diventata vera e propria tendenza. Non è un caso che Raffaello Napoleone, l’amministratore delegato di Pitti - uno dei palcoscenici di moda maschile più importanti al mondo - abbia scelto le due ruote old style come tema trainante dell’84esima edizione di Pitti Immagine Uomo, tanto da dichiarare - nella conferenza stampa di inaugurazione - di aver ceduto al fascino della Triumph Bonneville.

La “Bonnie”, inconfondibile Triumph dal look vintage, è diventata un vera e propria icona di questa tendenza, assolutamente trasversale; non è un fenomeno geografico, ma la moto, che deve il suo nome al mitico lago dello Utah, appassiona da nord a sud, invadendo le strade di Milano, Roma, Torino e Firenze.  E per le strade d’Italia sono stati avvistati anche alcuni triumphisti illustri come lo chef superstar Bruno Barbieri, Joe Bastianich - il restaurant man più famoso del mondo - e l’Artista dell’anno Marco Mengoni, che è riuscito a coronare il suo sogno proibito, quello di prendersi una Bonneville personalizzata in nero mat. Il mito della Bonneville, però, non conosce confini e attraversa epoche. La moto dall’inconfondibile fanale tondo, che negli anni ’60 ha accompagnato grandi icone della musica e del cinema come Steve McQueen, Bob Dylan, Paul Newman e Elvis Presley, annovera insospettabili triumphisti anche tra le star contemporanee internazionali: da Bradley Cooper a Matthew McConaughey, da Robbie Williams a Pink!




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